F1, a Barcellona la Ferrari torna sulla terra; vince Rosberg, la Mercedes domina

Motorsports / Formula 1: World Championship 2010, GP of Bahrain

ILLUSIONE- Il gran premio di Spagna è un brusco risveglio per la Ferrari e i suoi tifosi; quando l’aggancio alla Mercedes, e il giocarsi le corse e il mondiale alla pari sembravano cosa fatta, la gara del Montmelò ha restituito una rossa si sul podio (quinto su 5 gare), ma con Vettel a 45 secondi da Rosberg e Raikkonen a un minuto, dietro anche alla Williams di Bottas. Le novità, esclusivamente aerodinamiche, portate da Maranello (nuovi diffusori, nuove ali, nuova conformazione delle sospensioni posteriori) hanno dato qualche miglioramento, se è vero che Vettel ha chiuso 15 secondi davanti a Raikkonen, che usava il vecchio pacchetto, e con un vantaggio di (in media) mezzo secondo in qualifica, ma non sono bastate per colmare il gap con la scuderia stellata, che si è anzi ampliato, per di più sulla pista usata per i test invernali perché quella più esigente per una F1, e quindi quella che fa più testo, almeno tecnicamente. Un po’ tutti hanno portato aggiornamenti (in attesa del prossimo step sulle Power unit, che sarà portato in Canada o più probabilmente a Silverstone), e se si vuole essere pessimisti ad ogni costo si darebbe ragione ad Alonso, il quale sosteneva che la Ferrari vale meno degli avversari sul piano dello sviluppo durante la stagione. Noi crediamo che la verità sia nel mezzo; Vettel era a 10 secondi da Rosberg con le gomme medie, e teneva dietro autorevolmente Hamilton grazie ad una magnifica partenza; il divario si è ampliato in modo esponenziale con le hard, in cui Seb perdeva un secondo al giro. Forse si poteva differenziare le strategie facendo a fare a Vettel 3 soste, replicando la scelta di Hamilton, ma dubitiamo che sarebbe cambiato granchè. In parte, il distacco finale proviene anche da una scelta del pilota che, giustamente, riteneva inutile forzare contro una Mercedes molto più veloce, una volta persa la seconda posizione, ma con alte temperature fa pensare che Raikkonen, con le stesse gomme e il vecchio pacchetto, girasse più veloce del compagno. In attesa degli sviluppi motoristici, la Ferrari fa un salutare bagno di umiltà, in uno sport dove non si improvvisa nulla, consapevole di essere la seconda forza, stando attenti al ritorno delle Williams, ma constatando che la Mercedes è ancora lontana. Non mancheranno le occasioni per vincere, ma giocarsi seriamente il mondiale, dopo questa gara, torna ad essere un miraggio.

RISVEGLIO- dopo 4 batoste dal compagno, Nico Rosberg torna a ruggire, dominando in tutto il weekend. Le malelingue sostengono che sia un ordine di Ecclestone…ma al di là delle battute, il pilota tedesco ha fatto tutto meglio del compagno, se non altro restituendo un minimo di interesse ad un campionato che sembrava aver già preso una direzione precisa, quella di Lewis Hamilton. In ogni caso, sulla pista, ribadiamo, più significativa dell’intero mondiale, solo 6 macchine (3 scuderie) hanno concluso a pieni giri, con distacchi abissali dal duo argentato, nonostante temperature alte e la speranza, rivelatasi illusoria almeno qui, che Rosberg ed Hamilton avessero problemi di degrado delle gomme, come in Malesia. L’anno scorso in scia (si fa per dire) delle Mercedes c’erano Williams e Red Bull, quest’anno la Ferrari ha preso il posto della casa austriaca, dominatrice fino a 18 mesi fa, ma l’andazzo non sembra cambiato molto.

CONFERME E DELUSIONI- la nuova livrea nera non sembra aver dato nuova spinta alla Mc Laren-Honda, con Alonso, che girava comunque a 3 secondi dai primi, costretto al ritiro per problemi ai freni dopo un quasi comico “lungo” nella sua piazzola-box, con Button ancora più indietro che ha preceduto solo le derelitte Manor. Forse, nel gran premio di casa, per la prima volta Alonso si è reso conto di non aver fatto la scelta giusta tornando alla Mc Laren. Dopo un’ottima qualifica, le Toro Rosso in gara sono sparite, giocandosela comunque con la sorella maggiore Red Bull, che ha concluso con Ricciardo primo dei doppiati, ma a quasi 2 minuti (!) da Rosberg. Ancora deludenti le Lotus, in termini di prestazione pura (sempre considerando che dispongono della PU Mercedes), con Maldonado, fin li più veloce di Grosjean, costretto al quinto ritiro su 5 gare per un cedimento all’ala posteriore, poco bello a vedersi anche in termini di sicurezza. A Montecarlo, con pista, temperature, e pneumatici, del tutto diversi, le carte potrebbero rimescolarsi un pò; auguriamocelo, per non togliere interesse anche a questo campionato già alla sesta gara.

 

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