Una Juve proiettata verso Madrid, i passi falsi di Roma e Lazio…e Napoli. Sorride l’Inter, abbandona il Cesena

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270 minuti, “ahinoi”, prima del tramonto di questa stagione. Tanto si è detto, tant’altro ancora verrà detto da qui al termine. 270 minuti decisivi, chiarificatori, essenziali per Roma, Lazio, Napoli, Fiorentina, Samp, Genoa. E per l’Inter che prepotentemente risale la china, quasi rigenerata dalle ultime prestazioni. Saranno 270 minuti di pura e semplice passerella per Parma e Cesena già retrocesse (e in attesa del Cagliari) e per la Juve, campione d’Italia, assediata da ben altri pensieri, da ben altre ambizioni. Saranno 270 minuti ricchi di gol e perché no di spettacolo, proprio come la 35esima insegna (42 le marcature). Divertiamoci ancora..al diavolo le polemiche!

LA FESTA – Annullata la chiusura della curva sud (dopo le note sciagure del derby), lo Juventus Stadium, vestito di festa, celebra la conquista del 3x scudetto e ringrazia, tra emozioni e occhi lucidi (chiaramente per la gioia) l’egregio lavoro di Massimiliano Allegri. Ospite d’onore il Cagliari, la squadra che lanciò in A il tecnico livornese prima dell’approdo al Milan. Un Cagliari quello di Festa (per rimanere in tema) che ci mette il cuore e che riesce, nel bel mezzo dei festeggiamenti, a strappare un punticino alla signora. Poca roba se associamo la vittoria dell’Atalanta a Palermo che condanna, in maniera quasi definitiva, i sardi alla retrocessione. Torniamo alle celebrazioni. Detto lo scudetto, lo Stadium ha un altro valido motivo per cui vale la pena gioire, ovvero il ritorno, 50 giorni dopo, di Paul Pogba: 60 minuti nel vivo del gioco, nessun fastidio, un gol. Buona fortuna!

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CHE LOTTA – Sono 7 le squadra ancor coinvolte nella lotta valida per l’Europa. Un campionato nel campionato, momentaneamente “dominato” dalla Roma nonostante la sconfitta rimediata al Meazza contro il Milan. Non trae beneficio la Lazio: all’Olimpico passa l’Inter (ora più che mai nel vivo della lotta per l’Europa League) e piovono critiche e polemiche contro la direzione arbitrale. Biancocelesti, dopo l’iniziale vantaggio firmato Candreva, rimontati dal fischiatissimo Hernanes. La squadra di Pioli nonostante la doppia inferiorità numerica offre una chiara dimostrazione di orgoglio, ragion per cui si candida, a nostro avviso, come favorita per il mini torneo. Senza scusanti l’ennesimo stop del Napoli. La squadra finisce nuovamente sul banco degli imputati, addirittura impotente dinanzi all’anima e al cuore di un immenso Parma (alla faccia della passerella). Partenopei lontani dal trio Champions guidano il gruppetto destinato all’Europa League. Qui la compagnia non manca. Una voltata d’occhio ed ecco la Fiorentina. La viola, complice il successo di Empoli, tiene alle spalle Samp e Genoa. Weekend brillante per le due genovesi: poker blucerchiato a Udine, umanità rossoblu su un malcapitato Toro (che si autoploclama fuori dalla medesima lotta).

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TUTTO SCRITTO – Poco da aggiungere per quel che riguarda la zona medio-bassa della classifica. Fa strano citare qui il Milan. La stagione disastrata dei rossoneri richiama un motto: “piccola con le piccole, grande (o quasi) con le grandi. Regola confermata dal ritrovato successo contro la Roma. La salvezza ottenuta da tempo consente a Chievo ed Hellas di confrontarsi senza alcun timore: risultato un derby divertente, condito da 4 gol, 2 per parte. Timbra la salvezza anche il Sassuolo espugnando il Manuzzi.

Eusebio Di Francesco

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