F1; in Bahrein ancora Hamilton, ma un grande Raikkonen è secondo

PERFETTO- la terza vittoria in quattro gare di Lewis Hamilton, dimostra una volta di più la maturità e la freddezza raggiunte dal pilota inglese, che oltre ad essere sistematicamente più veloce del compagno di squadra, sia in qualifica che in gara, non si lascia più guidare solo dal suo istinto e limita al minimo gli errori, nonostante la pressione cui è sottoposto . Ci sono però altre considerazioni da fare, meno appariscenti al grande pubblico. E’ evidente, per esempio, che in presenza di un avversario forte come la Ferrari, a differenza del 2014, in Mercedes hanno già fatto la scelta di puntare su Hamilton. Lo dimostra il rientro anticipato di Lewis nel primo cambio gomme, mentre Rosberg era in lotta con Vettel, e infatti l’entrata ritardata ai box del tedesco gli è costata la posizione ai danni di Seb (che poi si è ripreso in pista). Non potendo più vincere in ogni caso, e lasciare quindi libertà assoluta ai due piloti, la Mercedes (le dichiarazioni di Toto Wolff sono emblematiche) punta sul migliore dei due piloti. A Rosberg l’ingrato compito di sovvertire le gerarchie.. Poi c’è la questione del “bottone magico”; si tratta in pratica di un overboost che, pare, spreme 30 cavalli in più dalla componente termica della PU per circa 15 minuti sull’intero weekend; questo consente alle frecce d’argento di effettuare un paio di giri velocissimi in qualifica, garantendosi non solo la pole position e di solito l’intera prima fila, ma anche di risparmiare un treno di gomme nella Q2, oltre che avere alcuni giri veloci in gara; tutto questo a rischio dell’affidabilità del motore termico, che in condizioni di alte temperature subisce uno stress molto maggiore. Tutto questo può spiegare, almeno in parte, perché in qualifica la Ferrari fa ancora fatica ad avvicinarsi alla casa stellata.
FESTEGGIARE O NO? – il week end in Bahrein, per la Ferrari, deve essere considerato soddisfacente, al di là del risultato, comunque più che lusinghiero. Kimi Raikkonen torna sul podio dopo un anno e mezzo (GP di Corea 2013), tagliando il traguardo a meno di 4 secondi da Hamilton dopo una gara fenomenale condita dal giro più veloce, e la dimostrazione che la macchina è competitiva oltre ogni aspettativa. Kimi, forse anche grazie alla recente paternità, è rinato; motivatissimo, veloce, e gestisce le gomme come pochi. Stare vicini crea occasioni; gli avversari, sotto pressione, sbagliano, come Rosberg al penultimo giro, o possono avere problemi di affidabilità, come Hamilton che si è trovato a dover gestire l’impianto frenante. Ha deluso Vettel, partito in prima fila ma autore di almeno due errori fondamentali che gli hanno impedito di andare a podio;  succede. E’ il bello di avere due piloti veri, se uno non è in gran giornata, si può sempre puntare sull’altro. Si poteva vincere? La risposta è no; con queste condizioni di asfalto, correndo in notturna e con temperature più fresche, l’effetto Malesia, cioè il precoce degrado delle gomme in Mercedes non poteva verificarsi in misura significativa, e la Ferrari, pur essendo molto vicina, ha ancora qualche decimo di distacco anche nel passo gara. La speranza, fondata, è che con l’arrivo in Europa, le temperature generalmente alte, e gli sviluppi sulla rossa attesi fin dalla prossima gara a Barcellona, si possa ancor di più lottare per la vittoria.
CONFERME E SPERANZE- la Williams sempre terza forza, con l’ottimo Bottas quarto dopo aver tenuto dietro Vettel per diversi giri grazie alla velocità di punta e all’assetto più scarico. Tutto sommato non disastrosa la prova della Red Bull, sesta con Ricciardo, ma con la plateale rottura del motore mentre tagliava il traguardo, e comunque ad oltre un minuto da Hamilton, e nona con Kyviat dopo una buona rimonta. Già 4 le PU utilizzate dalla casa austriaca, un grosso handicap per le prossime gare. Lotus ancora anonima ma costante con Grosjean, mentre si attende la prima gara “normale” di Maldonado. Sauber penalizzate dai problemi ai box ed entrambe fuori dei punti, mentre, a voler essere ottimisti, ci sono segni di ripresa da parte della Mc Laren, se non altro in termini di prestazioni; Alonso ha concluso appena fuori dei punti e doppiato, ma almeno ha battagliato con le Sauber e le Force India e in qualifica ha superato la Q1. Button praticamente non ha mai girato e non è nemmeno partito…ma pensiamo che a metà stagione la Mc Laren possa lottare almeno per i punti. Disastro totale invece per le Toro Rosso, dopo una gara anonima ed entrambe costrette al ritiro, non (sembra) per motivi riconducibili alla PU francese.

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