Editoriale; Juve inarrestabile, Napoli in ripresa. Le milanesi stanno a guardare…

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ILLUSIONE– qualcuno aveva osato mettere in discussione il 31esimo, e quarto consecutivo, scudetto bianconero; “se la Lazio vince si porta a -9..” ebbene, i bianconeri, nonostante il match con i biancazzurri capitasse in mezzo al quarto di finale di Champions, hanno messo a tacere anche gli irriducibili speranzosi di un finale di stagione non scontato. La Lazio, che veniva da 8 successi consecutivi, si presentava allo Juventus Stadium incompleta, ma questo nulla toglie alla determinazione e alla superiorità dimostrate sul campo dai campioni d’Italia, che domani sera potrebbero raggiungere le semifinali di Champions e, oltre che dominare il campionato (domenica in teoria potrebbero già festeggiare) sono anche in finale in coppa Italia. Buoni segnali, nella speranza di riavere Pogba in una eventuale finale europea, sono la crescita di Vidal, il rientro di Pirlo, e la conferma di Bonucci. Di Tevez, ormai, non è più neanche il caso di parlare. Tutto sommato la sconfitta è stata quasi indolore per i ragazzi di Pioli, che hanno subito l’aggancio, ma non il sorpasso, dei cugini giallorossi, non andati oltre il pari casalingo con l’Atalanta. Netto il calo di rendimento della Roma, che a fine girone di andata aveva solo 5 punti di distacco dalla Juve e ben 8 di vantaggio sul Napoli, allora terzo. Sicuramente, tra le cause, scelte di mercato discutibili come la cessione di Destro e gli arrivi di Doumbia e Ibarbo, 17 milioni spesi in due (che si sommano ai 22 in estate per Iturbe e un gol), per zero gol fatti, l’infortunio di Strootman e la precaria condizione di Pjanic, nonché la prolungata assenza di Gervinho per la coppa d’Africa, ma in generale i giallorossi non si esprimono nemmeno lontanamente ai livelli della scorsa stagione, e ora si giocheranno il secondo posto con i cugini, forse nel derby alla penultima giornata. Se guardiamo l’inerzia della stagione, la Lazio, se recupera almeno qualche difensore, è nettamente favorita.

RECUPERO– il ritiro punitivo ha fatto bene al Napoli, reduce da una settimana da sogno; due netti successi in campionato, di cui uno contro una rivale diretta, inframezzati dal trionfo in Europa League col Wolfsburg, con semifinale già in ghiaccio. Il secondo posto in campionato pare un miraggio, ma se una delle due romane avesse un ulteriore calo, ci sarebbe in palio almeno il terzo. Sintomatico, nella rinascita partenopea, il rilancio di Hamsik, giocatore imprescindibile per questa squadra. Inattese battute d’arresto invece per la Sampdoria, che non va oltre lo 0-0 a Cesena nonostante un assetto ultra-offensivo, e la Fiorentina, che col Verona sbaglia il quarto rigore su 4 della sua stagione (è certamente un record) e si fa anche beffare nel finale, per l’ennesima papera di Neto. In ogni caso, il sestetto di Italiane che parteciperanno alle prossime coppe europee sembra già scritto, anche se 5 punti di distacco, in teoria, non sarebbero tantissimi per Genoa e Torino; ma rossoblu e granata non sembrano in grado di cambiare passo, come si è visto domenica scorsa.

TV– chi quasi certamente le prossime partite di coppa le guarderà in televisione, sono le due milanesi, reduci da un derby in tono minore. L’Inter è sembrata star meglio dei cugini sul piano del gioco, al di là degli episodi e delle, vere o presunte, sviste arbitrali. Se il migliore del Milan è Diego Lopez, qualcosa vorrà pur dire… ancora una volta Inzaghi sembra allergico al centravanti di ruolo, e manda in campo solo uno dei 5 acquisti invernali (Antonelli), aspettando poi come un messia il rientro di Montolivo… Ormai, il motivo principale di interesse per i tifosi rossoneri, in questo finale di stagione, è la cessione della proprietà e l’asta che sembra profilarsi tra la cordata thailandese e quella cinese. L’Inter, che al netto di sogni morattiani di ricomprarsela non ha problemi societari, si prepara all’ennesima rivoluzione, temendo per i rinnovi di Handanovic e Icardi che tardano ad concretizzarsi, e arrivando senza più obbiettivi possibili al termine di una stagione anonima, con tante spese e pochi acuti, dove l’unica certezza sembra ripartire da Mancini e affidarsi a lui per tornare grandi

DIGNITA’– in coda sembra ormai tutto deciso, ma una citazione particolare la merita il Parma; dopo altri 4 punti di penalizzazione, i crociati trovano un bel pari ad Empoli, e si meritano l’applauso e il rispetto di tutti gli appassionati; rispetto che invece non meritano gli ultrà del Cagliari, non si sa quanto placati dalle dimissioni di Zeman. Finchè il CONI e la Figc non affronteranno sul serio il problema ultrà, come è stato fatto nel resto d’Europa (stadi di proprietà e polifunzionali, le società responsabili della sicurezza e della gestione delle trasferte), il calcio sarà sempre ostaggio di questi facinorosi, che semplicemente sfogano le loro problematiche private la domenica, potendo contare su una sostanziale impunità. Un bel segnale, in questo senso, è venuto dalla Roma, che non ha fatto ricorso contro la chiusura della curva sud dopo gli striscioni contro la madre di Ciro Esposito

 

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