Formula 1: la Ferrari scompare nell’ombra di Rosberg

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IL RITORNO – Nei primi quattro appuntamenti della stagione, c’era un volto strano che si aggirava per la pista e il paddock. Sembrava uno di quei principi decaduti, finiti in disgrazia per mano del loro acerrimo nemico, durante la grande battaglia per il trono. Guardandolo con più attenzione, quel volto celava il vero Nico Rosberg. Ha scorrazzato, il buon Nico, nella tranche iniziale della stagione, finendo spesse volte annichilito non solo dal Re, Lewis Hamilton, ma anche dalle Ferrari, ancora lontane dalle prestazioni della sua astronave d’argento. L’aria spagnola lo ha colpito subito, il volto cupo si è disteso, si è trasformato in un sorriso. Va dai giornalisti e dice:“Faccio la pole e vinco”. Sorridono anche loro, ma probabilmente pensano che il principe, oltre che decaduto, sia diventato anche pazzo. Lui lo sa, e non lo ha detto a caso. Fa la pole: “Eh ma poi in gara…”. Al verde, Hamilton non lo vede neanche partire, anzi, si fa fregare dal sornione Vettel. Prova a superarlo, ma non ce la fa. Intanto il principe va, segue il suo piano perfetto, mentre il Re deve stravolgerlo per scalzare il cavaliere in rosso: ci riesce, ma ormai il principe è troppo lontano. Ha vinto lui, è tornato: non gli resta che dimostrare a tutti che questo è il suo vero volto.

PASSO INDIETRO – Il ritorno di Rosberg ha marcato un sensibile passo indietro per gli alfieri del Cavallino, con Vettel che ha chiuso terzo a 45 secondi dal vincitore. Kimi ha recuperato dopo una qualifica infelice, ma il passo non era affatto quello straripante del Bahrain: l’incapacità di trovare il guizzo sull’ottimo Bottas, nonostante la buona velocità di punta, è la prova che alla SF15T manca ancora il “quid” per azzannare la concorrenza. Certo, è il quinto podio consecutivo, utopia pensando agli accadimenti del recente passato, ma le parole di Maurizio Arrivabene, dichiaratosi insoddisfatto senza mezzi termini, hanno confermato nuovamente che la “sua” Ferrari non è certo una Scuderia che si accontenta dei piazzamenti, senza sognare in grande. Il nuovo pacchetto aerodinamico, utilizzato integralmente solo da Seb, ha funzionato, ma non abbastanza da permettere di guadagnare terreno sulle Mercedes. Tuttavia, l’utilizzo di diversi componenti da parte dei piloti ha garantito una vasta mole di dati, che verranno incrociati per capire quali novità scartare e quali tenere: una manna dal cielo, vista l’impossibilità di svolgere test. La rincorsa ha subito una battuta d’arresto, ciò nonostante, continua e continuerà.

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