Formula 1: la Mercedes domina, ma la vera vincitrice è la crisi economica

A MANI BASSE – Primo Gran Premio dell’anno. Anno nuovo, vita nuova, dicono: visto ciò che è andato in scena a Melbourne domenica, si capisce che qualcosa non va. Le Frecce d’Argento non si sono limitate a vincere, hanno vinto in modo allarmante: dopo una manciata di giri le Mercedes tagliavano il traguardo a ripetizione, senza l’ombra di un avversario alle loro spalle; avrebbe potuto essere un Western, se ci fosse stato il tipico vento caldo e polveroso, carico di palle di rovi. Dietro a Hamilton e Rosberg, infatti, non c’è stata una corsa automobilistica, bensì uno strano brodo primordiale, fatto di errori macroscopici ai box, guasti di ogni genere, incertezza tecnica, povertà diffusa. Basti pensare che la Sauber, che a 48 ore dalla gara rischiava il sequestro del box e l’incarcerazione della Team Principal Monisha Kaltenborn, in seguito al pronunciamento del tribunale in favore del terzo pilota Van Der Garde, è riuscita a conquistare un doppio piazzamento a punti col debuttante Nasr, formidabile quinto davanti alla Red Bull di Ricciardo, e Ericsson, ottavo. Fanstascienza, che diventa reale a causa della forte crisi economica in cui versano vari Team, giunta ormai ad una dimensione intollerabile.

 
LE NOTE POSITIVE – Oltre agli uomini di Stoccarda possono sorridere Williams e Ferrari, anche se con diversi distinguo: il Team inglese ha mostrato grande solidità ma poco guizzo, e ha perso la chance di conquistare punti pesanti per il forfait di Bottas; la Ferrari è in crescita esponenziale e ha dato prova di ottimo potenziale, ma il doppio errore ai box sulla macchina di Raikkonen è il segnale che la trasformazione in atto nel Team non è ancora giunta del tutto a compimento. Il modus operandi di Arrivabene è stato a chiaro a tutti fin da subito, ha voglia di puntare in alto, senza compromessi, ed è ciò di cui l’ambiente aveva bisogno, ma solo il lavoro mostrerà se queste ambizioni sono legittime.

 
DISASTRI ASSORTITI – Giornata nerissima per l’universo Red Bull: Kvyat ha rotto il cambio durante l’outlap, e non ha nemmeno visto il semaforo verde. Verstappen ha rotto il motore dopo la prima metà di gara, corsa in modo piuttosto opaco, mentre il compagno Sainz, autore di una buona corsa, è stato rallentato da un pit stop infinito, che lo ha costretto ad un misero nono posto, comunque a punti. L’idolo di casa Ricciardo, con una Red Bull apparsa davvero all’inizio dello sviluppo, ha chiuso sesto, prima fermato e poi staccato da Nasr. La Lotus è migliorata col motore Mercedes, ma porta a casa un doppio zero causa ritiri. Si salva la Force India, con Hulkenberg settimo e Perez decimo, ma i soldi nelle casse sono davvero pochi. Per non parlare della Manor, con i componenti del Team che hanno passato un veek-end da spettatori privilegiati, niente di più. La situazione è preoccupante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *