F1; dopo quasi due anni, Sebastian Vettel riporta la Ferrari alla vittoria

TRIONFO- dopo quasi due anni, e 34 GP, la Ferrari torna a vincere. E lo fa nel modo più bello ed insperato, in una gara normale, senza pioggia o ritiri avversari, come sottolineato da un fenomenale Sebastian Vettel, autore di una autentica impresa. E questo è tanto più vero, perché la pista di Sepang è molto più esigente sul piano tecnico, di quella di Melbourne;  qui infatti, per vincere, servono anche aerodinamica e bilanciamento, non solo potenza e trazione; telaio, oltre che motore. E la Ferrari ha stupito tutti, non solo per le prestazioni, ma anche per la lucidità dimostrata dal suo muretto, che ha tenuto fuori il tedesco mentre tutti rientravano, Mercedes comprese, per cambiare le gomme in regime di safety-car. I tecnici di Maranello sapevano che la macchina consuma poco le gomme, pur garantendo un ottimo passo gara, e potevano permettersi una sosta in meno dei rivali. Quei giri in testa con pista libera, mentre Hamilton arrancava dietro a Hulkenberg dopo il cambio gomme, hanno garantito a Sebastian quella decina di secondi di vantaggio  che lui ha brillantemente conservato fino alla fine, anche quando le Mercedes erano dietro a parità di gomme e senza avversari da superare. Davvero strepitosa la prova del tedesco, incontenibile prima in pista, e poi nel dopo gara, con urla e festeggiamenti, confermando che per lui vincere con la Ferrari, emulando il suo idolo Michael Schumacher, è davvero qualcosa di speciale. Ciliegina finale, il doppiaggio sulle Red Bull; una giornata davvero indimenticabile.

RAIKKONEN- La bontà del lavoro dei progettisti di Maranello è confermata dalla grande gara di Kimi, ancora una volta bersagliato dalla sfortuna e costretto a ripartire dall’ultima posizione dopo una toccata di Nasr che gli ha forato la posteriore destra. Ma lui, a suon di sorpassi, non si è perso d’animo e ha rimontato fino al quarto posto, saltando anche quelli che, in teoria, erano i principali avversari della Ferrari, le Williams. Trasformato il finlandese, veloce e motivatissimo, non solo perché la macchina di quest’anno è più performante; l’atmosfera nel team è cambiata, Vettel è stato accolto come un figlio e lui stesso ha portato grande entusiasmo, non solo i progettisti sono nuovi ma il repulisti di Sergio Marchionne nell’organigramma sta dando i frutti sperati, ancor prima del previsto. Nessuno si lamenta (spiace dirlo; come faceva Alonso), tutti lavorano in silenzio. E i risultati sono questi; la Ferrari, quanto meno, se la gioca, ha praticamente annullato due secondi al giro di distacco, e oggi ha battuto, anche con la strategia, le frecce d’argento , troppo sicure di se al punto  da sprecare un treno di gomme medie in qualifica e adottare la classica procedura da safety-car con la fermata di prammatica, e tre soste. Comincia un altro mondiale, dove le Mercedes, per la prima volta da un anno, dovranno guardarsi le spalle. Restano le macchine da battere, ma si sa, se si è sotto pressione, si possono commettere errori…

DISASTRI- Che la McLaren fosse indietro si sapeva, e anche oggi, nel debutto di Alonso, un’altra giornata da incubo; nessuna macchina al traguardo, partenza in penultima fila (solo per la presenza della derelitta Manor), e un ritmo di gara lontanissimo dai primi. Non stanno molto meglio le Red Bull, entrambe doppiate ed entrambe dietro le “sorelle povere” Toro Rosso, col sempre più sorprendente Verstappen, che ha chiuso settimo nello stesso giro di Vettel ; oltre al gap in termini di prestazioni, specie motoristiche, il team austriaco ha anche pagato la scelta di modificare l’impianto frenante, che ha dato grossi problemi con evidenti scintille in fase di staccata. Deludenti, per ora, anche le Lotus, da cui, disponendo della PU Mercedes, ci si aspetta, o aspettava, molto di più. Per una volta, ma si spera non solo questa volta, sono gli altri a soffrire e rosicare; oggi, festeggia solo la Ferrari.

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