Roma: chi sale e chi scende

Il pareggio di Firenze in Europa League ha un sapore diverso rispetto agli altri. Innanzitutto il gol in trasferta in una competizione a eliminazione diretta equivale a una mezza vittoria; ma in particolar modo il gioco mostrato dalla compagine giallorossa, a tratti, sembrava quello di inizio stagione. Ci sono dei calciatori inripresa, mentre ce ne sono altri ancora in palese difficoltà. Sarà importante nei prossimi giorni che tutta la rosa capitolina torni a un livello fisico accettabile, in quanto, seppur il campionato si possa ritenere chiuso almeno per quanto riguarda la vittoria del campionato, c’è da difendere un secondo posto determinante ai fini delle strategie di mercato estive, oltre a un piccolo sogno chiamato Europa League.

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Difesa – Manolas a Firenze ha subito un lieve infortunio muscolare dietro la schiena che l’ha costretto ad allenarsi fuori dal gruppo. Il suo livello di gioco è comunque in crescita rispetto al recente passato. Torosidis è un altro in forte ascesa e non sta facendo rimpiangere un certo Maicon. Holebas è uno dei pochi che ha mantenuto un livello standard di gioco senza subire alcun tipo di calo psicologico e fisico. Chi invece ancora non riesce a ingranare la quarta sono Yanga Mbiwa che, dopo un ottimo avvio di stagione, sta fornendo prestazioni non all’altezza. Stessa cosa dicasi di Astori, il quale è stato autore di alcuni errori in disimpegno che sono costati cari alla retroguardia giallorossa. Cole dal canto suo ha iniziato male la stagione e la sta finendo peggio, almeno in questo ha mostrato coerenza.

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Centrocampo – sulla mediana il maliano, nonché professore Keità, primeggia per distacco rispetto agli altri. La sua leadership è stata fondamentale in questo periodo di difficoltà per la squadra giallorossa. Le ultime due reti sono state realizzate proprio da lui, segno di forte attaccamento alla maglia. Per il resto, il reparto numero uno in Italia insieme a quello della Juventus, sta vivendo un momento di forte appannamento. De Rossi è impresentabile e si è visto a Firenze. Pjanic non è reattivo e capita spesso di perdere palloni in zone di campo pericolose. Nainggolan è in ripresa, ma è ancora lontano parente dal calciatore ammirato fino al periodo natalizio. Paredes è un volto nuovo, ma finora non ha fatto intravedere colpi geniali.

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Attacco – Totti è e sarà per sempre il simbolo della Roma, ma ancora oggi, con i suoi trentanove anni, rimane un calciatore imprescindibile per Garcia. Ljajic è la vera rivelazione della stagione; è uno dei pochi ad avere avuto sempre un rendimento alto, non a caso è il capocannoniere della sua squadra. Ha preso fiducia dei propri mezzi ed è diventato un punto di riferimento per i suoi compagni. Gervinho, da quando è tornato dalla coppa d’Africa, sembra lontano parente del giocatore ammirato nel primo anno e mezzo di Roma. S’incaponisce in azioni solitarie che portano sì scompiglio nelle aree avversarie, ma non risultano poi alla fine incisive. Iturbe, vuoi per i tanti infortuni subiti, vuoi per la sua giovane età, non riesce ancora a ingranare, anche se le potenzialità si notano e come. Le sue accelerazioni potrebbero essere determinanti da qui alla fine della stagione. Doumbià e Ibarbo sono gli ultimi due arrivati in casa giallorossa, ma si sono visti poco o nulla a causa della preparazione per il primo e di un infortunio per il secondo.

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