Forever Aquile: Riccardo Meggiorini

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Continuiamo con il calcio giocato, ovvero parlando ancora di calciatori e, questa volta, a differenza della gran parte degli atleti di cui si è parlato finora, dedichiamo la puntata ad un giocatore che è ancora nel pieno dell’attività agonistica. Un giocatore che doveva essere uno dei talenti della nuova generazione, ma la cui carriera, fin qui, non è mai completamente esplosa secondo quelle che erano le prospettive, un discreto attaccante con tanta esperienza in provincia, sui campi delle prime tre divisioni nazionali, che a Spezia ha giocato quando era ancora un giovanissimo prospetto. Parliamo di Riccardo Meggiorini.

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GLI INIZI E LE SPERANZE IN MAGLIA NERAZZURRA – Meggiorini nasce a Isola della Scala, in provincia di Verona, il 4 settembre 1985, dove comincia a muovere i primi passi nel mondo del calcio, prima di entrare nel vivaio del Verona, in cui resta tra il ’97 e il 2000, quando lo preleva il Bovolone, squadra sempre in provincia di Verona, che assiste alla sua crescita, a suon di gol, da Allievi a Juniores. Da qui, nel 2003, lo prende l’Inter, prima in prestito, poi a titolo definitivo, per inserirlo nella sua Primavera, con cui gioca per due stagioni, mettendosi, anche qui, in evidenza a suon di gol, tanto da convincere Mancini a farlo esordire in A per una partita, nella stagione 2004/05, a Cagliari. Attaccante rapido, dai piedi buoni e dal buon dribbling, che può rivestire tutti i ruoli dell’attacco, dotato di un discreto senso della posizione e di un pericoloso tiro dalla distanza, l’Inter sembra puntare molto su di lui, e quindi lo manda a maturare nelle serie minori. La prima squadra scelta è, appunto, lo Spezia, durante il mercato invernale, proprio della stagione 2004/05.

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Un giovanissimo Meggiorini a segno nel derby Primavera

6 MESI IN MAGLIA BIANCA – Meggiorini, quindi arriva allo Spezia a gennaio 2005, a campionato già avviato. Sono gli anni in cui la squadra aquilotta è in ottimi rapporti con l’Inter (che presto entrerà in società, rilevando delle quote), che la sceglie per inviare diversi dei suoi migliori prospetti a maturare. Succede due anni prima con Pandev, con discreti risultati, ci riprova in questa stagione con Meggiorini, anche se le cose non vanno allo stesso modo. Lo Spezia in cui arriva l’attaccante è una squadra vicina ad una svolta. La dirigenza vede ancora al comando Angelo Zanoli, quello dello Spezia dei record di Mandorlini, ma l’aria di smobilitazione pare evidente. La società ci prova un’ultima volta ad approdare in B, affidando la squadra ad Alessandrini, ottimo tecnico di categoria, che, però, invece, non trova la quadratura e guida una barca che beccheggia molto in mezzo alle onde. E’ il primo anno che la composizione dei gironi prevede una divisione dell’Italia in verticale, così che, per la prima volta, lo Spezia si trova a giocare sui campi del Sud. Forse anche questo destabilizza un po’ la squadra che non ottiene risultati soddisfacenti. Nel mercato di gennaio, come detto, arriva anche Meggiorini e gioca la sua prima partita, da titolare (uscirà al 63′), alla 16^, ad Acireale, con la partita che si chiude sull’1-1. Il tecnico resiste ancora 4 partite, poi, fatale la sconfitta a Frosinone alla 23^, viene esonerato a favore di Dominissini. Se già Alessandrini aveva dato l’impressione di usarlo col contagocce (delle 4 partite che dirige, in 2 subentra e in 2 resta in panchina), con Dominissini non è che le cose migliorino, tanto che alla fine del campionato le presenze saranno solo 10, di cui solo 3 da titolare (oltre al suddetto Acireale, il Grosseto in casa alla 26^ e il Vittoria, sempre in casa, alla 35^, e sempre, poi, sostituito), con nessun gol segnato e con pochi spunti degni di nota. Il cambio di allenatore non sortisce i risultati sperati in campionato, chiuso al 7° posto, a 52 punti, a 7 dalla zona play off, dati da 13 vittorie, 13 pareggi e 10 sconfitte, 46 gol fatti e 38 subiti. Molto meglio, invece, le cose vanno in Coppa Italia di Serie C. Fase a gironi superata in agosto, come parte di un gruppo con Massese, Carrarese, Sassuolo e Reggiana, in cui giunge seconda dietro la Massese. A novembre i sedicesimi, contro il Castelnuovo, eliminato con uno 0-0 in trasferta e un 3-0 al Picco, a gennaio gli ottavi, con la Lucchese, battuta 1-0 al Picco dopo l’1-1 a Lucca. Meggiorini gioca entrambe le partite con i rossoneri, da titolare e per tutta la partita. Tutte queste partite vedono sulla panchina Alessandrini. All’era Dominissini appartengono i quarti, giocati con l’Ivrea, sconfitta a domicilio per 1-0, in un incontro che il giovane attaccante non gioca, seguito da un 1-1 al Picco, in cui gioca per 64′. Le semifinali vedono come avversario il Cittadella, con gli aquilotti che ribaltano il risultato dell’andata, in cui perdono 2-0, con un secco 3-0 al Picco. Meggiorini gioca entrambi gli incontri, sempre subentrando a partita in corso. Queste sono le ultime presenze per lui in Coppa, perché, poi, non giocherà nessuna delle due partite di Finale che disputerà la squadra ligure, contro il Frosinone, con vittoria per 1-0 al Matusa e pareggio, in rimonta, per 1-1 al Picco, che consegna il trofeo agli uomini di Dominissini, primo nella storia della società bianconera e primo e, al momento, unico, anche nella carriera di Meggiorini. A fine stagione lo Spezia subirà una rivoluzione, che porterà Ruggeri alla guida della società, colui che riporterà in B le aquile dopo più di 60 anni, quindi il giovane attaccante fa ritorno alla casa madre, dopo 15 presenze in maglia bianca nelle varie competizioni e nessun gol segnato.

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IL RESTO DELLA CARRIERA IN GIRO PER L’ITALIA – Lasciato lo Spezia, l’Inter lo manda ancora in prestito, ancora in C1, ma stavolta al Pavia, con cui colleziona 12 presenze. Avrebbe l’occasione, quindi, di incontrare nuovamente gli ex compagni nell’incontro d’andata che pone di fronte le due squadre, che si conclude con un 4-0 per gli aquilotti, ma Meggiorini non gioca. Rimane fino a gennaio, senza segnare gol, quindi, nel mercato invernale, va, in compartecipazione, al Cittadella, ancora in C1, giusto in tempo per incontrare nuovamente i liguri, portando a casa una vittoria per 1-0, ancora una volta, però, senza giocare. Chiude la stagione con 10 presenze e segnando i suoi primi 3 gol tra i professionisti. Quel campionato di C1 si concluderà con la promozione diretta dello Spezia in B, con il Pavia che arriverà alle semifinali play off, e il Cittadella 6°, a 2 punti dalla zona spareggi. Resta a Cittadella per le seguenti tre stagioni, raggiungendo la sua consacrazione definitiva: 5 gol nel 06/07, 15 nella successiva, quando, anche con un gol nei play off, contribuisce alla promozione in B dei veneti, con cui esordisce in serie cadetta la stagione dopo, presentandosi con un bottino di 18 gol. A questo punto sembra maturo per la A. L’Inter lo riscatta e lo inserisce nello scambio con il Genoa che porterà a Milano Milito e Thiago Motta, mentre i rossoblù lo mandano, in compartecipazione al Bari, dove gioca la sua prima stagione completa in massima serie, mettendo insieme 31 presenze e i suoi primi 5 gol in A. Riacquisito il giocatore alle buste, i liguri, stavolta, lo mandano, sempre in compartecipazione, al Bologna, ma la stagione è da dimenticare, visto che Meggiorini segna un solo gol in 29 presenze. Il Genoa, a fine campionato, lo fa ancora interamente suo, ma, ancora una volta, non gli fa vestire la maglia rossoblù, mandandolo in prestito al neopromosso Novara, con cui resta fino a gennaio 2012 giocando 13 partite e segnando un gol, peraltro molto significativo, visto che è contro la sua ex squadra, l’Inter, che contribuirà, quindi, a battere. A gennaio va, in comproprietà, al Torino, scendendo in B, dopo 3 anni, ma ci resta poco, visto che, anche i suoi 4 gol contribuiscono al ritorno dei granata in massima serie. Il Torino lo rileva a titolo definitivo e lo conferma anche nei due successivi campionati di A. Nel primo gioca 31 incontri segnando 3 gol, di cui 2, sua prima doppietta in maglia granata, ancora all’Inter, con cui dimostra di avere un conto sempre aperto, nel secondo, in 34 presenze non segna neanche un gol, ma lavora molto per i compagni. All’inizio di questa stagione si accasa al Chievo, dove gioca tuttora, avendo segnato, fin qui, 3 gol, ma lavorando molto, anche qui, per i compagni.

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