Guida Inter-galattica per sadomasochisti

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Dopo l’indecente pareggio col Chievo che ha frustrato il Grande Progetto Nerazzurro (ovvero vincere tre gare di fila), il tifoso sconsolato si chiede se sia ancora possibile uscire dal pantano di mediocrità in cui sono sprofondati i nerazzurri. Quale 2015 si prospetta per la squadra di Thohir, di Mancini e (ancora per poco) di Podolski? Ecco di seguito una breve guida (inter)galattica per tornare a vedere le stelle: dato che, come dice Cassano, “dopo il cielo c’è l’Inter” e dopo l’Inter meglio non saperlo se questo è ciò che c’è dopo il cielo.

La Juventus vince il suo 68esimo scudetto (31esimo al netto delle ritenute IRPEF e a seguito dell’adeguamento al costo della vita per il 2015, OK, ma sempre 68 rimangono), Berlusconi vende -col cuore in mano- il Milan a sé stesso in attesa che qualche partner asiatico gli dia i soldi per farlo, la Roma festeggia come uno scudetto l’esser tornata la principale antagonista dei bianconeri a perdere lo scudetto mentre il Napoli è pronto all’impresa impossibile: agguantare il secondo posto dopo aver recuperato una quarantina di punti avendo però ben cura di farsi eliminare dagli outsider del Dnipro in semifinale di Europa League in una di quelle serate che solo gli azzurri di Benitez, con l’imprescindibile cilicio del 4-2-3-1-senza-se-e-senza-ma, sanno regalare. E l’Inter? La squadra di Moratthohir (uno il braccio, l’altro lamento: e non in quest’ordine) pareggiano miseramente in casa col Chievo, rinviando -con svizzera puntualità e shaqira mollezza- l’ennesima rivoluzione oltre che un traguardo che, con gli ultimi tre allenatori, sembra diventato un’utopia: vincere tre gare di seguito. Se queste sono le basi su cui deve partire il ‘Progggetto’ del prossimo anno, le concorrenti per lo scudetto sono avvisate: ci sarà da ridere.

Ma questo declino -anzi no: quale declino- questo lento galleggiare nella brodaglia della propria mediocrità proprio non ha una fine all’orizzonte? Una luce al termine del tunnel che chiunque, in questo momento, potrebbe fare tra le gambe di Ranocchia? Ma no: basta disfattismo. Un altro futuro è possibile: “Sky is the limit” e, se proprio proprio, il Fair Play Finanziario. Ecco alcuni modi per uscire con la grazia di Ronaldo dal pantano nerazzurro e risollevare l’imbruttito popolo baùscia verso il nero e l’azzurro del cielo. Piccola Guida (Inter)galattica per sadomasochisti.

1. INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL BRAND – A che punto è la vendita delle magliette #17 di Kuzmanovic in Estremo Oriente? Nagatomo non è ancora diventato l’ariete tascabile con cui penetrare lascivamente nelle pieghe del mercato asiatico? Niente paura. La seconda ondata di ‘top player’ che Thohir si troverà sulla lista della spesa del Mancio (vedi punto 2) darò l’input decisivo alla tanto agognata internazionalizzazione del brand: e il testimonial sarà il mascellone forgiato nel titanio di Vidic (l’hanno comprato apposta, presentandolo orgogliosamente come “noi abbiamo quello che al Manchester United…”) che, in processione assieme a una fedele riproduzione di cera dell’indimenticato Javier Zanetti (-“no, aspetta, ma questo è quello vero!”, –“e che ne so: ho visto che il ciuffo pareva finto!”), porterà il Verbo Nerazzurro tra Giakarta, Shanghai e dintorni. Oltre ai due ‘ambasciatori interisti’, altri membri della rosa potrebbero unirsi al pellegrinaggio promozionale, molto più propensi ad affrontare anche tigri e predatori tropicali piuttosto che farsi prendere a pallate da Real Madrid e Bayern Monaco nella tournée estiva che l’Inter ha in programma.

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[Penetrazione nei mercati asiatici, estate 2015]
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2. RUOLO “À LA FERGUSON” PER IL MANCIO – Ampliare il raggio d’azione del tecnico jesino, coinvolgendolo maggiormente nella programmazione finanziaria e nella scelta e supervisione diretta dei talenti, giovani e non, che il club ha intenzione di acquistare, dando così vita a una virtuosa commistione di management e guida tecnica nel solco inaugurato e consolidato col tempo da sir Alex Ferguson allo United? No no: è proprio che o Thohir spunta tutte le voci della lista della spesa di Roberto Mancini oppure il patron si scorda la Champions’ League e pure l’ex tecnico del City

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[“…e niente, poi solo Yaya Touré, Lamela e Hummels. Basta, dai”]

3. DARE A GUARIN LE CHIAVI DEL CENTROCAMPO… – …poi fingere di farle cadere per terra e, quando il colombiano si china per raccoglierle, tramortirlo e trasferirlo nottetempo -finché è ancora privo di sensi- nella MLS, facendolo firmare coattamente per i D.C. United, l’altra squadra di Thohir. Gli occupanti del Terzo Anello di “San Siro” rimarranno orfani delle sue leggendarie ‘lecche’ alla Cesar Prates.

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[Natural Born Leaders]

4. AUTO-ESCLUDERSI DALLE COPPE EUROPEE PER TIPO 15 ANNI – La sanzione pecuniaria della UEFA per aver violato le regole del FPF potrebbe ridursi a solo una multa di 6-8 milioni -praticamente il budget di Peter Help (Pietro Ausilio, al di fuori delle segrete stanze del marketing inthoresiano) disporrà per le prossime 10 sessioni di calciomercato- senza dover ridurre necessariamente la rosa a 21 elementi e subire il ‘blocco’ del mercato (tanto guadagni, tanto spendi, tanto ti attacchi) se l’Inter non si qualificherà per la prossima Europa League. <Blink!>, l’illuminazione: perché non rinunciare per i prossimi anni a partecipare alle coppe europee (sempre ammesso che la Beneamata ci torni…) dando vita a una sorta di autarchia nerazzurra in cui i nostri si auto-sostenteranno dominando in lungo e in largo il campionato italiano, al fine di risanare i conti ed avere sempre le serate di metà settimana libere, no? (No?!).

-The Special Fass-One: “Piero, che c’é? Ti vedo perplesso…”

-Peter Help: “Non so, Marco. Forse ho sbagliato ideologia

[“Quant’è bbbuooooonoooo il campionato…!”]

5. ULTIMO STADIO (DI PROPRIETÀ) – Se oggi non hai uno stadio di proprietà non sei proprio nessuno e dopo che è stato svelato il progetto dell’opera che ospiterà i ‘cugini’ al Portello, Thohir e Moratti vogliono correre ai ripari: all’impianto più contenuto, multi-funzionale e vagamente mimetico che sarà la nuova casa dei rossoneri, la direzione bi-cefala dei nerazzurri replicherà con uno stadio da 240.000 posti a sedere, uni-funzionale (nessuno saprà il perché ma lo sgarbo al geometra Galliani sarà servito, tié) e capace pure questo di nascondere il prato così da non mostrare proprio a tutti tutti lo scempio che dovesse andare in scena sul rettangolo di gioco. Ubicazione? Per non violare la sacralità del “Mezza”, si scegliere di edificare in zona Baggio o Corsico, in linea con l’attuale andazzo tecnico-societario.

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[Sempre all’attacco, anche per inerzia]

6. IL ‘PIANO M’ – -Oh, ma ce l’abbiamo un piano B? -No, quello si è già comprato il Meelan? -Ma non mr. Bee! Intendevo una soluzione di ripiego se pure per il 2015/2016. sai, dovesse andare tutto in vacca… -Ah.. boh. Ma… senti: noi non abbiamo ancora sotto contratto il mistéh? -Eh? Beh… si. Ma non mi vorrai dire che… -Scusa, non faceva tanti punti quanti Mancini? -Si, ma a livello di visual communication… cioè… capisci? -C’hai ragione. Però con quella mano bionica nelle ultime giornate prima dell’esonero, faceva molto futuristico… Magari lo si rivende come un replicante depurato dai vecchi difetti… –Deh, via: ora lo si chiama: mi hai convinto! Però se comincia a snocciolare le statistiche dei calci d’angolo lo si ri-esonera ma stavolta con l’onta di essere sostituito da Stramaccioni.

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[Il caro, vecchio mistéh]


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