Serie A, in attesa di Torino-Empoli, ecco il pagellone della 34° giornata

serie-a-logo

JUVENTUS 10  E LODE- la più grande azienda italiana, tornata da poco in auge in Europa e nel mondo, che possiede la società col maggior bacino d’utenza, unica a possedere il proprio stadio. Basterebbero questi numeri a spiegare perché la Juve domina in Italia da 4 anni, in attesa di provare a dire la sua in Europa. E senza sminuire in alcun modo il ruolo di Allegri, o di Conte, in questa Juventus la maggior parte dei tecnici avrebbero quantomeno vinto il titolo. Celebriamola, giustamente, per la sua schiacciante superiorità, con qualche apprensione per il futuro del calcio italiano, affetto da nanismo e da vecchie pratiche, col quale la Juve c’entra ben poco. ALIENA

ROMA 9- si è ripresa il secondo posto, quando sembrava che i cugini biancazzurri andassero a velocità doppia. Bravo Garcia a non mollare mai la presa, a credere nell’oggetto misterioso Doumbia, a recuperare autostima nei suoi ragazzi. RISORTA

NAPOLI 8- pur favoriti dalle circostanze, gli azzurri hanno recuperato un ritmo da Champions, anche se per il secondo posto forse è tardi. Fondamentale il recupero di Hamsik, e forse i tentativi  di DL di riallacciare con Benitez; la squadra è più serena e non si distrae per la semifinale europea. DETERMINATO

CHIEVO 8- da anni ci si chiede come un quartiere di Verona possa stare in serie A, ma i gialloblu, con la settima difesa del torneo, che ha imbrigliato anche un’Inter che pareva in crescita, si apprestano all’ennesima, tranquilla, salvezza. Un esempio per tutti, non solo provinciali. MODELLO

FIORENTINA 7– dopo 4 sconfitte consecutive, ritornano vittoria e quinto posto. Un grande allenatore attinge da una panchina che tante presunte grandi invidiano, e stavolta trova Ilicic, prima di dare l’assalto all’Europa. Restiamo dell’idea che, a pieno organico, poteva dir la sua per il podio in campionato. CONDIZIONATA

CAGLIARI 6- Mai, se ci dovessimo salvare, ci affideremmo a Zeman. Un errore di presunzione, imperdonabile. Premesso questo, con Gianluca Festa la squadra ha cambiato passo. Basterà? Forse no, ma almeno c’è stato lo scatto d’orgoglio. TARDIVO

UDINESE 6- A Verona probabilmente l’arbitro le ha dato una mano, ma, nonostante abbia venduto tutto il vendibile, e abbia puntato su un tecnico non proprio in auge, ancora una volta si salva con largo anticipo, grazie all’eterno Di Natale e ad un modello di società da invidiare, anche se forse ultimamente un tantino sparagnina. A Udine si lamentano, i fasti della Champions sono lontani, ma quanti stanno peggio? INCOMPRESA

LAZIO 5- Felipe Anderson si è un po’ appannato, e la squadra con lui. Dopo 8 vittorie di fila può starci, ma la corsa al secondo posto si è fatta più complicata. All’ultima c’è il derby, l’obbiettivo è arrivarci con la Roma ancora a tiro SPOMPATA

INTER 5- alcune certezze; Hernanes titolare (finalmente), e l’Europa non è più un miraggio, anche se rimane visibile solo col binocolo. Manca ancora un’idea precisa di gioco, e c’è troppa incertezza su chi va e chi resta, per creare un nucleo su cui costruire una squadra da primissimi posti. Troppo mercato prima del tempo. DISCONTINUA

GENOA 5- perdere a Roma ci sta, e comunque non si può regalare un Perotti qualsiasi. In ogni caso, il Genoa ha valorizzato diversi giocatori, e ha sfiorato l’Europa, stando davanti alle milanesi. Se poi arrivasse davanti ai cugini, rubandole l’ultimo posto utile per l’Europa…SPERANZOSO

SAMPDORIA 4- al di là della sconfitta con la Juve, il giocattolo di Mihailovic sembra scricchiolare. La mancanza di Eder si sente oltre il lecito, e anche qui manca la certezza del tecnico per la prossima stagione; troppi forse, troppe chiacchiere. Ci si gioca l’ultimo posto utile per l’Europa, con i cugini PREOCCUPATA

MILAN SV- non ci sentiamo di sparare, lo hanno già fatto in tanti. Il calvario rossonero sta per finire, e con esso le dichiarazioni, oltre che il lavoro, di Inzaghi. Conta molto di più la trattativa con mister Bee e/o Lee, sperando che stavolta, se non nell’asset societario, sia rivoluzione vera, a partire dall’amministratore delegato. VIA CRUCIS

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *