A tutta B: il triplo Carpi…ato verso la A, la luce del Catania, le 60 di Corvia, il Padovan de Crotone, la sfortuna di Marchi, Angel(ozz)i e demoni in terra ligure

TRIPLO CARPI…ATO VERSO LA A – Ormai anche la scaramanzia può cominciare ad esser lasciata da parte, perché, molto presto, anche la matematica ne darà conferma: checché ne pensi Lotito (e questo concetto dalle pagine di questa rubrica si solleverà sempre…), il Carpi il prossimo anno sarà una delle squadre della Serie A. Se ancora ne serviva una conferma, la giornata di giovedì scorso, quella dell’impegno prepasquale, lo ha mostrato in tutta la sua evidenza: vittoria nello scontro diretto con la seconda in classifica, con 3 sberle secche e inequivocabili, con la conquista dei 3 punti che portano a 12 (3×4) i punti sulla seconda e 15 (3×5) sulla 3^, che rappresenta il limite per la serie A. Tutto questo ripetersi del numero 3 farebbe la gioia di Dan Brown per un nuovo romanzo, ai tifosi del Carpi invece, regala solo la gioia di sapere che, ad 8 turni dalla fine, togliere loro il sogno A è un’impresa quasi impossibile. Il Bologna limita comunque i danni, perché, nonostante resti fermo a 56 punti, non vede avvicinarsi più di tanto il Vicenza, che si conferma terzo a 53, pur pareggiando nel match in trasferta di Vercelli. Chi fa un bel salto in avanti è l’Avellino, che cancella un altro dei brevi periodi di crisi che stanno caratterizzando la sua stagione, vincendo in casa con il Modena e salendo a 52 punti. Resta fermo, invece, a 51, pur con una partita ancora da giocare, il Frosinone, che si fa maltrattare dal Trapani nella trasferta siciliana. Gli ultimi tre posti della zona play off, quindi, sono occupati da un terzetto a 50 punti: il Livorno, che regala il primo sorriso a Panucci, battendo in casa il Lanciano, lo Spezia che subisce un’importante battuta d’arresto a Crotone dopo il periodo molto positivo, e il Perugia, che sbancando Chiavari, balza nuovamente in zona spareggi. A farne le spese è il Pescara, che, rocambolescamente sconfitto in casa dal Brescia, resta fermo a 48 e scivola fuori dalla zona calda. Il Lanciano, con la sconfitta di Livorno, resta fermo a 46 e comincia a vedere i play off un po’ più lontani.

IL CATANIA VEDE LA LUCE – Risultati piuttosto importanti anche in coda, alcuni ai fini della classifica, altri del morale. Peggio di tutti continua a stare il Varese, la cui caduta sembra ormai inarrestabile: ennesima sconfitta casalinga nello scontro diretto col Catania ed ora l’ultimo posto, in solitario, a 28 punti, è tutto suo. Questo perché, nel frattempo, l’altra compagna di sventure fino alla scorsa settimana, dà un bel colpo di coda e trova di che sorridere grazie alla vittoria, in rimonta, contro pronostico, a Pescara, che la porta a 31 punti. Restano 7 i punti di distacco dalla terzultima, il Catania, che, come detto, vince il suo incontro a Varese, si porta a 38 punti, e si avvicina, assieme alle rondinelle, appunto, alla zona play out, che, ora, è a quota 39, rappresentata dal quartetto che si contende i due posti salvezza, cecando di evitare i due spareggio: la Pro Vercelli, attualmente quartultima per differenza reti, reduce dal pareggio col Vicenza; il Crotone, terzultimo, che balza in avanti grazie alla vittoria casalinga con lo Spezia; il Cittadella, che perde a Latina, e il Modena, che esce sconfitto dal confronto con l’Avellino. Ancora a tiro anche il terzetto a 40 punti formato dall’Entella, che perde, in casa, col Perugia, dalla Ternana, che fa suo il match col Bari e dal Latina, vittorioso nello scontro diretto con il Cittadella. Numericamente qualche brivido ancora anche per il Trapani che, vittorioso col Frosinone, sale a 42.

“NON PUO’ PIOVERE PER SEMPRE”, PAROLA DEL CORV…IA – Cambi notevoli in testa alla classifica marcatori, in una giornata in cui buona parte dei grandi bomber ha voluto dare uno squillo. Capocannoniere solitario, ad esempio, non è più Granoche, a 17 gol, visto che, rimasto a secco nel match di Avellino, si vede raggiungere da Calaiò, che segna il terzo gol del Catania a Varese, e Marchi, che segna il vantaggio della Pro Vercelli con il Vicenza. Il cannoniere del piemontesi, purtroppo, però, non potrà migliorare la sua posizione perché la sua stagione è finita giovedì a causa del brutto infortunio al braccio, così che il suo già straordinario bottino resterà fermo a 17 reti. A 16 salgono, invece, in coppia, Maniero, che apre le marcature a Varese, e Cocco, che pareggia il gol dello sfortunato Marchi. A 15 gol resta fermo, in solitario, Castaldo, così come a 13 Mbakogu e Catellani. A 12, invece, al gruppo di Vantaggiato, Ciano e Melchiorri, tutti a secco, si affianca Falcinelli, autore del definitivo 2-0 a Chiavari. Da celebrare nella giornata di giovedì, sicuramente, l’exploit di un giocatore che con la sua tripletta forse non ha cambiato il destino della sua squadra, ma ha dimostrato che lui e i suoi compagni non vogliono fare le vittime sacrificali di questo torneo e venderanno cara la pelle fino alla fine, regalando un sorriso alla tifoseria in un momento per nulla tranquillo e regalandosi la soddisfazione personale di raggiungere le 60 reti in cadetteria, ovvero Daniele Corvia del Brescia. Corvia nasce a Roma il 22 novembre 1984 e qui comincia la sua carriera calcistica, sponda giallorossa. Con la squadra della Capitale fa tutta la trafila delle giovanili ed approda in prima squadra nella stagione 2003/04, esordendo sia in Serie A, dove mette insieme 3 presenze, che in Coppa Uefa, dove gioca una partita. Più presente la stagione successiva, in cui le presenze salgono a 13 in campionato e ben 3 in Champions League. Nella stagione 05/06 va in compartecipazione alla Ternana, con cui gioca con maggior continuità (28 presenze) e comincia a segnare i primi gol in serie cadetta (3), che però non servono alle fere per salvarsi. La stagione successiva passa a titolo definitivo al Siena, in A, con cui mette insieme, in una stagione e mezzo, 34 presenze e i suoi primi 2 gol in serie maggiore. Il resto della seconda stagione va in prestito al Lecce, dove, in 13 partite, segna altri 6 gol del suo score in serie cadetta. Nella stagione 2008/09 va in prestito ad Empoli, sempre in B, dove segna altri 9 gol (in 38 partite). All’inizio della stagione 2009/10 torna a Lecce, stavolta a titolo definitivo, in B, e con i suoi 17 gol contribuisce alla promozione in A. Con i salentini resta anche le due stagioni successive, le ultime in massima serie dei giallorossi prima del fallimento, segnando gli ultimi 8 gol personali in massima serie, prima di passare, a settembre del 2012, al Brescia, dove gioca tuttora. Due stagioni complete, prima di quella attuale, tutte in cadetteria, con 14 gol la prima e 4 la scorsa, minata da diversi infortuni che ne hanno ridotto anche le presenze. In questa stagione, fino a giovedì, aveva realizzato 6 reti. Poi, nella partita contro il Pescara, l’exploit. Corvia ha fatto sua la celebre frase del quasi omonimo personaggio del film cult di Brandon Lee, mostrando ai propri tifosi che anche in una stagione dove vanno tutte storte, a volte si può trovare un sorriso, anche se smorzato, attraverso 3 gol che hanno ribaltato partita e pronostico: al 6′ si è avventato in scivolata su un diagonale di Coly per deviare, a porta vuota, il pallone in gol per il momentaneo pareggio; allo stesso minuto del secondo tempo ha incornato in modo perfetto, sul primo palo, ad incrociare, su angolo dalla destra per il gol del 2-2 e, 21′ più tardi, in contropiede, ha ricevuto un filtrante in area di Sestu, che ha controllato e messo alle spalle di Fiorillo per il 3-2 finale, che, come detto, è stato anche il suo 60° gol in serie cadetta.

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IL PADOVAN DE CROTONE – E se si parla di bomber di giornata non si può sorvolare neppure sulla prodezza di un giocatore che ha un valore doppio, trattandosi della doppietta messa a segno da un giovane, un under 21, e di grande importanza per la salvezza della propria squadra, consentendole di vincere l’incontro e fare un salto avanti in classifica. Si tratta, ovviamente, di Stefano Padovan del Crotone. Padovan è un attaccante, nato a Torino, sia fisicamente, il 16 aprile 1994, che calcisticamente, sponda Juventus, nelle cui giovanili ha giocato fino al 2013, entrando anche nel giro della prima squadra. Non è alla prima esperienza in serie cadetta, avendo già giocato, in prestito, la stagione scorsa, nel Pescara (5 presenze e 1 gol, il suo primo tra i professionisti), prima di passare al Vicenza, in Lega Pro, con cui, con un contributo di 9 presenze in stagione regolare e 1 nei play off, ha ottenuto la promozione in Serie B, seppur a seguito del ripescaggio. Dall’inizio di questa stagione, con i bianconeri che sono sempre i detentori del suo cartellino, è in prestito al Crotone,  con cui, fino a giovedì, aveva segnato un solo gol, a Terni, alla 22^, poi, nel match con lo Spezia la prima doppietta tra i professionisti: all’8′ riceve palla da Stoian al limite dell’area, entra in area e con un diagonale di sinistro batte Chichizola; al 66′ si fa trovare al posto giusto a centro area per deviare comodamente in rete il cross rasoterra di Martella per il 2-0 finale che permette alla sua squadra di balzare fuori dalla zona retrocessione diretta a lottare tra la zona play out e la salvezza.

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STAGIONE FINITA – Tra i tanti bomber di giornata vale la pena di spendere due parole anche su chi, pur essendo stato uno dei marcatori, che con il suo gol ha contribuito al pareggio della sua squadra impegnata in un non facile match, con questa partita ha, purtroppo chiuso la sua stagione agonistica, ovvero, come poco sopra ricordato, Ettore Marchi della Pro Vercelli. In pieno recupero della partita contro il Vicenza (92′), infatti, quando, ormai, tutte e tre le sostituzioni della sua squadra erano state effettuate, al termine di un duello aereo con Brighenti, Marchi è caduto male sul terreno di gioco, atterrando, e, quindi, scaricando tutto il proprio peso sull’avambraccio sinistro che, già nelle immagini televisive, ha dato subito l’impressione di cedere. Il giocatore è stato immediatamente soccorso e trasportato per un primo controllo all’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli e, quindi, all’Ospedale Maggiore di Novara, dove gli è stata diagnosticata la frattura di radio e ulna del braccio sinistro. E’ stato sottoposto ad intervento nella giornata di mercoledì 8 ed ora avrà bisogno di circa tre mesi per recuperare a pieno. Quindi, ovviamente, stagione finita. Una stagione, per lui, straordinaria, con 17 reti segnate fini qui, attuale capocannoniere in coabitazione con Granoche e Calaiò, miglior prestazione personale in serie cadetta, dove il massimo erano i 6 gol con la maglia della Triestina, ma che, probabilmente, l’avrebbe portato a migliorare anche la sua miglior assoluta, rappresentata dai 22 del 2008/09 al Bellaria in Seconda Divisione. L’infortunio, tra l’altro lascia anche la Pro Vercelli senza la sua principale bocca da fuoco (17 su 36 totali, quasi la metà dei gol segnati dai piemontesi) in una fase delicata della stagione, con la squadra in lotta per non retrocedere. A Marchi i migliori auguri di un rapido ritorno sui campi di calcio.

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ANGEL(OZZ)I E DEMONI – Che il rapporto tra la classe arbitrale e lo Spezia quest’anno non sia dei più idilliaci pare ormai chiaro. Fin qui, però, il principale baluardo della protesta aquilotta era stato Mister Bjelica, più volte protagonista di vivaci battibecchi con le giacchette nere, che hanno portato anche a espulsioni e squalifiche. Celebre anche lo sfogo, a pochi giorni dalle parole di Lotito su un campionato falsato da quelle parole, che secondo il tecnico croato, avrebbero posto la classe arbitrale nelle condizioni di dimostrare che un complotto non esisteva, alterandone le valutazioni. Finora la società ligure, però, aveva mantenuto un certo distacco, non esponendosi direttamente, anzi redarguendo il tecnico affinché smorzasse lui per primo i toni (il quale, peraltro, ha pienamente obbedito alle direttive, divenendo, dall’ultima squalifica, un “angioletto” che ha solo parole accomodanti verso gli arbitri…), tanto che agli occhi di più di un tifoso questo atteggiamento era stato interpretato come una debolezza “politica” della società all’interno dei Palazzi del Calcio. L’infittirsi degli episodi negli ultimi tempi (rigore negato per mani in area con la Pro Vercelli, sull’1-0 per gli ospiti, esattamente pochi istanti prima di fischiare il dubbio rigore del 2-0, due episodi da rigore piuttosto netti non considerati con il Pescara) aveva cominciato a stuzzicare gli animi, ma il recupero del risultato (vittoria dilagante con i piemontesi, pareggio in recupero con gli abruzzesi) aveva in parte calmato i bollori. Poi è arrivata la partita con il Crotone e i suoi numerosi episodi che hanno condizionato pesantemente la partita (il giornalista Gennaro Bozza della Gazzetta la definirà una partita “falsa” nella parte condizionata dalle decisioni arbitrali, assegnando un 4 all’arbitro Pezzuto) a fare esplodere la pentola. Per la cronaca: al 18′ Dos Santos atterra Migliore in area, ma l’arbitro, non solo non assegna il rigore, ma ammonisce il giocatore per simulazione, il quale, per un fallo di mano a centrocampo, verrà espulso neanche un minuto dopo, lasciando la squadra in 10 per più di un’ora; al 24′ Maiello stende in area Catellani, ma, ancora una volta niente fallo. A fine partita quello che scende in sala stampa è un Angelozzi imbufalito, che, come mai aveva fatto quest’anno, si carica la società sulle spalle e batte i pugni per chiedere rispetto. Dopo aver premesso che il Crotone è un’ottima squadra, va subito giù forte dicendo che in realtà, però, non c’è mai stata partita perché l’arbitro ha fatto una partita a sé, fin dal primo fallo di Stoian al 1′ non sanzionato. “Qui non c’è attenzione,” prosegue “le società, tutte le società, investono tanti soldi e non si può vedere un arbitraggio del genere. Un arbitro scandaloso”. Infine chiude rigettando l’idea della malafede, ma chiedendo solo di “ guardare i filmati e poi di venirmi a cercare..”. Poi anche il giorno dopo ha rincarato la dose, ammettendo di aver abbandonato, a malincuore, la via del silenzio perché ormai la misura era colma, stavano succedendo cose non idonee da troppo tempo e lo Spezia e i suoi tifosi avevano bisogno di rispetto: la società che fa investimenti, i giocatori che si allenano e a cui, poi, viene impedito di giocare e i tifosi che macinano chilometri e si sobbarcano spese per sostenere la propria squadra. Tutto questo senza voler creare un alibi alla squadra, che dovrà proseguire concentrata nei suoi impegni di campionato. A far da pompiere ha provato lo stesso Presidente di Lega B Abodi, che, interpellato ripetutamente in questi giorni via twitter dai tifosi, ha più volte cercato di placare gli animi insistendo sulla buona fede della classe arbitrale, senza alcuna traccia di complotti e cospirazioni, ma solo di errori umani che verranno seriamente valutati dagli organi appositi. A suo modo di vedere non esistono squadre più o meno “pesanti” politicamente, più o meno ascoltate e rispettate e nenache squadre che non sappiano farsi rispettare nelle sedi apposite, ma esiste un dialogo costruttivo volto sempre al meglio per la serie cadetta, dove spesso anche un silenzio può avere un peso devastante. Predica, insomma, la calma, condanna nuovamente il Lotito pensiero e chiude con una risposta a chi pensa che lo Spezia sia considerata una “piccola”: “lo Spezia ha una proprietà dal peso specifico enorme, che per la Lega di serie B rappresenta un motivo di vanto. E’ un club che riesce a gestire le proprie finanze con precisione svizzera, che lavora molto nella selezione delle persone e che fa continui passi avanti nel campo delle infrastrutture. Qualcuno si sminuisce se pensa allo Spezia come a una “piccola” e chi ha memoria della storia del club dovrebbe potersi rendere conto di come mai come oggi ci sia un riferimento di primissimo livello”. Ora i tifosi attendono prove dal campo.

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