Agonia Inter, KO anche a “Marassi”: un lampo di Eder lancia la Samp (1-0)

L’Inter precipita: anche al termine di un gara giocata discretamente, i nerazzurri soccombono. A godere è una Samp non brillante ma cinica e molto meno umorale della Mancio Band: e ora Mihajlovic ‘vede’ l’Europa. 


GENOVA – L’Inter fa, l’Inter disfa. Anche al cospetto di una Sampdoria non irresistibile (e in difficoltà quando, a inizio ripresa, i nerazzurri la mettono alle corde), la squadra di Mancini riesce nell’impresa di non raccogliere nulla: e così l’Europa -anche quella dei ‘poveri’- scivola irrimediabilmente via. I doriani ringraziano e ora, scavalcato anche il Napoli, l’Europa diventa “un pensiero frequente”.

COSI’ IN CAMPO – In casa doriana, Mihajlovic conferma il tridente Eder-Eto’o-Muriel mentre, in mediana, Acquah la spunta su Obiang. Tra gli ospiti, invece, forfait nel pomeriggio per Santon: Mancini cambia le carte in tavola e inserisce Vidic al centro, dirottando Juan Jesus in facia; avvicendamento anche in avanti, dove è Podolski (e non Palacio) il partner di Icardi.

MURIEL E SHAQIRI, IN MEZZO A TANTO AGONISMO – Prima frazione piacevole: la Samp ha le chance migliori ma l’Inter, nonostante il momento-no, gioca con autorità e tiene il pallino del match. Muriel pare rivitalizzato rispetto ai tempi dell’Udinese e, un paio di volte, in velocità fa vedere i sorci verdi a Ranocchia: al 12′ però il colombiano, imbeccato da Eder, si insinua tra il capitano interista e Vidic ma sparacchia alto da distanza ravvicinata. Sull’altro versante, Shaqiri pare ispirato ma pure molto nervoso: costringe al ‘giallo’ Romagnoli ma battibecca con Valeri e, quando ostacola un rinvio di Viviano, si becca anche lui l’ammonizione. I blucerchiati, nonostante un Eto’o sempre nel vivo del gioco e un Eder sempre pericoloso quando entra in possesso della palla, vanno a folate e così anche la ‘febbricitante’ Inter di Mancini riesce a terminare la prima frazione con il doppio del possesso palla dei padroni di casa: tuttavia, veri pericoli i nerazzurri non li creano, fatta eccezione per un’occasione in cui Podolski e Icardi si ostacolano andando a staccare assieme di testa da buona posizione. In finale di tempo è ancora Muriel a spaventare Handanovic ma, dopo uno spunto alla Speedy Gonzalez, manca la precisione al tiro. Si chiude a reti inviolate un primo tempo costellato da ben cinque ‘gialli’: intensità agonistica tanta, precisione proprio no.

INTER SOLO VOLENTEROSA, EDER CHIRURGICO – La ripresa si apre, invece, all’insegna di un (mezzo) arrembaggio interista. I ragazzi di Mancini finalmente concretizzano una lieve superiorità territoriale con quattro buone palle-gol nei primi dodici minuti: ci prova Icardi, dopo 60″, con un destro che si stampa sul montante lontano; 2′ dopo è il turno di un tracciante di Guarin sul quale si distende Viviano; al 55′, ci prova anche Shaqiri; infine, ancora Icardi che incorna di poco alto sul cross del n.13 interista. Nel frattempo, Mihajlovic è già corso ai ripari avvicendando un non sempre lucido Acquah con Obiang. Tanto rumore per nulla: perché, al 65′, uno schema su punizione (causata da D’Ambrosio che diventa il sesto sul taccuino di Valeri), porta al tiro Eder: palo e gol da distanza siderale. 1-0 che conferma il momento d’oro del brasiliano, fresco si convocazione in Nazionale azzurra. La frittata nerazzurra si completa col ‘giallo’ (guarda un pò?) a Icardi per fallo sul neo-entrato Okaka: già in diffida, l’argentino salterà il prossimo match. Agli ospiti saltano i nervi (ammonito Medel: toh) e la Samp rischia più volte di raddoppiare: ancora Eder si esibisce in una velenosissima punizione (70′), poi è Ranocchia a salvare su Obiang un gol praticamente già fatto. I nerazzurri, oramai in crisi di autostima, sembrano in balia della Samp: Mancini mette dentro Palacio per Brozovic e prova il 4-2-3-1 della disperazione. La mossa ha l’unico merito di aumentare la pressione ma si tratta più di un assalto per onor di firma che altro: una trattenuta di De Silvestri su Icardi (rigore?) è l’unico brivido degno di nota. I 5′ di recupero sono solo un inno al ‘vorrei ma non posso, proprio non posso’ nerazzurro

SOGNO E AGONIA – E così una Samp non brillantissima ma più determinata conquista tre punti che, in altre circostanze, avrebbe lasciato per strada: contro un’Inter che, a tratta, avrebbe anche meritato la vittoria, i doriani riescono a sfruttare  le fisime e la mancanza di autostima degli avversari che, dopo il (gran) gol di Eder, si squagliano come neve al sole e concludono il match come stanno concludendo la stagione: in agonia, con giusto la dignità di provare a ribaltare il destino, ma senza coraggio e, forse, senza neppure la voglia. Genova continua la rincorsa al miracolo ‘europeo’, Milano si attorciglia su sé stessa, in un limbo di mediocrità che, a volte, è peggio pure del baratro.

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SAMPDORIA-INTER 1-0 (0-0)

MARCATORE: Eder al 20′ s.t.
SAMPDORIA (4-3-3): Viviano 6+; De Silvestri 6,5, Silvestre 6,5, Romagnoli 6-, Regini 5,5; Soriano 6+ (dal 36′ s.t. Duncan s.v.), Palombo 6,5, Acquah 5,5 (dal 7′ s.t. Obiang 6+); Muriel 6+ (dal 22′ s.t. Okaka 6+), Eto’o 6,5 (MIGLIORE IN CAMPO SPORTMAIN), Eder 7. (Romero, Frison, Coda, Wszolek, Marchionni, Correa, Bergessio, Djordjevic, Mesbah). All. Mihajlovic 6.
INTER (4-3-1-2): Handanovic 5,5; D’Ambrosio 5+, Ranocchia 6+, Vidic 6.5, Juan Jesus 6-; Guarin 6, Medel 6,5, Brozovic 5,5 (dal 31′ s.t. Palacio 6-); Shaqiri 6,5; Podolski 5 (dal 32′ s.t. Camara s.v.), Icardi 6+. (Carrizo, Campagnaro, Andreolli, Felipe, Obi, Hernanes, Kovacic, Palacio, Puscas, Bonazzoli, Dimarco). All. Mancini 6-.
ARBITRO: Valeri di Roma
NOTE: ammoniti Soriano (S), Romagnoli (S), Juan Jesus (I) D’Ambrosio (I), Vidic (I), Icardi (I), Medel (I), Eder (S) per gioco scorretto, Shaqiri (I) per c.n.r.

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