Quattro pareggi nel Gattopardo a venti squadre: nulla cambia nella classe media della Serie A

Eto'o ha fallito un'occasione clamorosa ad inizio ripresa.

Ben quattro i pareggi che coinvolgono le squadre impegnate nel 31mo turno di Serie A: si fermano sul pari i match riguardanti le posizioni medio – basse.

SAMPDORIA – CESENA 0-0

Punticino del Cesena a Genova nell’anticipo. I romagnoli bloccano la Sampdoria di Mihajlovic, molto deluso a fine gara. Ma l’atteggiamento tattico offensivo dei blucerchiati produce poco e nulla, andando a cozzare contro il muro bianconero. Il pareggio, a dire il vero, serve a poco a entrambe le squadre: la Samp rallenta nella corsa all’Europa League, mentre il Cesena non diminuisce lo svantaggio dalla quart’ultima, l’Atalanta, che strappa un preziosissimo pari alla Roma. Sterile il predominio nel gioco dei padroni di casa, che raramente trovano la porta. Eto’o si rivela preziosissimo come trequartista centrale, sciorinando bel gioco, ma serve a poco. Anzi a nulla, perchè quando Agliardi è battuto, al 61mo da un colpo di Romagnoli su calcio d’angolo battuto da Correa, è Lucchini, un ex, a sventare sulla linea. Il Cesena, invece, può contare (si fa per dire) su un attacco assolutamente inadeguato alla pur declassata Serie A odierna, e pertanto, pur volendo, non riesce mai a impensierire Viviano. Finisce zero a zero, nessuno è contento.

SAMPDORIA (4-2-3-1) Viviano; De Silvestri, Silvestre, Romagnoli, Mesbah; Palombo (dal 41’ s.t. Soriano), Obiang; Muriel (dal 23’ s.t. Correa), Eto’o, Eder; Okaka. (Romero, Duncan, Bergessio, Regini, Munoz, Rizzo, Coda, Djordjevic, Acquah, Wszolek). All.: Mihajlovic.
CESENA (4-3-1-2) Agliardi; Perico, Volta, Krajnc, Lucchini; Giorgi (dal 39’ s.t. Cazzola), Mudingayi (dal 32’ s.t. Zé Eduardo), Cascione; Brienza; Succi, A. Rodriguez (dal 15’ s.t. Defrel). (Leali, Bressan, Nica, Djuric, Mordini, Moncini). All.: Di Carlo.
ARBITRO Giacomelli di Trieste.
NOTE – Paganti 3.121, incasso di 59.495 euro; abbonati 18.061, quota di 155.699 euro. Ammoniti Silvestre, Okaka, Perico e Mudingayi per gioco scorretto, Krajnc per proteste. Tiri in porta 5-4. Tiri fuori 10-1. In fuorigioco 1-0. Angoli 14-4. Recuperi: p.t. 0’, s.t. 4’.

SASSUOLO – TORINO 1-1 (1-0)

Il lunch match (perdonateci l’inglesismo, serve solo a diminuire il fastidio che ci provoca pensare al campionato spezzatino) vede impegnate due delle squadre che giocano meglio nel torneo nostrano. Il gioco arioso di entrambi gli undici produce però la miseria di due gol, peraltro entrambi su rigore, realizzati dalle due punte più pericolose: al vantaggio di Berardi (anche oggi ammonito, strepitosa la sua media cartellini, per essere un attaccante) risponde il pari di Quagliarella, che fissa il risultato sul pari. Il Sassuolo veleggia ad andatura media (o mediocre?) verso la seconda salvezza su due campionati di A, mentre il Torino rimpiange di aver perso una buona occasione per restare in corsa per l’Europa. I due rigori: Floro Flores punta Glik, gli sbatte addosso ma Calvarese punisce l’ostruzione del polaccio più che l’insistenza del campano. Speculare l’altro rigore: contatto dubbio in area emiliana sempre tra Floro Flores e Glik, regna la confusione e Calvarese salomonicamente fischia di nuovo e permette a Quagliarella di trasformare dagli undici metri.

Quagliarella trasforma il rigore

MARCATORI: Berardi (S) su rigore al 46’ p.t., Quagliarella (T) su rigore al 14’ s.t.
SASSUOLO (3-4-3) Consigli; Acerbi, Cannavaro, Peluso; Lazarevic, Brighi, Taider (dal 17’ s.t. Biondini), Longhi; Berardi (dal 36’ s.t. Floccari), Zaza, Floro Flores (dal 26’ s.t. Sansone). (Pomini, Celeste, Bianco, Fontanesi, Caselli, Chibsah). All. Di Francesco.
TORINO (3-5-2) Padelli; Bovo, Glik, Moretti; Darmian, Benassi (dal 25’ s.t. Basha), Vives, Farnerud, Molinaro (dal 9’ s.t. Bruno Peres); Quagliarella, Martinez (dal 9’ s.t. Maxi Lopez). (Castellazzi, Ichazo, Maksimovic, Jansson, Gazzi, Alv.Gonzalez, Amauri). All. Ventura.
ARBITRO Calvarese di Teramo
AMMONITI Berardi, Vives e Farnerud per gioco scorretto, Acerbi per proteste.
Recuperi: 1′ e 3′

EMPOLI – PARMA 2-2 (2-1)

Bella gara al Castellani tra Empoli e Parma. Due squadre che devono chiedere ormai poco a questo campionato: al Parma manca ormai poco all’aritmetica retrocessione, ma anche oggi non lesina impegno e sfrutta l’occasione per portare a casa un punto e fermare il positivo Empoli di Sarri. Si rivedono all’appuntamento del gol Lodi (gli ha fatto bene l’aria toscana, dove ha iniziato nel calcio che conta) e soprattutto Belfodil, uno degli enigmi degli ultimi 5 anni di A (inesistente a Bologna, interessante a Parma, sopravvalutato all’Inter, inutile a Livorno, deleterio quest’anno). In mezzo l’uno-due firmato Maccarone e Tonelli che aveva portato in vantaggio l’Empoli, ribaltando il risultato. Splendido il gemellaggio in curva tra le due tifoserie: giusto parlare anche dei fatti positivi che riguardano il mondo ultras.

Il gol di Tonelli

MARCATORI Lodi (P) al 19’, Maccarone (E) al 32’, Tonelli al 45’ p.t.; Belfodil (P) al 28’ s.t.
EMPOLI (4-3-1-2) Sepe; Laurini, Tonelli, Rugani, Mario Rui; Vecino (dal 33’ Zielinski), Valdifiori (dal 19’ s.t. Signorelli), Croce; Saponara; Maccarone, Pucciarelli (dal 38’ s.t. Tavano). (Bassi, Pugliese, Somma, Hysaj, Barba, Diousse, Brillante, Mchedlidze). All. Sarri.
PARMA (3-5-2) Mirante; Cassani, Costa, Feddal; Varela, Lila (dal 24’ s.t. Belfodil), Lodi (dal 9’ s.t. Nocerino), J. Mauri, Gobbi; M. Coda, Ghezzal. (Iacobucci, Bajza, Santacroce, Esposito, Lucarelli, Broh, Mariga, Erlic, Palladino, Haraslin). All. Donadoni.
ARBITRO Pasqua.
NOTE Ammoniti J. Mauri per gioco scorretto.

CHIEVO – UDINESE 1-1 (1-0)

Un altro mattoncino nella personalissima impresa di Rolly Maran. Un allenatore che proprio qui, a Chievo, ha vissuto la quasi totalità della propria carriera di giocatore, onesto difensore di provincia, con tanta C e una puntata in B sul finale di carriera. Un allenatore che, dopo un buon inizio, ha vissuto un paio di stagioni chiaroscurali, ma che si è ben rilanciato quest’anno, subentrando a un altro enfant du pays, Eugenio Corini. E fa piacere scrivere del gol di Sergio Pellissier, che a 36 anni ricorda ancora benissmo come si fa a segnare. Solo un autorete dello sloveno Cesar, a metà secondo tempo, nega i tre punti ai clivensi, che veleggiano ormai verso il traguardo salvezza, complici i problemi delle ultime tre in classifica. L’Udinese? Poco, davvero poco. Stramaccioni schiva l’esonero (Si parla proprio di Maran come sostituto dell’ex Inter) ma la squadra friulana dimostra davvero poco, nonostante la forza differenza qualitativa tra le due rose. Gara incolore, il pareggio è la degna conclusione.

Pellissier, di nuovo in gol

MARCATORI Pellissier(C) al 39’ p.t., autogol di Cesar (C) al 27’ s.t.
CHIEVO (4-4-2): Bizzarri; Frey, Dainelli, Cesar, Zukanovic; Birsa (dal 25’ s.t. Schelotto), Izco, Radovanovic, Hetemaj; Pellissier (dal 15’ s.t. Paloschi), Meggiorini (dal 21’ s.t. Botta). (Sardo, Seculin, Gamberini, Biraghi, Fetfatzidis, Vajushi, Bardi, Christiansen, Cofie). All.: Maran.
UDINESE (3-4-2-1): Karnezis; Piris, Danilo, Bubnjic (dal 16’ s.t. Di Natale); Widmer, Allan, Pinzi, Pasquale; Fernandes (dal 1’ s.t. Geijo), Kone; Thereau (dal 29’ s.t. Badu). (Scuffet, Coppolaro, Gabriel Silva, Zapata, Aguirre, Badu, Meret, Hallberg, Perica). All.: Stramaccioni.
ARBITRO: Massa di Imperia.
NOTE: paganti e abbonati non comunicati. Ammoniti Pinzi (U) Fernandes (U), Danilo (U), Allan (I),Zukanovic (C), Birsa (C) per gioco scorretto, Meggiorini (C) per comp. non reg. Recuperi p.t. 2’, s.t. 3’

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