Inter, addio Europa: il Genoa vince 3-2 a Marassi

Pavoletti Genoa

Genova – Ricco di gol l’anticipo serale della penultima giornata di Serie A: il Genoa chiude con una vittoria l’annata davanti al proprio pubblico, spegnendo ogni sogno d’Europa all’Inter, battuta 3-2. Nerazzurri due volte in vantaggio, ma puniti dalle indecisoni, sia sottoporta che in difesa (e non è una novità), oltre che dal gol finale di Kucka. Tifosi genoani in visibilio, mentre Preziosi contiene l’emozione in tribuna. Solita delusione in casa Inter, sconfitta che brucia ad un livello che ha poco da invidiare al tasso di interesse al quale il munifico (?) presidente Thohir presta i soldi alla propria squadra.

TANTI GOL… E TANTI ERRORI – Primo tempo ricco di gol, ben quattro, ma il dato è falsato dalla mediocrità degli impianti difensivi di entrambe le squadre: ne è l’emblema la palese incomprensione tra Ranocchia e Handanovic (peraltro decisivo con almeno due parate nel corso del primo tempo) di cui se ne approfitta Lestienne per siglare il gol del 2-2 in chiusura del primo tempo. Prima rete per il belga, che quest’anno ha un po’ deluso le attese di chi lo vedeva poter ripercorrere l’impatto del connazionale Mertens a Napoli. Le due squadre tatticamente non hanno sorpreso le previsioni degli addetti ai lavori: solita manovra alla ricerca della verticalizzazione da parte del Genoa, con Iago Falque e Lestienne bravi a inserirsi sfruttando la profondità grazie alle imbeccate dei centrocampisti, Bertolacci in primis; fraseggio palla a terra per l’Inter, cercando di far arrivare al tiro Icardi e Palacio. L’unica sorpresa è l’assenza di Tino Costa, previsto nell’undici titolare ma fermato da problemi fisici nel riscaldamento; al suo posto ha giocato Lestienne.

PAZZA INTER, PAZZO GENOA – Nei primi minuti le due squadre attaccano lo spazio in modo diverso: il Genoa vede il punto debole interista sulle corsie esterne e per questo è Lestienne il più vivace tra i rossoblu; l’Inter invece vive delle accelerazioni di Kovacic ed Hernanes e sono i nerazzurri a rischiare di passare in vantaggio, con un colpo di testa di Brozovic, che, pur ben appostato, non sfrutta l’occasione e colpisce fuori (cross di Kovacic). Appena qualche minuto dopo è ancora Lestienne ad approfittare di uno svarione di Juan Jesus, ma il belga non segna. Realizza invece Icardi, che prima si libera di Edenilson (in ombra il brasiliano) e poi beffa Perin per l’1-0. Ma nel ping pong che va in scena al Marassi passano solo 5 minuti per il pareggio di Pavoletti, che segna in girata. Il Genoa continua ad attaccare, l’Inter non prende mai le misure agli esterni, ma a sorpresa trova il raddoppio quando l’altissima difesa del Genoa si fa sorprendere dalla coppia Icardi – Palacio: il primo, servito per Hernanes, lancia per l’ex, che trafigge Perin. Pronti-via! E Pavoletti prende una traversa che vibra per qualche secondo, ma è solo il preludio al gol del pareggio, che arriva nel più fantozziano dei modi: velleitario lancio in avanti, super-tòpica di Handanovic e Ranocchia, che scivolano entrambi e Lestienne, incredulo, non deve che appoggiare in rete il pallone del primo gol italiano.

LA FOLLIA PREMIA IL GENOA – Il secondo tempo continua sulla falsariga del primo: difese amatoriali, occasioni di gol malamente sprecate, accenni di rissa che contribuiscono a rendere pepato l’incontro. Dopo una fisiologia pausa intorno al 60mo, l’Inter cerca di fare bottino pieno: prende due legni in qualche secondo (con Hernanes Brozovic), si fa pericolosa con Hernanes e Palacio ma, nel più classico dei suicidi, arriva il gol di Kucka all’88mo che brucia la panchina nerazzurra e infiamma la curva zeneize: il ceco (tra i più incandescenti per tutto il match) svetta su Juan Jesus (dormita, ormai un classico) e batte Handanovic. C’è tempo per uno svarione difensivo del Genoa, che rischia di prendere (da Icardi al 95°) gol in contropiede all’ultimo secondo.

UMORI DIVERSI – Il Genoa festeggerà l’Europa (licenza permettendo), l’Inter chiuderà con il match contro l’Empoli una stagione tra le più sofferte e amare degli ultimi anni: all’agonia di Mazzarri è seguita l’illusione del Mancio, in cui possesso di palla e aggressività non si sono sposati con spettacoli e risultati. Occorre tempo? Vedremo la prossima stagione. Onore invece al Genoa, squadra pazza ma efficace, dotata di una generale cifra tecnica medio-alta, con punte d’eccellenza in Bertolacci (prossimo uomo mercato) e Pavoletti, l’uomo match, giocatore frettolosamente etichettato come “di categoria” ma che anche stasera ha dimostrato di poter stare (e alla grande) in Serie A.

GENOA-INTER 3-2 (2-2)

MARCATORI Icardi (I) al 19’, Pavoletti (G) al 24’, Palacio (I) al 30’, Lestienne (G) al 42’ p.t.; Kucka al 44’ s.t.

GENOA (3-4-3) Perin; Roncaglia, Burdisso, De Maio; Rincon, Bertolacci, Kucka, Edenilson (dal 48’ s.t. Tambè); Iago Falque (dal 38’ s.t. Izzo), Pavoletti, Lestienne (dal 32’ s.t. Laxalt). (Lamanna, Sommariva, Perotti, Lestienne, Soprano, Panico, Mandragora). All. Gasperini.

INTER (4-3-1-2) Handanovic; D’Ambrosio (dal 42’ s.t. Puscas), Ranocchia, Juan Jesus, Nagatomo; Brozovic (dal 31’ s.t. Shaqiri), Medel, Kovacic; Hernanes; Icardi, Palacio (dal 32’ st. Bonazzoli). (Carrizo, Campagnaro, Andreolli, Kuzmanovic, Obi, Santon, Felipe, Gnoukouri, Donkor). All. Mancini.

ARBITRO Tagliavento di Terni.
NOTE ammoniti Kucka per comportamento non regolamentare, De Maio, Roncaglia per gioco scorretto; Hernanes, Juan Jesus, D’Ambrosio per gioco scorretto, Brozovic per comportamento non regolamentare.

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