Inter, Mancini: «Vidic è cresciuto. Europa? Non dipenderà solo da noi»

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Appiano Gentile – La vittoria di Udine ha riportato l’Inter nelle posizioni che valgono l’Europa. Ecco perché Mancini vuole raccogliere il massimo da qui sino alla fine della stagione. Domani contro il Chievo non sono ammesse distrazioni. Palacio si, Podolski no. Almeno dal 1′.

LA SVOLTA – Lo scossone giusto è arrivato dopo la vittoria contro la Roma, l’unica vera big sconfitta in questa stagione. Poi il bis contro l’Udinese. Ora l’Inter non si vuole più fermare: «Domani partita importante per capire se possiamo giocarcela nelle ultime quattro partite e vedere. Dovremmo vincere questa, poi Lazio, Juve, Genoa, Empoli, non sono partite semplici, forse molto dipenderà da domani». Già, domani sarà l’ultima chance per l’Inter per non perdere il treno che porta in Europa: «E’ una partita delicata, il Chievo è in forma, sta bene, gioca tranquillo, sarà una partita molto dura, dovremo fare un a grande partita per vincere, facendo quello fatto a Udine nei primi 60 minuti». Sarà un finale di stagione da cardiopalma: «Nel calcio può accadere qualsiasi cosa, abbiamo le qualità per continuare, poi ogni partita ha tante insidie e difficoltà, vediamo domani contro il Cheivo se la squadra riuscirà a vincere, Lazio-Inter è aperta a qualsiasi risultato, come anche la partita con la Juve».

LE RISCOPERTE – Dopo un inizio altalenante, Vidic è la piacevole riscoperta di queste ultime giornate: «E’ migliorato fisicamente molto, è cresciuto, è un giocatore che aveva esperienza e qualità, insieme alla condizione fisica ottimale sta facendo bene. Un giocatore in generale alla sua età deve allenarsi di più, Zanetti è l’emblema, non ha mai saltato allenamenti ed ha giocato fino a 40 anni, ha fatto benissimo ed è stata una cosa positiva. Prima faceva fatica, nell’ultimo mese la sua condizione fisica è totalmente cambiata». Finalmente anche Podolski si è sbloccato: «Sono felice che abbia fatto gol, lo meritava, era stato sfortunato in tante occasioni, professionista esemplare, rimasto in panchina senza dire niente, per domani non abbiamo preso decisioni definitive, ci sono situazioni da valutare bene». Giocatori simbolo? «Penso che non c’è un giocatore solo, ci sono quelli più esperti tipo Guarin, Palacio, Medel, Vidic. Loro stanno facendo bene in questo momento e forse riescono a mettere a disposizione della squadra le loro qualità». C’è però un po’ di rammarico per non aver raggiunto gli obiettivi prefissati: «Per me è negativa perché le mie aspettative erano altre. Poi se si dovesse arrivare quinti non sarebbe male per come si era messa la stagione. Il mio obiettivo era arrivare secondi o terzi, per questo il giudizio è negativo».

LA FORMAZIONE – Mancini recupera Ranocchia e Juan Jesus dalla squalifica, schierati titolari dal 1′ con il rinato Vidic e D’Ambrosio, favorito su Santon. Rombo di centrocampo con Medel vertice basso, Brozovic e Guarin mezze ali ed Hernanes vertice alto. In avanti, accanto a bomber Icardi, duello Palacio-Podolski, con l’argentino favorito.

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