A tutta B: i latinismi dello Spezia, il Trapani che esce dalla Boscaglia, la fretta del Varese, il pizzino di Frosinone e il bello dell’Entella

ZONA PLAY OFF SCHIACCIATA – Il Carpi ammortizza nel migliore dei modi il ritorno alla sconfitta: il turno che poteva giocare a suo sfavore, vista la sconfitta interna rimediata col Pescara, che la lasciava a 59 punti, in realtà si è concluso nel modo più soft possibile. Questo perché il Bologna ha pareggiato il proprio derby casalingo col Modena, avvicinandosi di un solo punto alla vetta, così che ora i punti tra la prima e la seconda sono 7, ma, soprattutto, cosa che interessa di più alla squadra di Castori, l’Avellino, terzo, è stato sconfitto dal Lanciano, restando fermo a 49 punti, quindi consentendo di mantenere a 10 i punti tra la capolista e l’ultimo posto per la promozione diretta. Gli irpini, tra l’altro, grazie a questo risultato si vedono raggiungere dal Vicenza, che fallisce il sorpasso non andando oltre il pareggio a reti bianche, in posticipo, con il Catania. Ora però, grazie ai risultati non positivissimi di chi stava davanti e quelli ottimi di chi stava dietro, tutta la zona play off è racchiusa in tre punti, che vanno dai 49, appunto, di Vicenza e Avellino, terza e quarta, ai 46 di Pescara e Spezia, settima e ottava, entrambe vittoriose nell’impegno settimanale, rispettivamente, con Carpi, come detto, e con il Livorno, nello scontro diretto. In mezzo a loro le altre due squadre al quinto e sesto posto, ovvero il Frosinone, a 48 punti, che fallisce il sorpasso all’Avellino pareggiando il discusso match interno con l’Entella, e il Livorno a 47, reduce dal suddetto derby perso. Ad inseguire un posto play off restano sempre le solite due, entrambe vittoriose, a 43 punti, ovvero il Lanciano, che batte l’Avellino, e il Perugia, che, in casa, sconfigge la Pro Vercelli.

IL CATANIA NON TROVA LA VIA – Non molti cambiamenti nella parte bassa della classifica, soprattutto per quello che riguarda la squadra più blasonata tra quelle coinvolte nella zona calda. Ultimo resta sempre il Varese, a 28 punti, che si fa maltrattare dal Bari in trasferta, e che vede anche allontanarsi, seppur di poco le squadre sopra a lui. Il Crotone e, appunto, il Catania, infatti, incamerano un solo punto nel match settimanale, i calabresi pareggiando lo scontro diretto col Cittadella e i siciliani impattando col Vicenza in trasferta, e salgono a 32, ma non lasciano la zona retrocessione, riuscendo solo ad avvicinarsi leggermente alla zona play out, rappresentata dai 33 punti del Brescia, sconfitto in casa dal Latina. L’altro posto per la zona play out se lo “contendono” in due, entrambe a 35 punti, ovvero la Pro Vercelli, che attualmente occupa il quintultimo posto, reduce dalla sconfitta a Perugia, e il Cittadella, che al momento sarebbe salvo, dopo il pareggio con il Crotone. A tiro, a 36, anche la Ternana, che perde a Trapani, ma anche il gruppetto a 37 deve guardarsi le spalle. Lo compongono l’Entella, che pareggia a Frosinone, il Trapani, che, con la prima vittoria di Cosmi, con la Ternana, salta fuori dalla zona spareggi, e il Latina, che vince in trasferta a Brescia. Appena un punto sopra il Modena, che pareggia a Bologna.

SPEZIA SITUM EST IN…SITUM (DIPENDE DA SITUM) – Nessun ribaltone in testa alla classifica cannonieri, dove le prime due posizioni della graduatoria restano del tutto invariate. Questo perché nessuno dei bomber a 15 reti (Castaldo, Maniero, Calaiò, Granoche e Marchi) e a 13 (Mbakogu e Cocco) ha segnato in questo fine settimana. Così la prima variazione si ha a quota 12 gol, dove Vantaggiato si vede raggiungere da Catellani, che, nel match che li ha visti uno contro l’altro, ha segato il gol del momentaneo 2-0 mentre il collega è rimasto a secco come tutta la sua squadra. Nuovi arrivi anche a 11 gol: a Ciano, Melchiorri e Curiale, infatti, si accostano Caracciolo, che segna il momentaneo pareggio del Brescia col Latina, e Ciofani, che porta il risultato tra Frosinone ed Entella sul parziale di 2-2. E facce nuove si vedono anche sull’affollato gradino dei 10 gol: Cacia, Coralli e Mancosu si vedono raggiungere, infatti, da Dionisi, che segna il primo e il terzo gol del Frosinone, Sansovini, che apre le marcature del Pescara a Carpi, e Sforzini, che nella partita col Frosinone di reti ne segna addirittura 3. Il bomber dell’Entella si merita sicuramente una menzione d’onore vista la prestazione straordinaria e l’importanza del suo exploit sul risultato finale della sua squadra. Ma, dato che all’attaccante di Tivoli abbiamo già dedicato più di un articolo, stavolta la vetrina tocca ad un giocatore, giovane, che ha messo in campo un’altra prestazione eccezionale, condizionando la partita dei propri compagni e mettendo la gara sul binario migliore possibile per la sua squadra, permettendole di ottenere un risultato importantissimo, in termini di classifica e di significati: Mario Situm dello Spezia. Situm è un attaccante croato, nato a Zagabria il 4 aprile 1992, che nella squadra della sua città, la Dinamo, ha cominciato a muovere i passi nel mondo del calcio. L’esordio in prima squadra arriva nella stagione 2011/12, in cui gioca 29 partite, segnando 6 gol. Quindi nelle due stagioni successive gioca in prestito nella Lokomotiv Zagabria, dove segna 8 gol in 72 partite. Durante il recente mercato estivo, entra nella “new wave” croata messa in atto dalla dirigenza spezzina, su esplicita richiesta del nuovo allenatore Bjelica che crede molto nel giocatore e riesce a fare in modo che la società ottenga il prestito dalla Dinamo. A chi conosce poco (o nulla) il giocatore, in particolare ai tifosi, sembra l’ennesimo azzardo, una nuova scommessa alla cieca fatta su un giocatore proveniente da una precisa area geografica che sembra divenuta la prima scelta per la dirigenza aquilotta. Mai considerazione fu più sbagliata: il ragazzo non è un attaccante da pioggia di gol a stagione, ma è un giocatore estremamente utile alla squadra e al suo gioco, spaziando in tutte le zone dalla metà campo in su, fornendo sponte, assist, aprendo spazi, facendo pressing, e, spesso, tornano perfino, all’occorrenza, a dare una mano dietro, come il miglior Eto’o di Mourinhana memoria. Situm si presenta subito, esordendo alla settima giornata col gol del vantaggio con il Perugia (partita vinta 2-0 quando ancora gli umbri erano capolisti imbattuti). Da lì tante buone prove, il secondo gol alla 18^ (il gol partita a Brescia), con un picco raggiunto nell’ultimo periodo, in cui Situm è costantemente uno dei migliori in campo, una vera spina nel fianco dei reparti arretrati che si trova davanti, fino alla prestazione monstre dell’ultimo incontro con Livorno, con il commentatore Onofri che lo aveva già eletto Uomo Partita Sky al 20′ del secondo tempo. Per lui non solo il gol, ma anche lo zampino nelle altre due reti dei compagni di squadra: al 6′ della ripresa scaglia il tiro da fuori area che Mazzoni respinge, ma non trattiene e sulla cui respinta si fionda Giannetti per l’1-0, al 9′ con un’azione ubriacante sulla fascia si beve due difensori e mette al centro il pallone che poi Catellani devierà in gol per il 2-0 e, come ciliegina sulla torta, al 20′ prende palla sulla fascia sinistra, si accentra e, dal limite, scaglia un tiro rasoterra ad effetto che va ad insaccarsi nell’angolino opposto dopo aver toccato il palo. Ora la vera impresa dello Spezia sarà trattenere il ragazzo, che, tanto per cominciare è ancora di proprietà della Dinamo Zagabria e, poi, soprattutto, comincia ad avere importanti corteggiamenti dalle serie superiori, Genoa su tutti.

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GOL GIOVANI PER SCACCIARE LA PAURA – E partendo dalle prodezze di Situm, che è un giovane, non si può non cogliere l’occasione per segnalare altri “gol giovani” di giornata, entrambi molto importanti al fine del risultato della propria squadra. Il primo è quello di Aramu del Trapani. Mattia Aramu è un centrale di centrocampo, nato a Ciriè, in provincia di Torino, il 14 maggio 1995. Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Torino, è approdato alla Primavera granata nella stagione 2011/12, crescendo lentamente in termini di presenze e realizzazioni, passando dalle 4 presenze e 1 gol della prima stagione, alle 23 della scorsa, la migliore della sua carriera, impreziosita, da, addirittura, 17 marcature, con l’inserimento anche nella rosa della prima squadra, pur senza mai scendere in campo. Già nel giro delle Nazionali U17 e U18, dall’inizio di questa stagione è in prestito al Trapani, dove viene tenuto in grande considerazione, essendo già sceso in campo per 18 volte. Sabato ha premiato la fiducia anche del nuovo tecnico con un gol, il secondo della sua carriera da professionista (il primo è stato con il Brescia), quando, al 7′ della partita con la Ternana, dopo che Barillà ha compiuto una dirompente discesa sulla fascia e, dopo essere arrivato sul fondo, gli ha porto all’indietro un pallone perfetto, con un preciso diagonale rasoterra, ha aperto le marcature della partita che poi la sua squadra andrà a vincere per 4-2, ritornando alla vittoria dopo lungo tempo e abbandonando la zona calda della classifica. Il secondo è quello di Mangni del Latina. Doudou Mangni è un attaccante nato a Roma il 29 marzo 1993 e cresciuto calcisticamente nel florido vivaio dell’Atalanta. Gioca per due anni con la Primavera bergamasca, scendendo in campo anche nel Torneo di Viareggio 12/13, poi viene mandato in prestito, all’inizio della scorsa stagione, al Modena, dove disputa tutto il campionato, scendendo in campo per 16 volte e segnando 5 gol. All’inizio di questa stagione passa in prestito al Latina, con cui, finora, anche a causa di infortuni, ha giocato 14 partite, segnando, anche lui 2 gol, il secondo dei quali sabato al 75′ del match a Brescia: ricevuta palla in area, vicino al limite sinistro, fa due passii indietro, spalle alla porta, facendo fuori il diretto avversario, e poi, con una repentina giravolta su se stesso, colpisce a botta sicura e insacca all’angolino opposto per il 2-1 finale che regala tre punti importanti ai nerazzurri in lotta per non tornare nelle zone pericolose della classifica. Con il doppio passaporto italiano e senegalese, anche lui, sempre con buona pace di Arrigo Sacchi, potrebbe entrare nel giro della Nazionale Italiana.

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Aramu del Trapani

IL TRAPANI LASCIA LA BOSCAGLIA ED ENTRA NEL COSM…I – In settimana si è chiuso un pezzo di storia a Trapani. Dopo 6 stagioni, infatti, Roberto Boscaglia ha dovuto lasciare la panchina dei siciliani. Molto a malincuore, da parte di tutti, per primi i dirigenti del Trapani che hanno visto, però, questa come unica soluzione per dare una scrollata ad un ambiente entrato in una pericolosa fase involutiva, che nel giro di diverse settimane, in cui la squadra non aveva conosciuto la vittoria, aveva portato lentamente la squadra in piena zona retrocessione. Era il 2009 quando Boscaglia veniva scelto come tecnico dei granata, quando ancora la squadra militava in D, per cominciare una lunga ed emozionante cavalcata insieme ai siciliani: lunga lotta col Milazzo il primo anno, con un secondo posto, che vale, comunque, il ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione; secondo posto dietro il Latina il secondo anno, ma promozione alla Prima Divisione grazie alla vittoria nei play off; lotta fino alla fine e promozione diretta sfiorata il terzo, quando in B sale lo Spezia e il Trapani perde i play off col Lanciano; vittoria del campionato e quindi promozione storica in B il quarto; ottima stagione in serie cadetta il quinto, con una lunga permanenza nelle posizioni di alta classifica, in lotta per la zona play off, fino alla flessione nell’ultimo quarto di campionato che porta al 14° posto finale. Anche quest’anno il Trapani partiva con le migliori intenzioni e le prime giornate, con una costante permanenza nella lotta per i posti promozione, sembrava confermarlo. Poi, come detto, ad un certo punto qualcosa si è spento e la squadra ha cominciato un lento declino. E ora, a farne le spese è stato Boscaglia, uno che a Trapani era considerato, ormai, ben più di un allenatore. La scelta è stata difficile e l’emozione tanta da parte di tutti, tanto che la società ha concesso che l’ex tecnico potesse scrivere una lettera di saluto al suo pubblico e alla città, pubblicata sul sito della squadra. Una lunga lettera piena di sentimenti forti, in cui Boscaglia ha voluto ringraziare un ambiente che è stato la sua famiglia per tanti anni ed esprimere tutto il suo amore per una squadra e un pubblico che sono entrati nel suo cuore. Al suo posto è stato chiamato un pezzo da 90, che, se si parla di scuotere un ambiente, pare la persona più adatta: Serse Cosmi. Da qualche anno il sanguigno tecnico perugino sembra essersi specializzato nel ruolo di “risolutore”, colui che viene chiamato per cercare di risollevare un ambiente, con alterni risultati, ma, comunque, mai in modo banale o senza polso. Dopo la stagione 2005/07 sulla panchina dell’Udinese, infatti, con l’esclusione dell’esperienza a Siena del 2012, in cui è lui a venire esonerato dopo aver cominciato la stagione, si annoverano: chiamata a febbraio 2007 per sostituire Somma sulla panchina del Brescia, con raggiungimento della zona play off, anche se questi non verranno disputati (resterà un altro anno e mezzo con le rondinelle, perdendo un play off e venendo esonerato a favore di Sonetti); chiamata a ottobre 2009 per sostituire Russo e Ruotolo sulla panchina del Livorno (risale fino alla zona salvezza, ma poi, dopo qualche battibecco con Spinelli, viene esonerato in coincidenza di un periodo di pessimi risultati); chiamata a febbraio 2011 sulla panchina del Palermo al posto di Delio Rossi (batte il Milan, ma dura solo per 4 partite); chiamata a dicembre 2011 per subentrare a Di Francesco sulla panchina del Lecce, mettendo insieme una serie di risultati importanti (doppia vittoria con l’Inter, vittoria a Firenze), che non servono, però, a salvarsi; chiamata il 24 febbraio 2014 sulla panchina del Pescara al posto di Marino, ottenendo una salvezza tranquilla. Quindi, la chiamata, in corso di questa settimana per la panchina del Trapani e la partenza col botto, con la vittoria subito all’esordio con un netto 4-2, messo a segno da una squadra che non segnava in casa da gennaio, ma che anche fuori aveva segnato col contagocce e non vinceva, praticamente, dall’anno scorso. E per di più vincendo con un’avversaria diretta, prontamente scavalcata in classifica. Prendere il posto di Boscaglia, a Trapani, non sarà sicuramente una cosa facile, ma, per certo, Cosmi non è un tecnico che badi a questi particolari per svolgere al meglio il suo lavoro.

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LA FRETTA DEL VARESE – E mentre finisce una storia cominciata 6 anni fa, se ne interrompe un’altra che andava avanti da appena due giornate. E’ vero, ormai siamo nell’epoca dei tourbillon di allenatori che si alternano sulle panchine a ritmi spesso forsennati, soprattutto grazie a presidenti che talvolta acquistano la fama di “mangiaallenatori”. A volte questi cambi sono la svolta della stagione, spesso, soprattutto per quelle società che partono già da una situazione tribolata, anche dal punto di vista economico, i cambi non sortiscono nessun effetto. Qualche volta davvero non ci si poteva far nulla, qualche volta è scelto il tecnico sbagliato, che non è in grado di trovare un bandolo alla matassa. Ovviamente a tutto esiste un limite. Soprattutto un limite temporale. Sì, perché dire che Davide Dionigi fosse la persona sbagliata per risollevare un inguaiatissimo Varese, è quasi impossibile. Questo perché all’allenatore è stato concesso lo spazio di due partite, per di più raccolte in 5 giorni, quindi con la possibilità di far solo un allenamento vero e due rifiniture, per ricevere un giudizio, che è stato immediatamente negativo, tanto da costargli l’immediato esonero. E’ vero che il doppio impegno è coinciso con due sconfitte, ma è anche giusto ricordare che il Varese è ultimo in classifica, con anche pesanti problemi di formazione legati ad alcuni infortuni, che i risultati precedenti non è che fossero molto diversi e che, praticamente, il nuovo tecnico non ha avuto la possibilità di plasmare la squadra attraverso il proprio lavoro settimanale, non avendo mai avuto occasione di metterlo in atto, vista la vicinanza degli impegni. Anche le voci che vorrebbero uno spogliatoio sollevato contro i suoi metodi di lavoro, come causa dell’esonero, alla luce della non lusinghiera posizione di classifica che non dovrebbe portare a particolari pretese circa i cicli di allenamento da parte dei giocatori, ma, soprattutto, la quasi impossibilità di averli conosciuti questi cicli, sembrano poco plausibili. Fatto sta che da sabato sulla panchina del Varese è tornato a sedere Bettinelli. Che il Varese abbia perso, asfaltato dal Bari, è mera cronaca…

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Dionigi, il giorno della presentazione della sua breve avventura

IL PIZZINO DI FROSINONE – Tanta carne al fuoco nella partita di Frosinone tra i padroni di casa e l’Entella: partita molto dura caratterizzata da ben 6 gol, con i ciociari che vanno sotto di due gol, ribaltano il risultato ma si fanno recuperare nel finale dal terzo gol messo a segno da Sforzini, ma anche da tanti episodi che hanno rischiato di sfuggire di mano all’arbitro Aureliano, con ben tre espulsi, tra cui lo stesso Sforzini, e tante recriminazioni da parte degli uomini di Stellone, non ultimo il rigore che porta al pareggio, parso ai più un po’ generoso. Tante proteste a animi decisamente caldi, soprattutto nel pubblico che non le manda a dire all’arbitro e lo costringe ad abbandonare lo stadio dopo un’ora su un’auto civetta della polizia. A complicare tutto terribilmente, poi, ci si mette il ritrovamento, a fine partita, da parte di un vigile del fuoco, di un bigliettino sulla panchina dell’Entella recante la scritta “pareggiamo su rigore”. Immediata la reazione del club, con la consegna del pizzino al rappresentante della Procura Federale e con il presidente  Stirpe che ha subito chiamato il presidente Tavecchio. Dopo le parole di Lotito gli animi sono in fibrillazione e le antenne sono perennemente alzate, essendo Frosinone una delle due squadre nominate dal presidente della Lazio come poco gradite in A, e questo episodio potrebbe gettare ulteriore benzina sul fuoco. A dare una spiegazione all’accaduto arrivano le parole di Maurizio Podestà, team manager dei liguri, che ammette di essere lui l’autore del bigliettino, ma lo ascrive come semplice annotazione di gioco: dato che è sua abitudine appuntarsi tutti gli episodi salienti, avendo finito lo spazio sul foglio utilizzato per la ricchezza di annotazioni che la pirotecnica partita ha portato, il dirigente avrebbe utilizzato un bigliettino volante per segnare l’ultimo episodio dell’incontro, il pareggio su rigore, appunto, poi dimenticato in panchina perché costretto ad intervenire per portar fuori Sforzini dopo l’espulsione dell’attaccante. La spiegazione però non ha convinto la squadra laziale che ha chiesto formalmente l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura Federale.

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Una delle tante immagini di nervosismo del match

IL BELLO DELL’ENTELLA – E dopo tante ombre chiudiamo con un po’ di sole, per finire col sorriso. E per tirar via un po’ di polvere dall’immagine dell’altra squadra coinvolta nella storia poco chiara descritta sopra. Sempre pronti a mettere in risalto le lodevoli iniziative delle società di B, non possiamo non citare l’ennesima messa in atto da una delle realtà che si sta dimostrando più attenta al sociale, la Virtus Entella, appunto, che è già finita più di una volta in questi articoli per operazioni simili. Questa volta il gesto da ricordare è la consegna, prima della partita in posticipo di lunedì scorso, Entella-Cittadella, di un assegno di 23.600 euro all’Anffas di Chiavari, profondamente danneggiata durante l’ultima alluvione in Liguria, come frutto di una molteplice serie di iniziative messe in atto dalla società biancoceleste, tra cui serate di ballo, la vendita delle Agende 2015, raccolte fondi in Tribuna d’Onore, la lotteria di Natale e una mostra fotografica. Checché ne possano pensare Lotito e compagnia,  squadre così in B, in A e via dicendo, ci stanno davvero bene.

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Una delle tante iniziative dell’Entella

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