A tutta B: Schiavi liberi a Catania, i talenti non Sprocati, il Derby anomalo, il fantasma di Lanciano e la B per il sociale

FUORI I SECONDI – Ormai dato per disperso, o meglio, per imprendibile, il Carpi, che prosegue la sua corsa solitaria verso la A, vincendo a Cittadella, portandosi a 71 punti, e mantenendo 15 punti tra sé e la terza, condizione che la distanzia dalla massima serie di soli 6 punti, a 7 giornate dal termine, l’attenzione si sposta sulla lotta serrata per il secondo posto, l’altro che consente l’accesso diretto senza dover percorrere la via dei play off. Attualmente resiste il Bologna, che porta via un solo punto da Brescia, ma, che, nel frattempo, in settimana, si vede restituire il punto di  penalizzazione, cosicché può salire a 58 e respingere, per il momento, l’attacco del Frosinone, che, con una doppia vittoria, quella di sabato sul Pescara e quella, martedì, nel recupero con il Latina, sale a 57 punti, da solo al terzo posto. Scala di una posizione il Vicenza, che, comunque, vince il suo scontro diretto, in anticipo, con l’Avellino, salendo a 56 punti. Bel salto anche per il Perugia che, in posticipo, batte il Varese e sale a 53 punti, balzando al quinto posto dopo aver scavalcato ben tre squadre. Una di queste è l’Avellino, che, sconfitto dal Vicenza, resta a 52, l’altra è il Livorno, che esce con un rocambolesco pareggio da Vercelli e sale solo a 51, e la terza è lo Spezia, che, con la sconfitta interna con la Ternana, resta ferma al palo a 50 punti. A salvare i liguri e a consentire loro di mantenere ancora l’ultimo posto play off, la sconfitta del Perugia a Frosinone, che tiene gli abruzzesi a 48, mentre un piccolo passa avanti fa il Lanciano, che con il pareggio interno col Latina, sale a 47, a 3 punti dalla zona spareggi.

A CATANIA TORNA LA LUCE – Qualche significativo cambiamento anche nella lotta salvezza. Ultimo, e sempre più, è il Varese, che, uscendo sconfitto anche dal match col Perugia, resta fermo a 28 punti e vede allontanarsi di un altro punto il Brescia, dopo il pareggio col Bologna. Le rondinelle, salite a 32 punti, vedono la zona play out a 8 lunghezze. Ricade in zona retrocessione diretta, invece, il Cittadella, che, dopo la sconfitta col Carpi, resta ferma a 39 e scivola al terzultimo posto. Appena un punto sopra la zona play out, occupata, al momento da due squadre a 40 punti, ovvero l’Entella, che perde il suo match in trasferta con il Modena, e la Pro Vercelli, che pareggia con il Livorno. Sempre a 40 punti, ma fuori dalla zona spareggi per differenza reti, c’è il Crotone, che strappa un pareggio, in trasferta, al Bari. Un punto sopra, la coppia formata dal Latina, che pareggia a Lanciano e fallisce l’occasione della partita da recuperare, perdendo a Frosinone, e il Catania, che, alla terza vittoria consecutiva, riesce finalmente a balzare fuori dalla zona retrocessione, mettendo un po’ di spazio tra sé e la zona calda. Altra coppia a 42, con il Trapani, che perde il derby di Catania, e si vede raggiungere dal Modena, vittorioso in casa con l’Entella. Infine, sempre numericamente a rischio, anche la Ternana, che, però, ottiene 3 punti importantissimi sconfiggendo a domicilio lo Spezia, e sale a 43 punti.

COSA VUOL DIRE NON ESSERE SCHIAVI DI UN RUOLO – Nessun cambio rivoluzionario nelle zone alte della classifica marcatori, ma qualche progresso importante sicuramente sì. Innanzi tutto al gruppo dei capocannonieri, a 17 gol, formato da Granoche, Calaiò e lo sfortunato Marchi, tutti, chi più chi meno forzatamente, a secco, si aggiunge un elemento, visto che Cocco, con il gol vittoria contro l’Avellino, fa un passo avanti, lasciando da solo, sul secondo gradino, a 16 gol, Maniero, anche lui al palo, nonostante i 4 gol della sua squadra. Fermo anche Castaldo a 15 reti, mentre al gruppo a 13, formato da Mbakogu, nuovamente infortunato, e Catellani, squalificato, si aggiunge Ciano, che segna il momentaneo vantaggio del Crotone a Bari. A 12 gol, invece, a Vantaggiato, Falcinelli e Melchiorri, si affianca Dionisi, che si aggancia al gruppo “in ritardo” segnando il rigore con cui il Frosinone fa suo il recupero col Latina. Copertina della settimana tocca di diritto ad uno dei bomber di giornata, a cui, in realtà, il mestiere di bomber proprio non appartiene, visto che, solitamente, lui i gol cerca di non farli fare agli altri, ma che, invece, sabato ha messo a segno addirittura una doppietta, che ha contribuito alla goleada della sua squadra e ai conseguenti 3 punti che hanno rappresentato la fuoriuscita dalla zona retrocessione. Si tratta, ovviamente, di Raffaele Schiavi del Catania. Schiavi nasce a Cava de’ Tirreni il 15 marzo 1986 e intraprende la carriera agonistica nelle giovanili della Salernitana, dove approda in prima squadra nel 2004, con la squadra militante in B, dove mette insieme le sue prime 8 presenze tra i professionisti. La stagione successiva lo acquista il Lecce, che lo fa esordire in Serie A, prima di mandarlo, a gennaio, nuovamente in B, in prestito al Brescia, con cui conclude la stagione con altre 4 presenze. Quindi torna a Lecce, nel frattempo sceso in B, dove entra nel giro dei titolari. Difensore arcigno e molto fisico, ha un buon tempismo nello stacco di testa, come ogni buon centrale che si rispetti, e questo fa sì che, come dice il titolo, non sia “schiavo” del suo ruolo, e non disdegni la salita in attacco in occasione dei calci piazzati. Così, nella stagione 2006/07 arriva il suo primo gol in serie cadetta, bissato in quella successiva. In tutto, Schiavi resta a Lecce 4 stagioni, 3 in B intervallata da una, nuovamente, in massima serie. Quindi passa in prestito oneroso, con diritto di riscatto, al Vicenza, in B, dove disputa una buona stagione, diventando titolare fisso e segnando 3 gol nel 2010/11. Così i veneti lo riscattano e poi lo cedono al Parma, che, però, non gli farà mai vestire la maglia gialloblù, mandandolo fin da subito in prestito. La prima stagione va a Padova (28 presenze e altri 2 gol), poi allo Spezia (29 presenze), e quindi al Pescara (22), tutte in serie cadetta. All’inizio di questa stagione viene acquistato dal Frosinone, con cui gioca la prima parte della stagione, mettendo insieme 10 presenze, prima di venir ceduto, in prestito,a gennaio, al Catania. Qui trova la fiducia piena di Marcolin, che propone quasi ad ogni partita la coppia di centrali Schiavi-Ceccarelli (che già si erano solo “sfiorati” nelle file dello Spezia). Il difensore, sabato ha deciso di ripagarlo segnando un’importante doppietta, la prima della sua carriera: al 4′ della ripresa nel delicato derby con il Trapani, con gli ospiti in vantaggio per 1-0, è il più rapido a deviare in rete, con un piattone al volo, una punizione di Rosina dalla sinistra, per il gol del pareggio; al 91′, con la partita già decisa per la sua squadra, con il risultato fissato sul 3-1, si fa trovare pronto a sospingere la palla di testa in gol, dopo la ribattuta della traversa sul tiro di Del Prete da fuori area.

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TALENTI NON SPROCATI – Da una doppietta all’altra. Da quella del difensore goleador, a quella del giovane, che permette di mantenere la tradizione che dall’inizio del torneo, quasi ad ogni puntata, ci ha consentito di celebrare le gesta di un Under 21. Questa settimana tocca a Mattia Sprocati della Pro Vercelli, autore di una doppietta, fondamentale ai fini del risultato, nella partita con il Livorno, che, fino a 4′ dal termine avrebbe potuto portare 3 punti importantissimi nelle casse della squadra piemontese. Sprocati nasce a Monza il 28 aprile 1993 e muove i primi passi nel mondo del calcio, come attaccante di fascia, nelle giovanili del Pavia, approdando in prima squadra, nel campionato di Lega Pro, nella stagione 2011/12, quando esordisce anche con 3 presenze. A gennaio viene acquistato a titolo definitivo dal Parma, che, tuttora, ne detiene il cartellino. Nella squadra gialloblù gioca nella Primavera, con cui disputa 12 partite fino alla fine della stagione, segnando 3 gol. A fine stagione viene mandato in prestito alla Reggiana, sempre in Lega Pro, con cui disputa tutto il campionato, scendendo in campo per 25 volte, più una nei play out, e cominciando a segnare i primi gol, 2, tra i professionisti. La stagione successiva va, nuovamente in prestito, al Perugia, quando ancora i grifoni militano in Lega Pro, e, con le sue 24 presenze (più 2 nei play off), e, soprattutto, 4 gol, contribuisce alla promozione in B degli umbri. All’inizio di questa stagione va in prestito al Crotone, con cui esordisce in serie cadetta, giocando solo 4 partite, così che a gennaio gli emiliani preferiscono girarlo, nuovamente in prestito, alla Pro Vercelli. Fino a sabato erano 6 le presenze, mai dall’inizio, con una rete segnata, alla 31^, ininfluente, nella sconfitta per 3-2, con la sua ex squadra, il Perugia. Sabato, nel match contro il Livorno, in un momento delicato della stagione, con i piemontesi in lotta per sfuggire alla zona play out, gioca la sua prima partita da titolare: al 5′ porta in vantaggio la sua squadra dopo aver ricevuto un passaggio filtrante, centrale, da Di Roberto, aver mandato fuori tempo il diretto avversario con uno stop a seguire, e aver infilato Mazzoni con un preciso rasoterra; al 40′, con il risultato ribaltato dai gol di Maicon e Siligardi, riceve un cross rasoterra ancora da Di Roberto, bravo a stoppare un lungo spiovente in area, proteggere il pallone e mettere palla al centro dalla destra, e lo devia in modo preciso in rete per il momentaneo 2-2.

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UN DERBY ANOMALO – Nel mondo del calcio, dove la parola “derby” sempre più spesso è sinonimo di accesa rivalità, che va da sfottò più o meno pesanti a episodi di grave violenza, una partita come quella tra Catania e Trapani, in cui le tifoserie si rispettano e sono legate da profonda amicizia, suona un po’ come una cattedrale nel deserto. E dire che entrambe le squadre sono impegnate nella lotta per la salvezza e attraversano momenti delicati, che, da una parte hanno visto l’arrivo sulla panchina di Cosmi, dopo il lungo regno dell’amato Boscaglia, dall’altra ha visto una squadra incapace di abbandonare la zona calda, nonostante due vittorie consecutive. Un derby che non si giocava più da tempo immemore, visto che l’ultimo Catania-Trapani si disputò nel 98/99, quando le due squadre militavano in C2. L’andata, a Trapani, quando sulle panchine c’erano ancora Boscaglia da una parte e Sannino dall’altra, si concluse 2-2. Il Trapani è arrivato a Catania con la voglia di sconfiggere anche la cabala, che non lo vuole mai, nella storia, vincente al Massimino, ma che le cose non fossero destinate ad andare nel modo migliore neanche stavolta, è parso già evidente nel viaggio di trasferimento, quando, su un tratto della A19 Palermo-Catania, tra Scillato e Tremonzelli, il pullman che trasportava la squadra è stato fermato per il cedimento, proprio pochi attimi prima che transitasse il mezzo, di un tratto di strada. Nessun ferito, solo un po’ di apprensione per lo scampato pericolo e la necessità di proseguire seguendo un percorso diverso. Poi la partita è stata bella e ricca di gol, emozioni ed episodi da ricordare. Prima frazione di gioco a netto favore degli ospiti che legittimano la predominanza con il gol del vantaggio segnato da Terlizzi su rigore, al 9′. Poi nella ripresa scendono in campo due squadre diverse: il Trapani perde tutta la sua baldanza e comincia fin da subito ad accusare la maggior tonicità atletica degli uomini di Marcolin, che, al 4′, come descritto poco sopra, pareggiano con Schiavi. Neanche 3′ e Terlizzi, anche lui difensore, invidioso di quello che farà il collega avversario da lì a poco, decide di segnare la sua personale doppietta, solo che il secondo gol lo segna nella porta sbagliata: in una concitata azione in area, Gomis respinge la deviazione ravvicinata di Maniero, ma lo fa proprio sui piedi dell’accorrente compagno di squadra, che non può far altro che trasformarsi in un omino del biliardino e sospingere la palla in rete per il vantaggio dei padroni di casa. Al 15′ gli ospiti restano anche in 10 per l’espulsione di Ciaramitaro per doppia ammonizione, così diventa ancor più difficile contenere i rossocelesti che si fanno sempre più arrembanti. E, infatti, nel giro di 3′, con Castro, il migliore dei suoi, vanno meritatamente sul 3-1. A fine partita, come detto, il secondo gol di Schiavi per il 4-1 finale, che rappresenta la terza vittoria consecutiva dei catanesi, che, stavolta, però, significa balzo fuori dalla zona calda, anche se solo per 1 punto. Per Cosmi ancora un derby a Catania, con 4 gol sul groppone, così come successe in A, quando allenava il Palermo, ma, almeno, stavolta, la sconfitta non gli è stata fatale per la panchina. A fine partita, a giusto coronamento di una bella giornata di sport e a conferma di quanto detto poco sopra sull’anomalia di questo derby, i millecinquecento trapanesi accorsi allo stadio, rendono onore ai vincitori con il coro “Catania Catania”. Bravi tutti.

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Il derby nel confronto tra gli allenatori

IL FANTASMA DI LANCIANO – Sembra paradossale che la cosa succeda esattamente il giorno dopo dell’annuncio che nella finale di Coppa Italia si farà ricorso alla nuova tecnologia per evitare i gol fantasma, ovvero della, finalmente, presa di coscienza che, nel terzo millennio, sia quantomeno ridicolo che, la parte principale di una partita di calcio, ovvero il gol, sia ancora soggetto alla discrezionalità di una persona e possa, quindi, sfuggire anche quando è evidente che, rispettando i termini di regolamento, la palla ha superato la linea di porta. Eppure le cose sono proprio andate così e sabato, sul campo del Lanciano, si è assistito all’ennesimo episodio destinato a falsare il risultato di un incontro. Al 24′ della ripresa viene fischiata una punizione dal limite ai padroni di casa, impegnati nel delicato confronto con il Latina, che, tra l’altro, da 9′ è in vantaggio grazie al gol di Bidaoui. Sulla punto di battuta va lo specialista Mammarella, che calcia di sinistro e manda la palla, a Di Gennaro battuto, ad infrangersi sulla traversa, prima di ricadere a terra, chiaramente oltre la linea di porta. O, almeno, chiaro a tutti, salvo a chi sarebbe preposto a convalidare la rete, ovvero l’arbitro Ghersini o, ancor meglio, il guardalinee Liberti, che, in assenza degli uomini di linea nel campionato cadetto, è il principale assistente preposto a prendere decisioni su questo tipo di episodi. Eppure quattro occhi non ne fanno uno (elettronico) e il gol, regolare, non viene convalidato. La partita si innervosisce e finisce pure con un parapiglia che porta all’espulsione anche del tecnico Iuliano. Per fortuna, almeno parziale, del risultato, a 4′ dalla fine i padroni di casa trovano comunque il pareggio con Piccolo. Si spera di aver assistito ad uno degli ultimi episodi di questo tipo.

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Foto non ottimale, ma concetto chiarissimo

LA B PER IL SOCIALE –  Sempre pronti a segnalare le lodevoli iniziative di società e giocatori, impegnati nel sociale, stavolta si porta all’attenzione una bella vittoria messa a segno da tutta la Serie B al gran completo. La scorsa settimana, infatti, ha riaperto i battenti il Parco Talassano, a Chiavari. Inaugurato due anni fa e già rimasto lungamente chiuso per un incendio, il parco era nuovamente chiuso, ormai, dal 10 novembre, a seguito dell’alluvione che devastò la Liguria e Chiavari in particolare. Manto erboso distrutto e muro di cinta crollato, sono stati ricostruiti grazie al fondamentale contributo della Lega di B, come confermato dallo stesso Presidente Abodi. All’iniziativa hanno aderito, a detta del Presidente, con un contributo, tutte e 22 le società della B e anche la Associazione Calciatori, così da coprire i 60 mila euro necessari a permettere le riparazioni indispensabili per restituire l’agibilità del parco ai tanti bambini chiavaresi. Ancora una volta dalla B arriva il messaggio che il bello del Calcio non è solo sui campi di gioco.

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Immagini del parco dopo l’alluvione e a lavori finiti

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