A tutta B: sale Marino, coda a due velocità, nuovo colore a Crotone, due volti per la B, Aglietti sul piatto dell’Entella e schiettezza in chiave croata

SALE MARINO – …con tutto il suo Vicenza al secondo posto! Questa è sicuramente la principale notizia della giornata. Infatti, dietro al Carpi, che ormai è ad un passo dal chiudere definitivamente il discorso promozione, grazie alla vittoria col Brescia che lo porta a 74 punti, a 3 dalla matematica conquista della A, la lotta si fa appassionante grazie ai veneti che, sfruttando il passo falso casalingo del Bologna che non va oltre il pareggio con lo Spezia, si affiancano, a 59, ai felsinei con i 3 punti della vittoria a Cittadella in anticipo, sopravanzandoli, però, per la classifica avulsa, così che, se il campionato finisse oggi, sarebbero loro a salire in massima serie. Non ne approfitta, invece, il Frosinone, che pareggiando a Livorno, sale a 58 punti, assestandosi in quarta posizione. Perde l’occasione di ridurre il distacco dal gruppetto di testa anche il Perugia, che pareggia il derby con la Ternana, in trasferta, salendo a 54, così come l’Avellino, che esce con un pareggio dal match con un Varese quasi alla frutta, e sale a 53. Altri due pareggi anche per le squadre al settimo e all’ottavo posto, ovvero il Livorno, che impatta col Frosinone, e va a 52, e lo Spezia, che porta via un punto da Bologna, raggiungendo quota 51. I liguri, così, si vedono agganciare dal Pescara, che, invece, vince la sua partita col Modena, ma, per classifica avulsa, sono ancora gli aquilotti ad occupare l’ultimo posto valido per i play off. Il Lanciano fa un passetto avanti, ma col pareggio di Crotone, che porta i punti dei rossoneri a 48, mantiene ancora 3 lunghezze dalla zona spareggi.

CODA A DUE VELOCITA’ Lotta salvezza a due velocità. Da una parte ci sono le ultime due che, più passano le giornate e più vedono affievolirsi le speranze di salvezza. Una è il Varese che, comunque, con orgoglio, dopo i fattacci di sabato, strappa un punto all’Avellino e sale a 29, l’altra il Brescia, che con la sconfitta di Carpi resta a 32 e vede la zona play out lontana, ormai, 9 punti. Dall’altra ci sono le squadre che lottano per sfuggire all’ultimo posto per la retrocessione diretta, cercare almeno un salvagente nei play out, o, meglio ancora, raggiungere le posizioni salvezza, che sono in un buon numero e si alternano nelle posizioni di settimana in settimana. Terzultimo, al momento, è il Cittadella, che, dopo la sconfitta col Vicenza, resta fermo a 39 punti. Poi, esattamente 2 punti sopra, a 41, un gruppetto di 4 squadre che si giocano i due posti play out e la salvezza: i posti spareggio, al momento, toccano ad Entella, reduce dal pareggio, in posticipo, nello scontro diretto con la Pro Vercelli, e al Crotone, che pareggia col Lanciano; salve sarebbero il Latina, che perde in casa col Catania, e, appunto, la Pro Vercelli. A tiro restano il Modena, che perde col Pescara e si ferma a 42, e il Trapani, che pareggia in casa col Bari, e sale a 43. Finalmente, per i tifosi siciliani, con la vittoria a Latina, il Catania, dopo un lunghissimo periodo, torna a mettere una distanza di sicurezza tra sé e la zona calda, salendo a 44.

CIANO E’ IL COLORE DI CROTONE – Prosegue l’affollamento in testa alla classifica cannonieri, visto che ad occupare il gradino più alto della graduatoria ora sono in 5, dato che ai 4 di settimana scorsa, tutti a secco (Calaiò, Maniero, Granoche e, ovviamente, Marchi), si affianca Maniero, che apre le marcature del Catania a Latina. Resta a 15 reti, in solitario, Castaldo, mentre gli si avvicinano in 2, a 14 gol, che lasciano da solo Catellani a 13: Mbakogu, che torna al gol, dopo tanto tempo, segnando il primo dei 3 gol del Carpi al Brescia, e colui a cui è dedicata la copertina di questa settimana, un giocatore che con i suoi gol sta cercando di tirar fuori la sua squadra dal fango e che, a segno nelle ultime due giornate, ha regalato 2 punti importanti alla sua squadra, impegnata in match non semplici. Stiamo parlando di Camillo Ciano del Crotone. Ciano è un attaccante, giovanissimo, nato a Marcianise il 22 febbraio 1990, che, proprio nella squadra della sua città natale, il Vernall Marcianise, comincia a muovere i primi passi nel mondo del calcio. Da lì lo preleva il Napoli, per il suo settore giovanile, in cui resta fino al 2009. Quindi comincia la girandola dei prestiti per farlo maturare. Inizia dal Lecco nella stagione 2009/10, in Lega Pro Prima Divisione, in cui gioca 31 partite e segna 8 gol che non servono, però, a salvare la squadra dalla retrocessione. La stagione successiva viene mandato alla Cavese, ancora il Lega Pro Prima Divisione, dove segna 11 gol in 30 incontri, ma, ancora una volta, la stagione si chiude con una retrocessione. All’inizio della stagione 11/12 fa il salto di qualità, perché viene mandato in prestito al Crotone, in B. Qui resta 2 stagioni, segnando 10 gol (7 la prima 3 la seconda) e mettendosi in mostra come uno dei migliori prospetti del nostro campionato ed attirando le attenzioni anche dei livelli più alti. Quindi una stagione divisa tra Padova, fino a gennaio (13 presenze 2 gol), e il neopromosso Avellino (17 presenze e 3 gol), prima di essere acquistato a titolo definitivo da Parma, che, all’inizio di questa stagione, lo gira in prestito, nuovamente, al Crotone, dove diventa un punto fermo della formazione di Drago, uno di quelli su cui il tecnico fa maggior affidamento per cercare di uscire dal pantano della zona retrocessione in cui, in questa stagione, i calabresi si trovano a lottare. E il ragazzo sta rispondendo a colpi di gol, già 12 fino alla scorsa giornata. Poi, come detto, due exploit consecutivi, con quella che sta diventando una sua specialità: la punizione dal limite. Sabato scorso ha portato in vantaggio la sua squadra a Bari, prima che Minala riequilibrasse le cose a 2′ dalla fine, questo sabato, con una parabola quasi identica, ha invertito le parti, pareggiando a 5′ dalla fine il vantaggio di Thiam del Lanciano.

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I DUE VOLTI DELLA B – E’ molto meglio quando c’è da parlare di belle iniziative messe in atto da tifosi, giocatori, società, Lega B. Per esempio questa settimana non si può soprassedere sulla bella iniziativa messa in atto dalla Pro Vercelli, che, aderendo alla campagna Adotta un Campione, che si pone il fine di raccogliere fondi per permettere a giovani atleti, molto speciali, di partecipare alla Coppa del Mondo di Special Olympics di Los Angeles, ha messo all’asta le maglie celebrative della partita “degli scudetti” tra Pro Vercelli e Bologna, di cui si parlò anche in questa rubrica, per aiutare il portiere Vincenzo Chiarelli, durante un evento organizzato al circolo della Pro Vercelli Tennis a cui hanno partecipato giocatori della Pro, dirigenti, oltre ai tennisti Volandri e Nargiso. Purtroppo, però, spesso, c’è anche il risvolto della medaglia, con episodi che, invece, sarebbe meglio non dover raccontare. Questo week end ne è stato, purtroppo, insolitamente ricco. Si è cominciato venerdì con l’alta tensione creata attorno al derby tra Ternana e Perugia, dopo l’arresto da parte della polizia di un giovane, nei pressi dello stadio, con la macchina carica di bastoni, bombe carta ed altri ordigni artigianali, e le denunce di altri tre tifosi fermati nei pressi dell’albergo degli avversari con un martello e diversi petardi. Si è proseguito poi nella notte tra venerdì e sabato con la devastazione perpetrata ai danni dello stadio del Varese da un gruppo di vandali che hanno segato le porte, scavato buche nel campo, danneggiato la panchina dove di solito siede la squadra di casa e lasciato ovunque scritte ingiuriose contro squadra e società, danni talmente gravi da costringere la Lega a decidere per il rinvio alla giornata successiva, senza comminare sanzioni alla società, chiaramente prima danneggiata in tutta questa faccenda. Fortunatamente anche le pagine più brutte possono avere un lieto fine: a Terni, nonostante si temesse anche per l’arrivo di tifoserie gemellate con quella di casa, la partita si è svolta in modo regolare senza nessuno scontro e senza episodi di cronaca da raccontare, anche grazie all’intelligenza dei giocatori bravi a non creare tensioni ulteriori, primi fra tutti Bojinov e Lanzafame, autori di una polemica in settimana per il nuovo taglio di capelli che avrebbe dovuto sfoggiare il bulgaro (con la scritta “Fere” ben in evidenza), che nel riscaldamento hanno, invece, scherzato assieme; a Varese, i tifosi dell’Avellino (la cui dirigenza ha dimostrato grande sportività accettando il rinvio della partita), che erano già arrivati in città e che hanno deciso di aspettare la partita del giorno dopo, hanno trovato assistenza da parte della Croce rossa e ospitalità da parte di famiglie del luogo e, in serata, hanno ricevuto l’offerta di bevande da parte dei tifosi di casa, ed inoltre la squadra di casa, senza la pressione degli ultras rimasti fuori per protesta dopo la chiusura della curva, ma incitata dal resto del pubblico, ha strappato un più che onorevole pareggio allo strafavorito Avellino, in lotta per ben altri obiettivi.

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Alcune immagini della devastazione vandalica

AGLIETTI NEL PIATTO DELL’ENTELLA – Altro cambio della guardia tra i tecnici della serie cadetta, ed anche stavolta è un addio sofferto. Tanta la riconoscenza che l’Entella deve al suo tecnico Prina, che nel giro di tre anni l’ha condotta dalla Seconda Divisione alla storica prima promozione in B, un tecnico, tra l’altro, anche molto attivo nel sociale della realtà in cui si trovava a lavorare. Eppure, a parte rari casi (Foscarini docet…) la ricerca dei risultati non guarda in faccia a nessuno e la riconoscenza incondizionata è una merce molto rara nel mondo del calcio. Così, lo scorso sabato, fatale al tecnico è stata la sconfitta di Modena, che ha riportato i liguri in piena zona play out. Al suo posto è stato chiamato Aglietti. Alfredo Aglietti è un allenatore classe ’70, ex calciatore, attaccante, con una carriera dipanatasi tra la fine degli anni ’80 e i primi anni del nuovo millennio. Nato a San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo ha giocato ad inizio carriera in diverse squadre della sua regione, come Rondinella, Montevarchi e Pontedera e, proprio in quest’ultima squadra, ha cominciato ad assurgere agli onori delle cronache segnando il secondo gol nella celebre amichevole del 1994, in cui la squadra, militante in C2, batté la Nazionale di Arrigo Sacchi. Quindi stagioni alla Reggina (che, diventando capocannoniere della Serie C1, contribuisce a riportare in B), al Napoli (con cui esordisce in A, segnando anche 8 gol), al Verona (tra B ed A) e al Chievo (in B), prima di ritornare nella sua regione a spendere gli ultimi anni di carriera tra Pistoiese e Arezzo e, infine, chiudere sulle isole, prima al Milazzo, in Sicilia, poi in Sardegna, alla Villacidrese, entrambe in D ed entrambe nel 2003, che rappresenta l’anno del suo ritiro dal calcio giocato. Un anno dopo comincia la sua carriera da allenatore e, anche stavolta, parte dalla sua regione: una stagione alla Rondinella in D (16° posto), una alla Sestese (provincia di Firenze), sempre in D (10°) e tre al Viareggio, con cui fa un doppio salto, ottenendo la promozione in C2 la prima stagione, la salvezza ai play out alla seconda e la promozione, pur avendo perso i play off, ma venendo ripescata, alla terza. Nella stagione 2009/10 allena la Primavera della Samp, che conduce fino alla semifinale del campionato, che perde contro il Genoa. Quindi il grande salto, con la chiamata da parte dell’Empoli, in B. Nono posto alla prima stagione che gli vale la conferma anche per la successiva, ma, dato che i risultati non arrivano, a ottobre 2011 viene esonerato, salvo essere richiamato a febbraio 2012 per condurre, comunque, i toscani alla salvezza tramite i play out. Piccolo capolavoro la stagione successiva: chiamato a Novara a novembre, con la squadra in zona retrocessione, compie un’esaltante cavalcata che lo porta a disputarsi la promozione ai play off, perdendo in semifinale. E’, ovviamente, confermato anche per la stagione successiva, ma, ancora una volta l’inizio della stagione non è ottimale e, a novembre, viene esonerato, per tornare, ancora una volta, a febbraio e portare la squadra ai play out. Dopo la sconfitta nella gara d’andata, però, viene, in modo un po’ insolito, nuovamente esonerato. Quindi all’inizio di questa stagione è senza squadra, e tale rimane fino alla scorsa settimana, quando viene chiamato per risollevare le sorti della neopromossa Entella, risucchiata nel pantano della zona play out. Esordio senza infamia e senza lode, con un pareggio a reti bianche proprio nello scontro diretto con la Pro Vercelli, con le due squadre, che, quindi restano appaiate a 41 punti, formando un gruppo a 4 con Crotone e Latina.

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BJELICA NON LE MANDA A DIRE – Una delle caratteristiche che hanno reso Bjelica un idolo del pubblico spezzino, indipendentemente dai buoni risultati che sta ottenendo sui campi di gioco, è che è un uomo dalla forte personalità, che non guarda in faccia a nessuno e, soprattutto, che non usa giri di parole, non cerca di indorare la pillola, ma dice quello che pensa in modo schietto e onesto. Un personaggio sanguigno, il cui carattere focoso in campo è già costato diverse squalifiche e diffide per scontri verbali anche piuttosto pesanti con una classe arbitrale che, in questa stagione, non viene considerata esattamente un’alleata e sta dando non pochi grattacapi alla società ligure. Di fronte ai microfoni nelle interviste a fine partita, Bjelica si è sempre presentato in modo onesto, ammettendo errori e responsabilità, non nascondendosi mai dietro ad un dito e parlando sempre in modo chiaro, esprimendo sempre il suo pensiero, anche se questo poteva essere considerato “scomodo”. Ne diede prova nei giorni seguenti alle parole di Lotito, quando espresse la sua preoccupazione per il rischio di un campionato falsato da tali parole, con gli arbitri impegnati a dimostrare di non far parte di una cospirazione contro squadre come Carpi e Frosinone e, quindi, inconsciamente, a favorirli. Si è ripetuto sabato, dopo la partita di Bologna. Antefatto: due giornate fa lo Spezia è impegnato nella trasferta di Crotone, da cui esce sconfitto per 2-0 ma tra vibranti polemiche che portano anche Angelozzi a schierarsi apertamente battendo i pugni per chiedere maggior rispetto (come descritto anche in questa rubrica). Gli aquilotti lamentano un rigore non assegnato sull’1-0 per i padroni di casa, che porta, anzi, all’ammonizione di Migliore che, appena un minuto dopo, per un fallo di mano a centrocampo, viene espulso lasciando i suoi in 10 per più di un’ora, oltre ad un altro fallo in area su Catellani. Benché di questi episodi si faccia menzione nelle trasmissioni post partita di Sky e nonostante tutto lo strascico polemico che si portano dietro, al momento di montare gli highlights, il canale satellitare decide di montare un servizio in cui non viene mostrato neanche uno degli episodi incriminati, neppure quello che genera la prima ammonizione di Migliore, come, invece, per prassi della rubrica televisiva, viene fatto tutte le volte che c’è un espulsione per doppia ammonizione, e vengono mostrate solo le azioni del Crotone. Sabato a fine partita, dopo aver analizzato la buona prova dei liguri a Bologna, andati vicinissimi al colpaccio nei minuti di recupero, una domanda di Simone Barone scatena il tecnico aquilotto. Il giornalista di Sky chiede se, secondo il tecnico, dopo la bellissima vittoria col Livorno, la causa della mancanza di vittorie sia stata una carenza di concentrazione, forse per appagamento, da parte dei suoi. Bjelica ha risposto secco, ma senza trascendere nei toni: “No! Dopo Livorno abbiamo vinto con il Latina fuori casa. Per il resto, perché non analizzate come abbiamo perso? Vi chiedo solamente questo. Perché ho visto i vostri highlights della partita contro il Crotone e mi sembrava un’altra partita.Voi avete visto una partita, noi ne abbiamo vista un’altra. Non mostrate sempre quello che si è visto in campo. E per questo non posso essere arrabbiato con la mia squadra perché non ha vinto 3 partite. Ha dimostrato sempre un buon atteggiamento, che è quello che conta…Non avete messo niente dello Spezia, nessuna situazione polemica, nessuna occasione dello Spezia, sembrava che avesse giocato solo il Crotone. Per me era un po’ vergognoso, però va bene, tutti sbagliamo.” Non sarà ancora del tutto padrone della lingua, ma sa perfettamente come farsi capire e non le manda, di certo, a dire.

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