Forever Aquile: Davor Jozic, dai Mondiali al Picco, passando per gli amatori

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Nuovo capitolo dedicato ad un giocatore. Stavolta tocca ad un giocatore straniero, il cui nome ai più attualmente potrebbe dire poco, ma che gli appassionati di calcio dovrebbero conoscere bene, essendo stato uno dei nomi ricorrenti della Serie A della fine anni’80, inizi del ’90, tra l’altro quando gli stranieri in Italia erano un numero esiguo, esistendo dei vincoli al loro tesseramento. Un giocatore che ha disputato anche un’Olimpiade ed un Mondiale e che allo Spezia è venuto a chiudere (nel vero senso della parola…) una, tutto sommato, soddisfacente carriera. La puntata di oggi è dedicata a Davor Jozic.

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POCHE SQUADRE IN UNA, COMUNQUE, LUNGA CARRIERA – Davor Jozic nasce a Konjic, città a 50 km da Sarajevo, nell’allora Jugoslavia, oggi Bosnia, il 22 settembre 1960. Comincia la carriera calcistica nelle giovanili del Sarajevo, approdando in prima squadra nel 1979. E’ un centrocampista tutta sostanza, di quelli che sanno far legna, ma dotato anche di un piede ben addomesticato con cui impostare anche il gioco, Nella squadra dell’allora capitale jugoslava milita fino al 1987, conquistando anche uno scudetto nel 1984/85 e guadagnandosi un posto nella nazionale del suo paese fin dal 1984. Dopo 162 presenze e 15 gol con la maglia bianco-bordeaux, si trasferisce in Italia, acquistato dal Cesena, neopromosso in A. Con la squadra romagnola si fa conoscere e, con la sua esperienza, contribuisce alla permanenza in massima serie della squadra bianconera. Sono 4 i campionati di A con il Cesena, con l’exploit alla prima stagione quando arriva il 9° posto, per poi passare alla lotta per la salvezza, fino alla stagione 90/91, quando, con il 17° posto arriva la retrocessione. Sono comunque anni importanti questi per Jozic, professionalmente parlando, che diviene un perno della propria Nazionale con cui partecipa alle Olimpiadi di Seoul 88 e ai Mondiali del 90, proprio in Italia. Segue la sua squadra anche in B, restando altri due anni, in cui i romagnoli conquistano un 8° e un 9° posto ed approdano agli Ottavi di Coppa Italia. Nel frattempo, dopo la scissione della sua patria a seguito della guerra nei Balcani, diventa bosniaco. Nel 1993, quindi, dopo 170 presenze e 3 gol con la maglia bianconera, lascia l’Italia, per trasferirsi in Messico, nell’America di Città del Messico. Qui rimane solo una stagione (11 partite), prima di fare ritorno nell’ormai suo paese d’adozione, l’Italia e, in particolare, nell’ormai sua Cesena, dove comincia a giocare in una squadra amatoriale. Da lì lo preleva lo Spezia.

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In azione con la maglia della Nazionale Jugoslava, contro lo spagnolo Martin Vazquez

LA CHIUSURA DELLA CARRIERA ALLO SPEZIA – Quindi Jozic arriva allo Spezia a stagione 1995/96 già iniziata. Lo Spezia in cui approda è una squadra militante in C1, che è in corso di movimenti societari piuttosto importanti, come il cambio di denominazione, da AC Spezia a Spezia Calcio 1906, e di dirigenza, con l’approdo, alla presidenza, dell’imprenditore Gianluigi Blengino, che, come abbiamo già avuto modo di dire in puntate scorse, non sarà uno dei Presidenti più amati del sodalizio ligure. L’arrivo è accompagnato da tanti proclami che ben presto lasciano spazio all’amara realtà: lo Spezia è una squadra mediocre, costruita con grossi limiti sia tecnici, che nell’organico, se è vero che in rosa si alterneranno ben 34 giocatori, di cui ben pochi all’altezza della categoria. La scelta di Jozic potrebbe essere letta in quest’ottica. La situazione è pessima fin dall’inizio e non basteranno 3 allenatori a risollevarla più di tanto. Si comincia, in estate, con la Coppa Italia di Serie C, in cui lo Spezia si ferma al secondo turno, dopo aver superato il Brescello al primo, contro il Treviso, vittorioso in casa 4-3 dopo il pareggio al Picco all’andata. L’inizio del campionato non è meno povero di soddisfazioni. Comincia con Onofri in panchina, che lascia alla 5^ giornata, dopo aver messo da parte un solo punto. Lo sostituisce Gorin, che pare partire bene, con due vittorie in tre partite, ma poi la mediocrità torna a farla da padrona e, dopo la sconfitta per 2-0 a Massa alla 12^, salta anche lui. Viene richiamato l’allenatore di tante battaglie a Spezia, Sergio Carpanesi, che, comunque, non ha vita facile, ma, almeno, cerca di raddrizzare la barca quel tanto da evitare l’ultimo posto, che significherebbe retrocessione diretta. Dopo 4 giornate di gestione Crapanesi, a fine dicembre, viene ingaggiato Jozic, che esordisce alla 17^, ultima di andata, in casa, contro l’Empoli, partita persa per 3-1. Viene acquistato, primo straniero dopo tanto tempo, per conferire esperienza al reparto arretrato, zona del campo dove si è spostato col passare degli anni, ma, all’occorrenza, può ancora dare una mano a centrocampo, fungendo da diga, aiutandosi più con l’esperienza e il senso della posizione che con la velocità, ormai persa da tempo. Infatti, se il bosniaco aveva cominciato a giocare tra gli amatori un motivo ci doveva pur essere. Quello che arriva a La Spezia è un giocatore abbondantemente a fine carriera, che ha perso tutta la freschezza atletica che ne faceva un perno di centrocampo e difesa del Cesena e della sua Nazionale, ma che, comunque, può ancora dare qualcosa in termini di esperienza, soprattutto nel momento delicato in cui viene ingaggiato, e così, alla fine, è. Delle 17 gare che mancano alla fine della stagione, ne gioca altre 10. Carpanesi effettivamente riesce a rimettere un po’ di ordine alle cose e raggiunge il risultato minimo prefissato: non arrivare ultimo. Lo fa anche con un certo margine, chiudendo la stagione 15° con 31 punti (9 più del retrocesso Leffe), frutto di 7 vittorie, 10 pareggi e ben 17 sconfitte (la metà esatta) di cui 5 in casa, 23 gol fatti (secondo peggior attacco in assoluto, capocannoniere sarà Cecchini con 9 gol segnati) e 40 subiti (quartultima difesa del campionato). Arriva a pari merito con la Pro Sesto, ma posizionato meglio in classifica per differenza reti (gli scontri diretti sono pari, una vittoria per 1-0 per parte), che conferisce un vantaggio importante in chiave play out, che dovrà disputare proprio con la Pro, perché agli aquilotti potrebbero bastare anche due pareggi. E, infatti, lo Spezia si limita a fare esattamente quello: pareggio per 2-2 a Sesto San Giovanni e per 1-1 in casa, che significano, sudata, salvezza. Jozic gioca solo l’andata, sostituito al 52′ e questa sarà la sua ultima partita in maglia bianca (che lascia dopo 12 presenze e senza gol segnati), l’ultima della sua carriera.

IL POST-CARRIERA TRA GIOVANI E…CASTORI – Appese le scarpette al chiodo, il passaggio alla panchina è breve. Acquisito il patentino, comincia nel 1998, e, ovviamente, comincia dalla sua Cesena, ingaggiato nello staff giovanile. Allena per 6 anni gli Allievi regionali e per uno la Primavera. Poi dal 2005 al 2012 riveste il ruolo di osservatore per la società romagnola. E’ in questi anni che conosce e crea un forte legame con Castori, uno dei tecnici di cui si parla di più in questi mesi grazie ai miracoli del suo Carpi. Così, quando quest’ultimo diventa allenatore del Varese, nella stagione 12/13, in B, chiama proprio Jozic a fargli da vice (7° posto finale). E lo stesso fa nella stagione successiva, la scorsa, quando viene chiamato alla Reggina, per sostituire Atzori. Stavolta, però, le cose vanno meno bene, perché, dopo appena 6 giornate, senza i risultati sperati, la panchina salta e ritorna Atzori (che poi lascerà nuovamente il posto a Gagliardi, senza riuscire, comunque a salvare la Reggina), così che anche Jozic torna a spasso. Al momento, questo è stato l’ultimo impegno sportivo di Jozic.

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Jozic, vice a Varese

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