Roma – Fiorentina (0-3): Roma capoccia che non c’è. Il tris di Montella vale l’eliminazione dall’Europa

ROMA – Il ritorno degli ottavi di Europa League preannunciava una gara combattuta da entrambe le squadre, anche in virtù del risultato di andata a Firenze terminato in parità (1-1). Ci si aspettava una reazione della squadra capitolina davanti al proprio pubblico per trovare coraggio e fiducia nelle qualità di un gruppo che da due mesi sta deludendo la tifoseria. Tutto è rimasto utopico, niente cambio di marcia e una Roma umiliata dalla bravura dei viola che dimostrano di saper giocare a calcio, oltre ad essere contestata dalla propria curva stanca spettatrice dell’ennesima prestazione incolore. Nel primo tempo un inconcludente approccio offensivo dei giallorossi che nel giro di venti minuti hanno lasciato il campo alla squadra di Montella, capace di rifilare tre reti ed eliminare la Roma come in Coppa Italia. Complimenti all’aeroplanino, che prende il volo per i quarti di finale.

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PRIMO TEMPO DOMINIO VIOLA – Ci prova quasi subito la Roma al 2’ con Pjanic che di testa non scompone Neto, per i viola risponde tre minuti dopo Salah che manda alto. Al 7’ Holebas interviene scomposto su Mati Fernandez concedendo il rigore: trasforma dal dischetto Gonzalo Rodriguez. Ha inizio il calvario dei giallorossi che prima di gettare definitivamente la spugna cercano il pareggio con un’insistenza durata una decina di minuti. Al 11’ Pjanic in torsione e al 17’ Torosidis di testa mandano di poco a lato del palo sinistro di Neto. Il secondo schiaffo per Garcia deve attendere un minuto quando Skorupski per evitare l’angolo, si avventa sul pallone che gli sfugge e favorisce l’intervento di Marcos Alonso felice di depositare in fondo alla rete il 2-0. Mission impossible che non è neanche più mission dopo il terzo gol subìto: Basanta, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, è libero di fare il terzo tempo e incornare alle spalle del portiere avversario. E’ il momento in cui esce di scena una compagine senza gloria e senza identità, con la Curva Sud che a scaglioni si svuota lasciando solo l’esplicito striscione “MERCENARI”. Entra Iturbe per Torosidis e Verde per Keita (infortunato) a favore di un assetto a trazione anteriore. L’unica da annotare è la conclusione di Ljajic al 27’ che impegna Neto. Il primo tempo sostanzialmente finisce con un meritevole giro palla della Fiorentina (anche senza un regista come Pizarro) e una Roma deludente ferita nei muscoli e nell’orgoglio.

RIPRESA DA IMPRESA CHE NON C’E’ – Al rientro in campo chi parte all’offensiva non sono i padroni di casa ma gli ospiti. Al 48’ Salah va in progressione oltre i limiti di velocità e piazza un tiro che prende la traversa, si impenna e va fuori. Gervinho ha finito il turbo (da tempo), Iturbe ci prova a intermittenza in stile rugby, Manolas è impacciato, De Rossi latita a centrocampo. Ancora uno scatenato Salah al minuto 54 serve Babacar sulla sinistra che assapora il poker ma trova la deviazione di Skorupski in angolo. Al 58’ Babacar, lasciato solo in prossimità del dischetto, prova a segnare con un tiro centrale controllato dall’estremo difensore. Occasione Roma al 60’ in contropiede con Gervinho, l’ivoriano viene raggiunto in area da Basanta che senza commettere infrazioni contrasta in scivolata e manda fuori. L’unico a dare segni di professionismo per i giallorossi è Florenzi con una conclusione che va non molto lontana dallo specchio e un cross rasoterra da lui stesso contestato per un tocco con il braccio di Basanta. Rispunta Salah al 77’ centrando il secondo legno per la sua squadra. Intanto Vargas ha preso il posto di Babacar e Aquilani sostituisce Borja Valero. Il finale di gara vede il riempirsi della Sud pronta a contestare i giocatori al triplice fischio, che rimangono in dieci dall’ 88’ per l’espulsione di Ljajic (doppia ammonizione). Si chiude sullo 0-3 maturato troppo presto e facilmente per la Viola, ai danni di una Roma che ha fatto perdere la pazienza ad una piazza che l’aveva caldamente incitata nonostante una pesante sconfitta come quella con il Bayern. Resta il campionato, da affrontare con ben altre convinzioni.

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