Torino e i due volti del derby, lo stop della Lazio e l’ormai ritrovato Napoli. Verso la volata finale

SERIE-A-LOGO-OK

Tanti i temi e tanti i gol (35 per l’esattezza) che han fatto da contorno alle trentaduesima giornata di serie A. Radar puntato su Torino e sul derby della Mole, un match che avrebbe potuto dire tanto, e alla fine si è detto, addirittura, più di quanto ci si aspettasse alla vigilia. La Juve vuol ammazzare il campionato e far suo il quarto scudetto consecutivo, l’altra sponda, quella granata, ancor intenta a sognare un piazzamento europeo, imitando quanto fatto nella passata stagione. Alle spalle della capolista continua la sfida serrata e tutta romana per il secondo posto (sinonimo di accesso diretto alla prossima Champions). “Tra i due litiganti, il terzo gode”, un motto di cui Benitez, insieme al suo Napoli, vorrebbe volentieri usufruire. Partenopei sempre nel vivo della lotta. Più distaccate, ma non fuori dai giochi, Samp e Fiorentina. Umori opposti e obiettivi diversi nella Milano, in particolare quella rossonera: clima teso, insulti e definitiva rottura tra Inzaghi e la squadra. Animi più rilassati sul versante nerazzurro. Qui Mancini sembra aver finalmente trovato la giusta sintonia con gruppo e società e già si pensa al futuro che verrà. Giochi apparentemente fatti in coda: difficilmente nella prossima stagione Cagliari, Cesena e Parma disputeranno il medesimo campionato. E mercoledì si ritorna in campo.

UNO SPRECO – All’Olimpico di Torino, tempio del Toro e della tifoseria granata, va in scena il derby numero 140. Stracittadina dai due volti: il primo, quello bello, offerto dal campo. Coreografie, intensità, emozioni, voglia di vincere, la magia di Pirlo, la risposta di Darmian e quella successiva di Quagliarella (l’ex di turno). E ancora il Toro che torna a vincere il derby dopo vent’anni, la Juve che vede rimandata la festa per il quarto scudetto consecutivo. Lato due, quello che rischia di oscurare e metter in secondo piano quanto appena detto, in altre parole quello brutto, quello di cui preferiremo sempre farne a meno: pullman juventino colpito dal lancio di oggetti dai sostenitori granata e lo scoppio di  una bomba carta nel settore occupato dai tifosi locali. Resoconto, un finestrino rotto e dieci tifosi feriti, due gravemente. Due opposti che, a malincuore, si attraggono, si scelgono e si mescolano andando a rovinare un giorno di festa, la festa del calcio, la festa del Toro che crede nell’Europa. Per la Juve cerimonia solo rinviata.

tifoseria granata

GIOCHI APERTI – Dopo le otto vittorie di fila e la sconfitta rimediata allo Juventus Stadium, la Lazio di Pioli frena ancora contro il Chievo e vede sfumare il tentativo di allungo sui cugini giallorossi, malamente sconfitti dall’Inter a San Siro. Ringrazia il Napoli che nel posticipo di giornata demolisce la Samp, un’altra delle contendenti per l’Europa. La doppietta di Higuain e le lacrime di Insigne (per il gol ritrovato) sono il giusto contorno di un Napoli che all’indomani del ritiro punitivo è tornato a dettare calcio, divertendo i tifosi e il proprio presidente. E chissà magari anche Mihajlovic, il nome più gettonato per il dopo Benitez. Per la sua Samp altra brusca caduta. Cade ancora anche la viola contro il Cagliari, o meglio contro quel che resta del Cagliari, ovvero il cuore. I sardi, orfani di Zeman, condannano Montella e scatenano i fischi del Franchi.

Insigne

CHE CAOS – Sconfitto e afflitto dall’Udinese, ormai a questo Milan non resta che sperare che da qui al termine della stagione il passo sia breve. La linea sottile tra Inzaghi ed il suo futuro sulla panchina rossonera sembra essersi definitivamente distrutta. Tra il tecnico piacentino ed i giocatori non v’è più sintonia, ammesso che ce ne fosse mai stata, il tutto testimoniato dalle urla e dagli insulti nel post gara. Intanto sul fronte societario si attendono risposte da Mr. Bee che nelle prossime 24h busserà alla porta di Arcore. Sarà rinascita?

Filippo_Inzaghi

TRA INCUBI E SALVEZZE – L’ottimo andamento del Palermo di Iachini viene macchiato dalla sconfitta esterna contro il Parma. I rosanero diventano la nuova vittima dei gialloblu tutto cuore di Donadoni che rimandano l’appuntamento con la matematica retrocessione in B dopo un’annata da dimenticare. Fa festa il Verona in seguito alla vittoria sul Sassuolo: decisiva la doppietta di Luca Toni che raggiunge quota 17 gol ad una sola lunghezza dal leader Tevez. Un punto per parte, quattro gol e qualche pugno di troppo nella sfida dell’Atleti Azzurri tra Atalanta e Empoli. Denis firma il pareggio bergamasco in zona Cesarini prima di porsi sul taccuino dei “cattivi” per un pugno rifilato a Tonelli. Vittoria del Genoa che annulla le già misere speranze di salvezza del Cesena.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *