Napoli, il tuo capitano criticato (quasi) ingiustamente

NAPOLI – La seconda stagione sotto la gestione spagnola per Marek Hamsik non può definirsi positiva, ma al di là delle troppe partite negative e dei pochi goal segnati c’è un dato che deve essere preso in considerazione: dieci assist tra campionato ed Europa League. Mica male per l’unico capitano in Europa che puntualmente viene sostituito, no?

LE DIFFICOLTA’ – I più grandi si sono espressi per cercare di capire il motivo, semmai davvero ci fosse, di questo ‘calo’. Chiamiamolo così. Il nuovo ruolo, l’essere ‘regista’ d’attacco, il servire i compagni verso la via crucis del goal, alcuni, dicono, non è disegnato per lui. Eppure quando Benitez arrivò a Napoli definì Hamsik il suo nuovo Gerrard e quest’ultimo segnò quattro goal in due partite contro Chievo e Bologna. Poi il buio più scuro: niente goal, niente prestazioni, niente di niente. Niente da capitano. O il futuro capitano, visto che Paolo (Cannavaro, ndr) vestiva ancora l’azzurro. Due grandi filoni calcistici hanno studiato Marek: uno, chi dava la colpa a Benitez di schierarlo in un ruolo non congeniale alle sue qualità. E può essere vero. Due, problema caratteriale: da sempre lo slovacco ha cercato di distogliere i riflettori dalla sua cresta, da sempre ha rifiutato di diventare leader e, da sempre, non desiderava quella maledetta fascia da capitano. Può essere vero?

UNA CONVIVENZA DIFFICILE – E poi c’è lui, l’altra acca della squadra, Higuain. Mai i due hanno trovato quel feeling giusto, spesso si sono ritrovati sulla stessa palla, stessa posizione, stessa voglia di giocare la sfera pur sapendo di sbagliare… entrambi. L’uno è stato pagato trentotto milioni, l’altro è la bandiera di tifosi e città. Una guerra soldi-amore. Anche qui c’era, e c’è, chi si schiera con Higuain, definendolo essenziale per il Napoli e chi, invece, con Hamsik, sprecato alle spalle di Higuain. Ma siamo davvero sicuri che Higuain sia una vera punta? No, probabilmente non lo è, così come Hamsik non può supportare una punta che si muove troppo vicino a lui e fa cose che son fin troppo simili ai suoi movimenti. Ecco la risposta al perché Zapata, con Higuain o l’Hamsik di turno, si diverte a segnare valanghe di goal. Tra i due litiganti, il terzo gode..

I NUMERI… MENTONO? – Dopo una prima stagione non esaltante, ci si aspettava (e ci si aspetta ancora, purtroppo) un cambio di rotta dallo slovacco. Mai arrivato. Così i dubbi su di lui aumentano e, quando segna, non s’aggiusta la cresta, ma s’arrabbia perché trovarsi sempre al centro delle polemiche è stressante e difficilmente gioisce per la rete. I numeri parlano chiaro, 2 goal e 2 assist in Europa League un goal nella Tim Cup e, in campionato, 4 goal conditi da ben 8 assist (secondo Trasfertmark, la lega né conta 7, ndr). Una trasformazione da uomo assist ad uomo goal che sempre andava in doppia cifra con Reja-Mazzarri. Ed allora i numeri mentono? No, solo che gli assist si vedono meno dei goal…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *