L’Inter quasi fallisce la… ‘prova del nove’: a Udine i nerazzurri passano 2-1

Udinese-Inter

L’Inter bissa il successo sulla Roma con le reti di Icardi e (finalmente) Podolski, complice anche un’Udinese masochista, rimasta persino in 9 nella ripresa: eppure capace di tenere sulla corda gli ospiti fino al 94′.

UDINESE – L’Inter coglie la seconda vittoria consecutiva (che poteva essere la quarta di fila senza lo stop nel derby) sul terreno fatale solo alcuni giorni fa al Milan: il 2-1 rifilato all’Udinese rilancia i nerazzurri in chiave europea -specialmente se la Juventus dovesse battere la Fiorentina- ma lascia l’impressione di un cantiere aperto: una squadra che vince pure con merito ma soffre oltre il dovuto con un avversario rimasto in 9 in maniera davvero ingenua ma capace, fino alla fine, di spaventare un’Inter che -specie nei momenti di difficoltà- tende ad avere paura della propria ombra.

COSI’ IN CAMPO – Moduli speculari per le due squadre. Stramaccioni ripropone l’undici che ha battuto il Milan, un 4-3-1-2 in cui la novità è il partner di Di Natale (Thereau anziché Geijo): nel centrocampo muscolare disegnato dall’ex tecnico nerazzurro è Guilherme il vertice alto, con Pinzi, Allan e Badu a coprirgli le spalle. Tra gli ospiti, invece, la sorpresa è il ritorno tra i titolari Kovacic che, assieme a Medel (tornato dalla squalifica e preferito a Gnoukouri) e Guarin giostra qual che metro dietro Hernanes. In difesa, stante le squalifiche di Juan Jesus e Ranocchia, è Felipe il partner di Vidic mentre Santon torna titolare a sinistra.

HERNANES SU TUTTI – Buona Inter nei primi 45′ con l’Udinese che, rispetto alla gara col Milan, appare più timorosa e mai riesce a innescare il duo là davanti. Tra i nerazzurri pare in ottima forma Hernanes, da cui tutto nasce ogni volta che la squadra di Mancini riparte. L’avvio è ben ritmato con Guarin e il dirimpettaio Allan che provano a prendere le misure dalla distanza. Intanto Rocchi comincia a distribuire (giustamente) dei ‘gialli’: ne fanno le spese -molto ingenuamente- Guarin, Pinzi e, poco dopo, Domizzi. Per vedere due palle-gol degne di nota tocca citofonare ancora “Hernanes” (insidiosa punizione al 16′) e “Guilherme” (intervento a colpo sicuro sventato da un attento Vidic). Alla mezz’ora gli ospiti hanno due nuove chance (né il ‘Profeta’, né Icardi riescono a impensierire Karnezis) mentre una solenne inzuccata tra Vidic e Thereau manda KO il secondo, costretto a rientrare con un turbante. Con l’Udinese schiacciata nella propria metà campo, l’Inter attua un possesso un po’ sterile (Kovacic non pare ispiratissimo nemmeno stasera) ma punge nelle ripartenze: e, in una di queste (40′), Domizzi interrompe fallosamente la corsa di Hernanes: sarebbe cartellino ‘arancione’, ma basta il ‘giallo’ per lasciare i friulani in 10. Sarà lo spartiacque del match, mentre i Mancio-boys concludono la frazione all’arrembaggio, lasciando intravedere il canovaccio della ripresa.

LA ‘PROVA DEL NOVE’ – Al rientro in campo è proprio Kovacic a dare lo strappo decisivo. Il croato viene steso in area da Danilo: il contatto è dubbio ma Rocchi concede il penalty che Icardi trasforma tra le proteste del pubblico del “Friuli” (48′): 0-1. Manco il tempo di festeggiare e Mancio riceve l’ennesima pugnalata dai suoi: bellissimo break di Allan che imbecca Di Natale, il quale brucia due difensori (si fa per dire…) nerazzurri e fulmina Handanovic: 1-1 e 205esima rete in A, agganciando un certo Roberto Baggio… La gara qui ‘esplode’: Palacio sbaglia a tu per tu con Karnezis (58′) pochi secondi prima che la follia di Badu (secondo ‘giallo’ per proteste) lasci i bianconeri in 9. Qui l’Inter non ha più alibi: Mancini toglie un Guarin sotto tono e mette dentro Podolski (mentre Stramaccioni avvicenda Di Natale -standing ovation per lui- con Kone). Ed è proprio il tedesco che, finalmente, smette i panni del brutto anatroccolo e si inventa un gran sinistro dalla distanza che si infila nel ‘sette’ e vale il 2-1 (65′). Il match sembra chiuso quando ancora il tedesco (72′) sfiora il raddoppio con un diagonale fuori di poco. E invece… E invece i nerazzurri pian piano cominciano a fare accademia, senza più la cattiveria di affondare. E gli ultimi minuti, compresi i 4 di un recupero-thrilling, diventano un’insostenibile sofferenza: la squadra di Stramaccioni, con due uomini in meno, prima costringe all’ammonizione Palacio e Medel poi, nell’extra-time, sfiora il 2-2 col neo entrato Perica, il cui tuffo si testa a colpo sicuro è sventato da D’Ambrosio; sul successivo corner, su cui sale anche Karnezis, l’ultimo brivido viene da Handanovic che smanaccia male. Ma finisce lì, con l’Inter in affanno che coglie una vittoria pure meritata ma certo sofferta in maniera maledetta e inopinata: l’Udinese ha il demerito di aver perso la testa nei momenti topici (le due espulsioni, il rigore dubbio ma certo ingenuo) e il merito di aver riacciuffato subito gli ospiti, seppure in 10. Come sarebbe andata a finire questa partita in 11 contro 11, forse, lo spettatore neutrale lo può immaginare. O forse no: con la pazza (e schizofrenica) Inter non si può mai sapere…

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UDINESE-INTER 1-2 (0-0)

MARCATORI: Icardi (I) su rigore al 3′, Di Natale (U) al 5′, Podolski (I) al 20′ s.t.
UDINESE (4-3-1-2): Karnezis 6,5; Widmer 5,5, Danilo 6+, Domizzi 4,5, Piris 5,5; Allan 7 (MIGLIORE IN CAMPO), Pinzi 6, Badu 4; Guilherme 5,5 (dal 44′ p.t. Pasquale 5,5; dal 40′ s.t. Perica s.v.); Thereau 5+, Di Natale 7- (dal 16′ s.t. Kone 6). (Scuffet, Meret, Fernandes, Perica, Zapata, Brubnijc, Hallberg, Gabriel Silva, Geijo, Aguirre). All. Stramaccioni 6+.
INTER (4-3-1-2): Handanovic 6-; D’Ambrosio 6,5, Vidic 6+, Felipe 6,5, Santon 5,5; Guarin 5+ (dal 20′ s.t. Podolski 7), Medel 5.5, Kovacic 5,5; Hernanes 6,5 (dal 45′ s.t. Gnoukouri s.v.); Palacio 5,5, Icardi 6+. (Carrizo, Obi, Sciacca, Gnoukouri, Puscas, Donkor, Nagatomo, Brozovic, Shaqiri, Dimarco, Bonazzoli). All. Mancini 6,5.
ARBITRO: Rocchi di Firenze
NOTE: ammoniti Pinzi (U), Guarin (I), Widmer (U), Palacio (I), Medel (I) per gioco scorretto, Podolski (I) per proteste. Espulsi Domizzi (U) al 40′ p.t. per doppia ammonizione (proteste e gioco scorretto) e Badu (U) al 13′ s.t. per proteste

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