Inter-Parma: le pagelle del match

Inter-Parma

Le pagelle del match

INTER (4-3-1-2)

HANDANOVIC 6 – Attento. A osservare come quelli davanti a lui concederanno il gol quotidiano all’avversario: colpo di testa di Lila che beffa la premiata ditta Medel-Juan Jesus e lui nulla può. Rilancia mestamente la palla a metà campo e osserva fino al 90′ l’impotenza dei suoi.

SANTON 6 – Uno dei migliori, nel senso tra i meno mediocri. Il suo percorso di apprendistato nerazzurro 2.0 prosegue bene e incoraggia che non abbia alti a bassi. Rispetto a chi lo ha preceduto pare un gigante. Però, se e quando questa squadra salirà di livello, dovrà farlo anche lui.

RANOCCHIA (c) 6- – Gara senza particolari sbavature anche se sembra già lontano parente di quello visto in Nazionale (contro i satanassi inglesi): e fortuna che di fronte c’era il derelitto Parma… Solito ‘giallo d’ordinanza e un paio di brividi. Non sarebbe manco da buttar via, ma se lui è il capitano e non arriva il segnale della riscossa, da chi dovrebbe arrivare?

FELIPE 6+ – Esordio nerazzurro proprio contro la ex squadra. Anche per lui una prova ordinata, condita dal ‘giallo’ (davvero così irresistibili questi gialloblu?): ma c’è la scusante della ‘prima’ e, per paradosso, è il migliore del pacchetto arretrato (dal 30′ s.t. PODOLSKI 5,5 – Forse stavolta meritava una chance e quindi, nei 15′ concessi, può fare davvero poco. Quantomeno ci prova al 42′ ma non è il ‘Prinz Poldi’ della Germania)

JUAN JESUS 5+ – Male male. Dov’è finito il ragazzotto d’acciaio che Stramaccioni aveva lanciato? Oramai è beccato dal suo stesso pubblico (che pure ne conosce l’attaccamento alla maglia) e Mancini lo schiera esterno forse solo per limitarne i danni: che comunque commette. Sul gol di Lila forse ha più di qualche responsabilità.

GUARIN 6- – Gran gol (record per lui in un campionato) ma non molto altro. Anzi, dopo il lampo (favorito dalla deviazione di Mauri) si torna al vecchio Guarin: che ci mette pure tanto impegno ma non è davvero il leader per guidare il reparto centrale. Alla lunga finisce per annegare nella mediocrità generalizzata e anche quel lampo è già passato dalla mente.

MEDEL 6- – A differenza di tante, recenti prove da migliore in campo o quasi (non che ci volesse molto…) stavolta ha sulla coscienza una buona percentuale del gol di Lila: poca cattiveria agonistica e l’albanese lo punisce. Senza questa ‘macchia’, sarebbe stata l’ennesima prova da migliore tra i suoi (per l’appunto) in un undici sostanzialmente mediocre (per l’appunto).

BROZOVIC 5,5 – L’ottima prestazione in Nazionale aveva illuso: pure lui è in calo nelle ultime settimane anche se, nel suo caso, è forse più dovuto allo scadimento delle prestazioni dell’Inter tutta che a problemi di preparazione o mancanza di vigore che, essendo giovane, ha in abbondanza. Chissà, questo lungo e faticoso apprendistato tornerà utile l’anno prossimo, quando sarà uno dei pochi pilastri da cui ripartire.

SHAQIRI 5,5 – Stavolta bocciatura per lo svizzero, anche se pure lui veniva dall’impegno ravvicinato con la Nazionale. Niente di straordinario sulla trequarti, anzi, spesso fumoso: la ciliegina (amara) sulla torta è una chance nella ripresa in cui grazia Mirante e spegne definitivamente le speranze di “San Siro” (dal 44′ s.t. HERNANES s.v. – Entra -immaginiamo con che umore al 60 secondi dalla fine per cambiare le carte in tavola. Forse Mancini doveva avere più coraggio dato che non saranno mai gli spezzoni in corsa del brasiliano a risollevare la barca).

PALACIO 5 – Sravolta il ‘Trenza’ fallisce e, dopo un mesetto condito da tante reti (e pure tante sconfitte, ahilui), ecco una prova scialba e che richiama i fantasmi ‘autunnali’. Movimento tanto, presenza costante, incisività poca: e in una squadra che cerca un leader disperatamente il doversi aggrappare sempre e comunque al suo codino un po’ ammosciato è disumano oltre che controproducente per l’argentino stesso, che di suo sta vivendo una delle stagioni meno felici della carriera.

PUSCAS 5,5 – Scelto a sorpresa al posto di Podolski, pronti-via fallisce davanti a Mirante, anche se a gioco fermo. Mancini lo boccia subito dopo l’intervallo ma il rumeno è una carta da provare e riprovare: e pazienza se col Parma è stato tra i più deludenti. Rispetto a più blasonati ed esperti compagni, la sua prova incolore quasi strappa pure un mezzo applauso di incoraggiamento (dal 1′ s.t. KOVACIC 5,5 – Nemmeno peggio rispetto ad altre uscite, ma pure lui sembra uno di quei giocatori dell’Inter 2013 che un Kovacic allora imberbe umiliava esordendo in nerazzurro. Sembra che la ruota sia girata ora: tuttavia, una delle poche palle-gol è sua e manca la controprova che, giocando dall’inizio, non avrebbe potuto incidere di più).

all. MANCINI 5+ – Se non avesse detto e ribadito che l’anno prossimo rimane, sembrerebbe un’Inter da fine impero, in cui anche l’allenatore sta giusto attento ad evitare imbarcate, ma inanellando figuracce. Ovvio che non è tutta colpa sua (specie sui gol subiti: se giocasse ancora lui avrebbe più verve degli uomini che schiera). Certo, però che un undici così demoralizzato e che si scioglie alla prima difficoltà -peraltro causata da un Parma in emergenza- lascia seri dubbi per il futuro. Lotta per lo scudetto? Ok, ma almeno dica come altrimenti lo prenderanno per matto.


 PARMA (4-3-3)

MIRANTE 6,5 – Prende gol è vero, ma prende pure tante responsabilità a guidare il reparto a dare sicurezza a chi gli sta davanti. Il Parma che sta mestamente saltando la Am ma con dignità, ha tra i pali un portiere che può ancora dire tanto in A.

FEDDAL 6,5 – Una delle rivelazioni di giornata: schierato terzino a destra, copre e imposta con sicurezza sull’out di competenza: con questa personalità si propone per un finale di stagione da titolare, vista oramai l’indisponibilità di Cassani.

PEDRO MENDES 6,5 – Sostituto di capitan Lucarelli, gol a parte dimostra autorevolezza e grinta finora quasi mai viste in Emilia: arrivato come pacco postale, potrebbe anche lui ritagliarsi uno spazio importante in questo travagliato finale di stagione.

COSTA 6,5 – Non soffre per nulla l’attacco nerazzurro e, come il compagno di reparto, anzi riesce a mettere la museruola agli avanti interisti: notevole la differenza in classifica, ma notevole pure la differenza di fame e motivazioni. pare che i ducali, oggi, ne avessero tanta di più.

GOBBI 6+ – Era lui oggi il capitano della combriccola, vista l’esperienza e la lunga militanza (relativamente agli altri compagni) nel Parma: ordine e sagacia tattica (specie in fase di non possesso) per l’esterno sinistro, elemento-chiave nel camaleontico 4-3-3 di Donadoni che, all’occorrenza, diventa una delle frecce del 3-5-2.

NOCERINO 5,5 – Teoricamente giocherebbe a ridosso dell’unica punta Belfodil, ma di fatto parte spesso da interno di centrocampo, dedicandosi più che altro al taglia-e-cuci a centrocampo: non è più il giocatore che disputò una stagione-monstre nel Milan ma inq ueto contesto può ancora risultare utile. Basterà a Donadoni?

JORQUERA 6,5 – prova a uccellare Handanovic con un pallonetto da lontano: ma il meglio del repertorio è l’ordine e le geometrie à la Pizarro (suo connazionale) che tengo su la baracca e fanno fare un’ottima figura ai gialloblu al cospetto di un’Inter invero troppo brutta da vedere (dal 38′ s.t. CASSANI s.v. – Pochi spiccioli per il terzino destro, vittima di una stagione maledetta. Cosa riserverà il futuro prossimo?).

LILA 7 – Secondo gol per l’albanese arrivato a gennaio: certamente il miglior acquisto nel travagliato mercato invernale, assieme pure al guizzante Varela. Il 29enne fa un po’ di tutto a metà campo e il gol è giusto la ciliegina su una prestazione da raccontare: “Quella volta che io, a Milano…”. Esce anzitempo (dal 1′ s.t. GHEZZAL 6 – Entra e cambia il modulo per Donadoni. Generoso come spesso gli capita a la porta rimane un miraggio: al 46′, tuttavia, va vicino al clamoroso 1-2 che l’avrebbe sbloccato).

J. MAURI 6+ – Decisivo nella deviazione sul tiro di Guarin che vale l’1-0, è vero. Ma pure un talento difficile oramai da nascondere per questo classe ’96, uno dei pochi se non l’unico a giocare in pianta stabile in A (sul fronte nerazzurro Puscas entra più spesso a gara in corso): non mostra miracoli ma questa sicurezza, a 19 anni, è davvero tanta roba.

BELFODIL 6- – L?ex di turno mostra pregi e limiti intravisti nell’esperienza in nerazzurro. Lotta e fa tanto movimento, lui che ha piedi educati, ma poi la porta davvero fa fatica a vederla e il suo apporto, come spesso accade, si rivela più utile a far giocare i suoi. Da recuperare, in fondo è solo un classe ’92 (dal 32′ s.t. M. CODA s.v. – Sportellate e poco altro in un finale che vede gli ospiti arginare, senza troppe difficoltà, il forcing disordinato dei padroni di casa).

VARELA 6,5 – L’altra grande sorpresa di giornata. Il 30enne ex Porto, in realtà, è un navigatore scafato, e non solo della Liga portoghese: suo l’assist per il pareggio e sue anche le accelerazioni che, a sinistra, mandato in crisi Juan Jesus. Col senno di poi, chissà che con qualche altro giusto innesto, anche questo derelitto Parma non avrebbe potuto davvero puntare a una salvezza che ora avrebbe del clamoroso ma che, in un certo senso, sarebbe pure meritata.

all. DONADONI 7 – Che dire? Tanti applausi per quello che, a conti fatti, anche quest’anno deve per forza finire nelle posizioni più alte di una ipotetica graduatoria dei migliori tecnici dell’anno. Fa le nozze non coi fichi secchi ma proprio con quelli sotto marca, se non a volte scaduti, e ha ragione ancora una volta. Anche per lui al domanda è: cosa ha in serbo il futuro? Nell’attesa, prova a fare miracoli qui. Con sagacia tattica e dignità.

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