Milan, scrivi Mr Bee e leggi fondo Doyen: ecco chi potrebbe celarsi dietro il broker thailandese

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Milano – Il tanto atteso incontro tra Mr Bee e Silvio Berlusconi si è concluso con un nulla di fatto. Tra il 30 Aprile e il 2 Maggio ci sono stati varie riunioni tra il broker thailandese e il presidentissimo, ma tutte le decisioni sono state rinviate. Si è detto che nelle successive tre/quattro settimane si giungerà ad una conclusione dell’accordo, ma si ha l’impressione che ci siano ancora molte postille da chiarire. Innanzitutto Berlusconi ha ribadito di non voler cedere la maggioranza, ma vuole mantenere il 51% delle quote. Inoltre bisogna capire le modalità con cui Bee Taechaubol vorrà scalare la società. I dubbi sorgono sia dal punto di vista economico, ovvero se davvero Mr Bee (o chi per lui) possiede tutto il capitale necessario (circa 400/500 milioni di euro per una quota di minoranza), sia dal punto di vista personale, in quanto trapela che Berlusconi non sia del tutto soddisfatto dal modo con cui Mr Bee si rapporta con i media. Però il presidente ha ricevuto garanzie dal punto di vista tecnico/sportivo, in quanto dietro il thailandese potrebbe celarsi il fondo privato Doyen, che garantirebbe l’arrivo di grandissimi campioni a San Siro. Ciò permetterebbe al Milan di tornare grande in poco tempo, proprio ciò che si augura la famiglia Berlusconi.

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TPO – Cosa sono questi fondi privati? Le TPO (acronimo di “third party ownership”) sono fondi d’investimento che acquistano i diritti economici sui cartellini dei calciatori e poi li rivendono alle varie società di calcio, garantendo ad esse grandi plusvalenze e gonfiando conseguentemente i bilanci, in cambio però di elevatissime percentuali di interesse sui prestiti (circa il 10%). La FIFA e la UEFA stanno già indagando su questo modus operandi, giudicato perlomeno sospetto e soprattutto contrario alle regole del fair play finanziario. Inizialmente questi fondi operavano solo in Sudamerica (ad esempio possiamo ricordare il caso Estigarribia), poi si sono avvicinati man mano ai club europei entrando in affari soprattutto con Porto, Valencia, Atletico Madrid e West Ham (Tevez e Mascherano), Monaco (Falcao e James). Dopo il caso Neymar, i fondi d’investimento sono usciti del tutto allo scoperto ed ora, nonostante siano al centro delle indagini, sembrano intenzionati a controllare direttamente alcune società, come nel caso della potentissima Doyen che vorrebbe controllare la gestione del Milan. Ben presto l’intero calcio potrebbe essere nelle redini delle TPO.

DOYEN – La Doyen sport investments, che si può considerare il più potente fondo d’investimento, ha in Nelio Lucas (ovvero il braccio destro di Mr Bee) il suo CEO. La holding ha sedi europee a Londra e Istanbul, mentre la sede legale è a Malta nonostante sia nata in Brasile. Altro non si sa e ovviamente c’è poca chiarezza su tutte le altre figure che finanziano questa TPO. Di sicuro, e ciò farà gioire i tifosi, la Doyen controlla tanti ottimi giocatori e, secondo alcune indiscrezioni, si dice che potrebbe prestare gratuitamente (per un anno) alcuni di essi al Milan. Il nome più gettonato è ovviamente Falcao, che in estate potrebbe rientrare al Monaco dopo l’annata poco fortunata al Manchester, dove è giunto in prestito oneroso senza però imporsi. In quel caso la Doyen potrebbe forzare per un suo approdo in rossonero. Altri nomi? Bacca, Negredo, Kondogbia, Kurzawa, Mangala, Diego Alves,  Fernando, Brahimi,Gabriel “Gabigol” Barbosa (giovane talento del Santos). Insomma tutti nomi che farebbero comodo al Milan.

Falcao in arrivo al Real?
Falcao

Roma – Tornando alla più stretta attualità, il Milan si sta preparando al match contro la Roma, valido per il 35^ turno, che si disputerà Sabato sera a San Siro. Inzaghi e i suoi si giocano ormai solo la dignità, mentre per la Roma di Garcia si tratta di un fondamentale scontro in prospettiva secondo posto. Nel corso del match Inzaghi potrebbe lanciare alcuni giovani, mentre gli undici titolari dovrebbero essere i seguenti: Diego Lopez; De Sciglio, Alex, Paletta, Antonelli; Van Ginkel, De Jong, Poli; Honda, Destro, Bonaventura.

 

 

 

4 Comments

  • In prestito gratuito è impossibile, va contro la natura stessa del fondo. Tieni presente, Salvo, che il fondo utilizzerebbe il Milan com trampolino per rivalutare il giocatore e poi venderlo, non per fare il bene del Milan. Meditate…

  • 1) Sì, sarebbe contro la natura dei fondi. Però se davvero si celasse la Doyen dietro la figura di Mr. Bee, allora l’ipotesi del prestito gratuito annuale non sarebbe del tutto esclusa.
    2) Le TPO non fanno il bene delle società dal punto di vista economico e, come detto, non sono eticamente/politicamente corrette. Però in questo momento è innegabile come questi fondi stiano prendendo le redini del mercato e che, paradossalmente, sembrino essere l’unico modo per far tornare il Milan ad alto livello in poco tempo. Il problema si porrebbe a medio lungo termine, quando i rossoneri dovranno versare molti dei loro ricavi nella casse della Doyen. Effettivamente, come hai detto, bisogna meditare molto bene…sono davvero tanti gli interrogativi.

  • Ti rispondo.
    1) Impossibile che un fondo dia qualcosa in prestito gratuito. E’ impossibile per lo statuto di un fondo di investimento, che deve far rendere l’investimento. Pensa che pure alla Samp, per delle pippe spagnole o latine, pagano fior di quattrini. Figuriamoci al Milan.
    2) Un fondo ontologicamente non può che far male a una squadra di calcio. La snatura nel breve periodo, la rovina nel medio perodo, la umilia nel lungo periodo. Rende la squadra uno strumento per arricchire se stesso (= il fondo), non il fine per i giocatori. La rende un porto di frontiera, non un team. La ricetta sarebbe invece la solita: ripartire dagli investimenti nel settore giovanile, per ricreare una squadra competitiva. Ti ricordo che il Milan di Sacchi è diventato tale partendo da un forte nucleo di italiani, molti dei quali fatti in casa (Costacurta, Maldini, F. Galli, Evani, Baresi) o comprati da giovani (Tassotti, Donadoni, Colombo, G. Galli). E’ l’unica strada, oggi come ieri.

  • Su questo mi trovi d’accordo, sarebbe importante per l’intero movimento rivedere un Milan “italiano”/”fatto in casa” ritornare a grandi livelli.

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