Il poker bianconero, la battaglia romana, i disastri milanesi: la 34esima tra lotte e verdetti

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34 giornate ed ecco servite le prime sentenze: detto del Parma, già retrocesso nella serie cadetta, ecco la Juve che, senza apparenti difficoltà, si aggiudica il quarto scudetto consecutivo, il primo dell’era Allegri, dopo i tre targati Antonio Conte. Giochi aperti in ottica secondo posto. Roma e Lazio continuano a darsi battaglia in attesa di sapere chi vincerà la “guerra”. I giallorossi confermano contro il Genoa i progressi dimostrati nelle ultime uscite e, complice il successo contro il grifone, scavalcano in classifica la Lazio stoppata a Bergamo. Sullo sfondo si piazza il Napoli di Benitez, o meglio l’altalenante Napoli di Benitez. Tra passi falsi, presunti addii e successi d’autore (ultimo quello sul Milan) i partenopei tengono vive le speranze e puntano al podio. Più distaccate, ma mai rassegnate, Fiorentina, Samp e Genoa. I viola, ora al quinto posto, ritrovano un successo che mancava da ben quattro giornate, mentre le genovesi cadono rispettivamente sotto i colpi di Juve e Roma. Chi non ne approfitta, e l’occasione era ghiotta, è l’Inter: i nerazzurri ripropongono l’ennesima prestazione incolore, regalandosi (si fa per dire) uno 0-0 con l’ormai salvo Chievo di Maran. Da uno sconfortato Mancini ad un Inzaghi rassegnato, siamo sempre a Milano, cambiano gli addendi, ma non il risultato. Il Milan cade ancora e la classifica è uno scenario surreale.

CAMPIONI D’ITALIA X4 – Tanto lontano appare lo scorso Luglio, e con esso i cori e le proteste che accompagnarono l’arrivo di Allegri. Tutto dimenticato, cancellato. Il tecnico livornese, seppur consapevole della pesantezza dell’incarico affidatogli, ma per niente impaurito, provò fin dalla prima conferenza stampa in bianconero a metter tutti d’accordo: “conquisterò l’ambiente con il rispetto e con i risultati”. Così è stato. Il successo esterno sulla Samp (decisivo il gol di Vidal) è valso per la Juve il quarto scudetto di fila, il secondo nella carriera di allenatore per Allegri dopo quello ottenuto in rossonero. Un Allegri che non si pone alcun limite: martedì il Real per continuare a sognare, per continuare a vincere. Bravo Max!

Ritiro estivo Juventus, allenamento pomeridiano

CHI OSA, VINCE – Juve campione d’Italia e campionato chiuso? Macché! La vera sfida avviene proprio alle spalle dei bianconeri. Roma, Lazio e Napoli, due posti per tre. La trentaquattresima spezza una lancia a favore di Garcia, artefice del successo casalingo contro il Genoa. Il francese riconferma Doumbia in attacco e l’ivoriano spiana la strada per la vittoria e per la riconquista del secondo posto. I giallorossi ringraziano l’odiato Edy Reja (visti i suoi trascorsi in biancoceleste) che con la sua Atalanta frena la corsa della Lazio. La squadra di Pioli, quasi impaurita dall’atteggiamento dei bergamaschi, si sveglia tardi e non va oltre il pari. Rialza prepotentemente la testa il Napoli: Hamsik e Higuain firmano il tris sullo sventurato Milan. Due posti per tre: chi osa, vince!

Garcia - Lille

TRISTE SCENARIO – A tener banco in casa Milan sono le oramai note vicende societarie che rischiano di metter in secondo piano l’andamento della squadra. Non che ci sia tanto da oscurare, ma la troupe di Inzaghi sembrerebbe come abbandonata al proprio destino. Un destino amaro, triste surreale, che disorienta più di tutti i tifosi stanchi, esausti, vogliosi di chiarezza, vogliosi di Milan.

Berlusconi Inzaghi Milan

CESENA E CAGLIARI AI SALUTI – Dopo il Parma, un’altra emiliana/romagnola si appresta a salutare la serie A. Sconfitto ancora, al Cesena basta un punto per la matematica retrocessione. Non c’è due senza tre, ed ecco il Cagliari. La squadra di Festa, impegnata stasera nel posticipo contro il Parma, necessita dei tre punti per tenere vivo e acceso un lume di speranza. Ma basterà? Probabilmente no.

 

 

 

 

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