F1, si ricomincia dalle Mercedes, ma c’è una Ferrari sul podio

MELBOURNE– Nella prima gara della stagione, conferma del dominio assoluto della Mercedes, in un gran premio quasi dimezzato; solo 15 macchine al via, diventate 13 dopo il primo giro per i ritiri di entrambe le Lotus. Poco da dire sulle frecce d’argento; si prosegue sulla stessa falsariga del 2014. Hamilton ha tenuto a bada senza grossi patemi Rosberg, mai abbastanza vicino da impensierirlo, il resto del gruppo è lontano anni luce; difficile pensare, a breve, ad un riavvicinamento degli avversari. Vettel, brillante terzo con la Ferrari, è arrivato con oltre 34 secondi di distacco, nonostante 3 giri dietro la safety car, solo 5 piloti a pieni giri. Attualmente, considerato che le Mercedes hanno spinto a fondo solo nel finale, il distacco con la concorrenza è superiore al secondo al giro. Disarmante.

FERRARI– Mercedes a parte, il debutto della rossa è confortante. Sebastian Vettel ha battezzato il suo esordio con un podio, il massimo che si potesse ottenere, seppur favorito dal forfait di Bottas e dai problemi iniziali di Raikkonen, avendo di fatto come unico avversario Felipe Massa con l’unica Williams al via. Sfortunata la gara del finlandese della Ferrari, toccato all’inizio e costretto a rincorrere; ottima la sua rimonta, favorita dalla strategia del muretto, a colpi di sorpassi e giri veloci, poi frustrata da un problema alla posteriore sinistra. Ma la Ferrari ha dimostrato velocità di punta e stabilità, forse paga ancora qualcosa in termini di trazione, ma il passo avanti rispetto al 2014 è evidente. La pista di Melbourne fa testo fino a un certo punto, ma qui la rossa non aveva gli ultimi aggiornamenti motoristici, quindi le prospettive sono buone, pur senza grandi speranze di lottare per il titolo. Attendiamo conferme da Sepang, circuito sicuramente più completo ed esigente per tutte le componenti

FESTIVAL DEI RITIRI- Inizio disastroso per la Red Bull, che ha visto al traguardo il solo Ricciardo, sesto e doppiato; grossi problemi soprattutto di motore, con la PU Renault in grave deficit, non tanto di potenza, quanto di erogazione e guidabilità rispetto al Mercedes e anche al Ferrari (come dimostra la buona prestazione della Sauber) e che ha anche visto il cedimento nella Toro Rosso dell’ottimo esordiente, non ancora diciottenne, Max Verstappen. Per la scuderia che solo 18 mesi fa conquistava il quarto titolo mondiale consecutivo, si prospetta una stagione molto difficile, anche se le piste più guidate e che richiedono maggior carico aerodinamico potrebbero venirle in aiuto. Chi sta ancora peggio è sicuramente la McLaren-Honda; che la stagione d’esordio del motore giapponese fosse difficile si sapeva, ma fin qui per Ron Dennis e C. è un vero incubo. Senza Alonso per le ben note vicende, dopo aver coperto pochissimi km nei test invernali, entrambe le macchine schierate in ultima fila, Magnussen rompe platealmente il motore nel giro di ricognizione, e Button conclude undicesimo e ultimo a due giri da Hamilton. Poco da aggiungere, se non chiedersi; Alonso non poteva proprio andare da nessun’altra parte?

PROBLEMI ECONOMICI- A Melbourne si è avuto un assaggio di ciò che succede dietro ai top team, che spendono centinaia di milioni di euro a stagione; le Manor, ex Marussia, si sono presentate in pista ma non sono state ammesse a girare per carenze tecniche non rimediabili (come pezzi di ricambio e il software della PU), mentre si vocifera di gravi problemi anche in seno alla Force India, e mentre rischia di saltare, dopo 55 anni, il gran premio di Germania, per gli insaziabili appetiti di Ecclestone. Nonostante le drastiche riduzioni dei test, l’introduzione del motore ibrido ha fatto salire alle stelle i costi di gestione delle F1, e con le uscite di colossi come BMW e Toyota, solo parzialmente compensate dal ritorno della Honda, è sempre più difficile che i piccoli team possano sopravvivere.

 

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