Forever Aquile: Fabrizio Lorieri

FABRIZIO-LORIERI1

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Dopo aver parlato di allenatori, questa puntata si torna a parlare di giocatori, o meglio, di atleti che hanno militato in maglia bianca come giocatori. E la scelta cade sul primo calciatore di ogni formazione, il portiere, parlando di un estremo difensore molto noto negli anni ’80 e ’90, uno dei migliori rappresentanti di una scuola, quella italiana, che, soprattutto in quel periodo, ha prodotto l’eccellenza mondiale nel ruolo, pur non vincendo nulla nella sua lunga carriera, come, invece, probabilmente, avrebbe meritato. Parliamo di Fabrizio Lorieri.

Image and video hosting by TinyPic

LA LUNGA CARRIERA, DA SAN SIRO AL GIRO PER L’ITALIA – Fabrizio Lorieri nasce a Massa l’11 febbraio 1964 e comincia a muovere i primi passi nel mondo del calcio nelle giovanili della Sangiovannese, da dove lo preleva l’Inter. Entra nella rosa della prima squadra nerazzurra nella stagione 80/81, pur senza mai scendere in campo. Per farsi le ossa viene mandato alla sua squadra d’origine, la Sangiovannese, in C2, e poi una stagione, in comproprietà, al Prato, sempre in C2, con cui conquista la promozione, vincendo il campionato. Nella stagione 83/84 torna alla base, ma è riserva di un certo Walter Zenga e il campo non lo vede mai. Quindi, per la stagione successiva, si decide di mandarlo, sempre in comproprietà, al Piacenza, in C1, dove gioca da titolare e sfiora la promozione in B allo spareggio col Vicenza. Torna ancora a Milano, ma Zenga è sempre più inamovibile dalla porta nerazzurra e, per di più, è anche un giocatore che si infortuna raramente, quindi, ancora, è un anno senza presenze. Finisce così l’avventura interista, mai cominciata, in realtà, di Lorieri, perché, a fine stagione, viene ceduto, a titolo definitivo, al Torino, con cui esordisce in massima serie e comincia a farsi conoscere per quello che è, un portiere affidabile, forte e scattante tra i pali e con un fisico potente che lo aiuta a farsi rispettare nella sua area, tanto che al primo anno in Piemonte arriva anche la convocazione per gli Europei U21, dove conquista un argento con la Nazionale. Nonostante questo, nelle tre stagioni che veste la maglia granata, solo la seconda gioca da titolare, mentre nell’ultima deve subire la concorrenza dell’astro nascente Marchegiani. Questo incrina i rapporti col Torino, cosicché, alla fine della stagione 88/89, conclusasi con la retrocessione dei granata, si trasferisce all’Ascoli. Quattro stagioni in maglia bianconera, in perfetta alternanza, partendo dalla massima serie, in un susseguirsi di retrocessioni e promozioni, in cui, lui, comunque, è sempre uno dei protagonisti in positivo, tanto da meritarsi, nel 1992, la copertina dell’Album Panini e, soprattutto, nella stagione 93/94, la chiamata della Roma. Rimane in giallorosso due stagioni, maggiormente impegnato nella prima, in cui la squadra chiude al 7° posto, molto meno nella seconda, appena 2 presenze. Così nel 1995 decide di cambiare squadra, ma non colori sociali, visto che si trasferisce al Lecce, in C1, con cui compie una strepitosa cavalcata, che, nel giro di due stagioni, porta i giallorossi salentini in massima serie, dove approda nella stagione 98/99, pur senza riuscire ad evitare la retrocessione immediata. La stagione successiva non rientra più nei piani della società, così cambia maglia, ma non Serie, restando in B, con la Salernitana, prima di trasferirsi, all’inizio della prima stagione del nuovo millennio, al Genoa. Due stagioni da titolare in B, quindi arriva la chiamata dello Spezia.

Image and video hosting by TinyPic
La plastica respinta, utilizzata dalla Panini per la copertina dell’album

UNA STAGIONE IN BIANCONERO, NON INDIMENTICABILE – Quindi Lorieri arriva allo Spezia all’inizio della stagione 2002/03, una stagione di cui abbiamo già avuto occasione di parlare diverse volte, sicuramente non una di quelle indimenticabili. La squadra è in C1 e la stagione precedente c’è stato il fallimento ai play off, quando il campionato sembrava destinato a finire in modo diverso, visto il dominio nella fase regolare. Se n’è andato Mandorlini e anche l’entusiasmo della dirigenza si è spento notevolmente. Come tecnico viene scelto Sassarini e la campagna acquisti cerca comunque di creare una rosa competitiva per provarci ancora una volta, senza snaturare troppo la rosa che ha, comunque, sfiorato la promozione l’anno prima. Una variazione importante è tra i pali: si decide di accantonare il portiere delle ultime stagioni, Rubini, protagonista degli anni con Mandorlini, puntando sull’esperienza di un portiere da Serie A, e, per questo, si sceglie Lorieri. In realtà quello che arriva sul Golfo è un giocatore che il meglio lo ha già dato in precedenza, e abbondantemente, e che è già indirizzato, probabilmente anche mentalmente, sul viale del tramonto. Così che tutte le aspettative create attorno alla sua venuta sono presto disattese. L’esordio ufficiale in maglia bianca avviene in agosto, nella prima partita del girone di qualificazione della Coppa Italia, peraltro contro il Vicenza del fresco ex Mandorlini, al Picco. Un 3-0 secco e inequivocabile per gli ospiti. Se ci si aggiunge la sconfitta per 2-1 a Venezia nella seconda partita una settimana dopo, si comincia a capire che non sarà una stagione facile. La terza partita, pareggio casalingo per 0-0 con l’Albinoleffe, in cui, tra l’altro, in porta giocherà Cordaz, sarà solo a beneficio delle cronache, con lo Spezia che abbandona la competizione da ultimo del girone. L’esordio di Lorieri in campionato avviene, invece, subito alla prima giornata, a Treviso, con un 2-0 per i padroni di casa. E’ titolare fisso per le prime 8 giornate, schierato in campo sia da Sassarini, che da Cuoghi, che sostituisce il collega alla 3^ giornata. Resta imbattuto in tre occasioni, in casa col Lumezzane alla 2^ e con la Lucchese alla 6^ (entrambe finite 0-0), e, sempre in casa con la Spal alla 4^, conclusasi 1-0 per gli aquilotti. Poi, oltre ai 2 gol di Treviso, ne subisce 3 a Cittadella, 2 a Pistoia, 1 a Carrara (tutte sconfitte), e 1 in casa con l’Albinoleffe, nell’1-1 che rappresenta l’ultima partita giocata da Lorieri con lo Spezia. Da allora, infatti, Cuoghi decide di restituire fiducia ad Hugo Rubini, cosa che proseguirà anche il suo sostituto in panchina, Nicoletti, al punto che, se ci sarà da sostituire il portiere, verrà data priorità al terzo, Cordaz. La stagione dello Spezia si concluderà con un 6° posto finale, ad un passo dai play off, e con l’eliminazione anche dalla Coppa Italia di C, ai quarti, competizione in cui Lorieri non scenderà mai in campo. La stagione del portiere si chiude, come detto, molto prima, con un totale di 10 presenze e 14 gol subiti nelle varie competizioni. A fine stagione, come è ovvio aspettarsi, viene ceduto.

Image and video hosting by TinyPic
Una formazione del 2002/03: nella foto, oltre a Lorieri, sono riconoscibili anche Buso (primo in alto a sinistra) e Dall’Igna (il quarto), già comparsi in questa rubrica

L’ULTIMO ANNO DA GIOCATORE E LA CARRIERA DA PREPARATORE – Lasciato lo Spezia, a gennaio 2004 viene ingaggiato dal Cuoiopelli Cappiano, in C2, dove gioca le ultime 5 partite della sua carriera, prima di ritirarsi a fine stagione. Non resta inattivo e, appena appese le scarpette al chiodo, come molti colleghi di ruolo, diventa un preparatore dei portieri, mettendo a frutto l’enorme esperienza che la lunga carriera gli ha dato. All’inizio si lega all’allenatore Cagni, che accompagna, coprendo anche il ruolo di vice, a Catanzaro, nella stagione 04/05, ad Empoli, per una stagione e mezza, e a Parma, all’inizio della stagione 08/09. Quindi passa al Lecce, dove prepara interessanti prospetti, tra cui Antonio Rosati, che poi andrà al Napoli, fino a gennaio 2013, quando, esonerato Lerda, viene sostituito da Di Fusco, preparatore dello staff del nuovo tecnico Toma. Dall’estate 2013 è il preparatore dei portieri del Sassuolo, ruolo che occupa tuttora.

Image and video hosting by TinyPic

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *