Assolo Juve, Roma e Napoli sommerse dai fischi. Applausi per Pioli e Montella. Milan e Inter: dove siete?

C’eravamo lasciati poco più di sette giorni fa con un grosso punto interrogativo riguardante l’esisto del nostro campionato ed in particolare la questione scudetto. Un’incognita, la nostra, destinata a dissolversi, in quanto, a distanza di una settimana, il campionato sembra aver reso noto il verdetto finale. O meglio, ci han pensato la Roma e Garcia, protagonisti dell’ennesima prestazione incolore, sconfitti ed afflitti dalla Samp sotto i colpi di De Silvestri e Muriel, a regalare al buon Allegri un ampio distacco che, salvo clamori dell’ultimo momento, si tradurrà in scudetto. Una Juve, quella del tecnico livornese, che non fa sconti e archivia, grazie a Morata, la pratica Palermo. Ai giallorossi non resta che difendere il secondo posto e porre scudo nei confronti dei cugini biancocelesti distanziati, oramai, da una sola lunghezza. La Lazio di Pioli riconferma l’ottimo stato di forma e legittima un Torino che nulla può dinanzi alle giocate del solito Felipe Anderson (autore di una doppietta). A proposito di doppiette, ecco quella di Luca Toni che affonda il Napoli. I partenopei si ritrovano così al di fuori della zona Champions, ovvero la prerogativa per trattenere Higuain e Benitez. La probabile partenza dell’allenatore spagnolo ha scatenato una sorta di “indovina chi” sul presunto sostituto: fra i candidati anche Vincenzo Montella. Nel frattempo, l’ex aeroplanino si gode il momento magico della sua viola, vittoriosa in rimonta sul Milan dell’amico-collega Pippo Inzaghi.

ALLEGRIa – Dallo scetticismo all’entusiasmo il passo è breve, e viceversa. Per ulteriori conferme chiedere a Max Allegri, ex allenatore del Milan e, all’improvviso, neo allenatore della Juve dopo l’inaspettato addio di Antonio Conte. Il suo sbarco sulla panchina più ambita d’Italia è accompagnato da proteste, insulti e tanto pessimismo. Il tutto non destabilizza il tecnico livornese che, silenziosamente, si mette a lavoro e, complici il campo ed i risultati, ottiene consensi ed applausi. Il primo posto, i quattordici punti di vantaggio sulla Roma seconda ad undici giornate dal termine del campionato, ed ancora, un ottavo di Champions e una semifinale di Coppa Italia da disputare. In altre parole: Allegri c’è!

Allegri 2

MAI UNA GIOIA – Nulla da fare per entrambe le milanesi. Inter e Milan hanno messo in scena un altro atto di una stagione fallimentare. I nerazzurri, dopo il ko con il Wolfsburg in Europa League, vengono nuovamente stoppati in casa contro il Cesena. Di Palacio, unica nota lieta, il gol del pareggio dopo l’iniziale vantaggio di Defrel. Il terzo posto è ormai affare per altri, Mancini lo sa e ha ben chiaro il futuro:”il prossimo anno saremo da scudetto.” Futuro del tutto incerto è invece quello di Inzaghi: il suo Milan cade al Franchi, dopo essersi portato in vantaggio grazie al gol di Destro (il secondo in maglia rossonera). Una crisi senza tregua per i rossoneri e la panchina del tecnico piacentino scricchiola a non finire. All’assenza di risultati si associano le voci, false o veritiere che siano, di una presunta cessione della società: i tifosi pretendono chiarezza.

Roberto Mancini

Filippo_Inzaghi

 

LE ALTRE – Come detto la Sampdoria espugna l’Olimpico e resta in piena lotta per il terzo posto. La squadra di Sinisa sembra aver ritrovato smalto e brillantezza di inizio stagione. Tra l’altro il sacrificio di Eto’o e i gol di Muriel rappresentano quel tocco in più per puntare in alto. Meno fortunato invece il weekend dall’altra sponda genoana. I rossoblu del Gasp inciampano in casa contro il Chievo: Paloschi (doppietta) allontana i veronesi dall’incubo serie B. Pareggio senza gol tra Atalanta e Udinese. Un punticino che soddisfa Stramaccioni e non Reja. Lo stesso dicesi per Zeman (in versione 2.0 sulla panchina del Cagliari), per niente soddisfatto, dopo il pari incassato all’ultimo respiro contro l’Empoli di Sarri. Sorride il Sassuolo che strapazza il Parma, ma come sappiamo in caso gialloblu i problemi sono ben altri.

 

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