NBA: le finali di Conference iniziano secondo i pronostici

OVEST – Comincia con una vittoria casalinga dei Golden State Warriors l’ultimo atto della Western Conference. I californiani, tuttavia, hanno incontrato non pochi grattacapi nel sedare la resistenza degli Houston Rockets, fortemente motivati dopo l’incredibile ribaltone, dall’1-3 al 4-3, inflitto ai Clippers, ancora una volta incapaci di rompere il tabù delle Semifinali, mai superate nella storia della franchigia: i texani sono la nona squadra di tutti i tempi a riuscire in questa impresa, riportando la mente dei dietrologi alla stagione 1995, quando i Razzi di “The Dream” Olajuwon, dopo il misero sesto posto della Regular Season, cancellarono il passivo di 1-3 nella Semifinale contro i Phoenix Suns, involandosi verso il titolo. Houston ha iniziato gara-1 con slancio, mettendo a referto un vantaggio di sette lunghezze al termine della prima frazione (31-24); i Guerrieri, forti della miglior panchina dell’anno, hanno ribaltato il passivo con le seconde linee, in particolare grazie ad un maestoso Livingston (16 punti nel primo tempo), portandosi sul 58-55 col jumper vincente dell’MVP Curry (34 punti, 6 rimbalzi e 5 assist) sulla sirena di metà gara. Dopo un terzo quarto equilibrato è salito in cattedra James Harden (28, 11 rimbalzi e 9 assist), capace di capitalizzare quattro isolamenti di fila contro Klay Thompson, che hanno tenuto a galla Houston sul 99-97, a 5′ dalla fine. In uscita dal timeout, una rimessa perfettamente disegnata da Steve Kerr ha aperto un parziale di 9-0, con il quale i Warriors hanno chiuso la contesa, nonostante la rimonta tentata dalla coppia Josh Smith (17, 7 rimbalzi e 5 assist) e Trevor Ariza (20 punti con 4-5 da tre); stanotte alle 3 andrà in scena gara-2.

 

EST – Pronostico rispettato anche a Est, con i Cavs di LeBron che ribaltano subito il fattore campo ai danni degli Atlanta Hawks. Il sostanziale equilibrio del primo tempo (51-51) è stato rotto nel terzo quarto dall’inarrestabile JR Smith, che, infilando otto delle undici triple tentate (record di franchigia nei playoff), ha scavato un solco di 18 punti fra le due squadre. Dopo lo schiaffo subito, gli Hawks hanno riordinato le idee, accrescendo la pressione difensiva e mettendo a segno un parziale di 11-0, che ha riacceso le speranze della Philips Arena. L’infortunio al ginocchio di Demarre Carroll, fino a quel momento artefice di un’ottima difesa sul numero 23, ha frenato ogni entusiasmo, consegnando la vittoria ai Cavaliers con il punteggio di 89-97. Prestazione maiuscola per King James (31, 8 rimbalzi e 6 assist), mentre Jeff Teague ha guidato gli Hawks con 27 punti e 11-24 al tiro. Atlanta non può che sperare in un repentino rientro del sopracitato Carroll, per evitare di soccombere nell’ombra del Re.

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