Forever Aquile: Cristian Zaccardo, dal Picco al tetto del Mondo

zaccardo

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Si resta nell’ambito del calcio giocato, per parlare di un calciatore molto noto, tuttora in attività, che nello Spezia ha cominciato la sua carriera tra i professionisti, prima tappa di un percorso che l’ha portato a calcare i campi di Italia ed Europa, fino a giungere sul tetto del Mondo con la maglia della Nazionale. La puntata di questa settimana è, infatti, dedicata a Cristian Zaccardo.

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GLI INIZI – Cristian Zaccardo nasce a Formigine, in provincia di Modena, il 21 dicembre 1981, ma calcisticamente cresce nel Bologna, i cui emissari lo notano ad un torneo internazionale, l'”Enzo Ferrari” a Maranello, e lo portano a giocare negli Esordienti rossoblù. Fa tutta la trafile delle giovanili con la squadra emiliana, giocando con la Primavera ed entrando anche nel giro della prima squadra, portato in ritiro da Carletto Mazzone, pur senza mai scendere in campo, anche a causa di un brutto infortunio che lo tiene per un po’ lontano dai campi da gioco. Sono di questi anni anche le prime convocazioni in Nazionale, con l’Under 16, con cui conquista un argento agli Europei di categoria. La società decide, quindi, che è pronto per andare a  maturare nelle serie inferiori e, a questo scopo, viene scelto lo Spezia.

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LA STAGIONE IN MAGLIA BIANCA – Zaccardo, quindi, arriva allo Spezia, in prestito, all’inizio della stagione 2000/01. Arriva in una città al picco dell’entusiasmo: la stagione precedente la squadra, allenata da Mandorlini, vive una cavalcata da record, dominando il campionato di C2 e vincendolo senza neanche una sconfitta, al punto da meritarsi l’onore delle cronache e un’amichevole con il Milan, che termina con il risultato di 4-1 per gli aquilotti. Il progetto della nuova società sta dando i suoi frutti: intanto si è salito il primo scalino, riportando la società in una serie che le è più storicamente congeniale, ma il sogno B non sembra poi così lontano. Si prospetta un anno di ambientamento alla categoria, quindi non si pone nessun obiettivo, ma si è consapevoli di avere una squadra forte, guidata da un tecnico bravo e ambizioso, quindi non ci si preclude nessun risultato. La rosa non viene stravolta, ma, anzi, si cerca di rinforzarla con qualche inserimento. Zaccardo è uno di questi, arrivato come giovane di buone prospettive, che, presto, si rivelerà un ottimo investimento. E’ un difensore dalle ottime doti in fase di chiusura, ma anche molto bravo nella fase di spinta sulla fascia, che, quindi, si adatta perfettamente al tipo di gioco di Mandorlini. Esordisce alla prima di campionato, a Lumezzane (0-0 il finale), entrando ad inizio ripresa, ma è già titolare nella seconda, la vittoria casalinga con il Brescello per 2-1. Poi una serie di 4 incontri in cui resta in panchina, per poi ritornare titolare e non uscirne, praticamente, più, diventando uno dei fedelissimi del mister, che lo farà giocare in 28 delle 34 partite del campionato regolare. Alla fine lo Spezia si classifica 5° e guadagna, quindi, l’accesso ai play off, dove, in semifinale, incontra il Como di Preziosi, con cui ha già perso entrambe le partite stagionali. E negli spareggi non va molto meglio: sconfitta al Picco 1-0 all’andata e pareggio 0-0 a Como, che manda avanti la squadra lariana che, poi, salirà anche in B, vincendo in finale col Livorno. Zaccardo gioca da titolare anche queste due partite, uscendo solo all’81’ della partita di ritorno, quando Mandorlini prova il tutto per tutto togliendo un difensore e inserendo un altro attaccante. Nell’altro impegno stagionale, la Coppa Italia di C, che, invece, è uno degli obiettivi dichiarati della stagione, le cose vanno decisamente peggio. Lo Spezia passa da primo la fase a gironi, vincendo tutte e quattro le partite del proprio raggruppamento, con Carrarese (5-2) e Fiorenzuola (1-0) in casa e Mantova (3-1) e Cremonese (2-1) in trasferta. Zaccardo le gioca tutte e quattro, partendo dalla panchina solo nella prima, ma subentrando ad inizio ripresa. Nei sedicesimi gli aquilotti incontrano la Lodigiani, con cui pareggiano 2-2 in trasferta e vincono 5-0 al Picco (Zaccardo gioca solo l’andata) e negli ottavi la Lucchese, battuta 1-0 in casa e anche 1-0 in trasferta, prima che le intemperanze dei tifosi locali non costringano l’arbitro alla sospensione ad un quarto d’ora dal termine, così da decretare il 2-0 a tavolino (il giovane difensore le gioca entrambe). La corsa dei bianconeri si interrompe ai quarti, contro il Prato, sconfitto 2-1 al Picco, ma vittorioso 1-0 in casa, quel tanto che basta per passare il turno per il maggior numero di gol in trasferta. Zaccardo gioca solo il ritorno. Così, quando a fine stagione, finisce il prestito del giocatore da parte del Bologna, Zaccardo lascia lo Spezia con un totale di 38 presenze nelle varie competizioni e nessun gol segnato.

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LA CRESCITA PROFESSIONALE, FIN SUL TETTO DEL MONDO – All’inizio della stagione 2001/02, quindi, il Bologna lo riporta a casa madre per farlo esordire in Serie A. Resta per 3 stagioni in maglia rossoblù, durante cui diventa uno dei perni della difesa felsinea, realizzando anche 2 gol, ed ha occasione anche di fare il suo esordio in una competizione internazionale, giocando 6 partite in Coppa Intertoto nella stagione 02/03.  Prosegue anche il suo percorso con la Nazionale, con cui, nel 2001, vince l’argento ai Giochi del Mediterraneo e, nel 2004, convocato dall’Under 21 di Gentile, l’oro agli Europei di categoria. All’inizio della stagione 04/05 viene ceduto al Palermo, con cui raggiunge la maturazione definitiva, tanto da meritarsi la chiamata per la Nazionale maggiore. Diventa un titolare inamovibile della difesa rosanero per 4 stagioni, durante le quali, con i compagni, ottiene anche la prima storica qualificazione per la Coppa Uefa per la società siciliana, esordendo, quindi, anche in quella competizione. Anche Lippi ha grande fiducia in lui e continua a convocarlo in Nazionale e lui ripaga segnando il gol con la Slovenia, che sancisce la qualificazione ai Mondiali di Germania, dove, ovviamente, Zaccardo è uno dei 23 convocati. Gioca, in tutto, tre partite del torneo, le prime due del girone di qualificazione (segnando anche l’autogol che consente agli Stati Uniti di pareggiare l’incontro) e i quarti con l’Ucraina ed alla fine festeggia con i compagni la conquista del titolo Mondiale, dopo l’infinito match con la Francia. A Palermo resta fino al 2008, quando, dopo 161 presenze ed 9 gol segnati, viene ceduto al Wolfsburg, insieme a Barzagli, altro eroe mondiale. Qui resta per una sola stagione in cui, con 14 presenze e 2 gol, contribuisce alla vittoria della Bundesliga. La successiva la comincia ancora in Germania, ma, ad agosto, dopo una sola presenza in maglia biancoverde, torna in Italia, nelle file del Parma, dove ritorna ad essere uno dei titolari inamovibili. Gioca 4 stagioni e mezza con i ducali, in cui, giocando solo campionato e Coppa Italia (sono anni in cui i gialloblu non si qualificano per le coppe), mette insieme 123 presenze e 10 gol, con il top la prima stagione, la 09/10, in cui ne segna 5. A gennaio 2013, quindi, passa al Milan, dove, però, viene considerato una riserva, al punto che nella prima mezza stagione mette insieme una sola presenza. Resta, comunque, in rossonero e nella stagione successiva, la scorsa, gioca un po’ di più, collezionando 13 presenze tra campionato (11), Coppa Italia (1) e Champions (1). Anche in questa stagione fa parte della rosa della squadra milanese, ma continua a trovare poco spazio, tanto che la partita d’esordio stagionale è arrivata a febbraio, pur se condita dal gol alla sua ex squadra, il Parma, seguita da una sola altra presenza.

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Foto di gruppo con Coppa: Zaccardo è il primo a sinistra

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