F1; una follia del muretto Mercedes scippa la vittoria ad Hamilton. Vince Rosberg davanti ad un grande Vettel

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INCREDULITA’- cosa avrà detto, o pensato, Lewis Hamilton dopo essersi ritrovato terzo all’uscita dai box?  e cosa avrà pènsato invece Nico Rosberg, ritrovatosi in testa? Tutti sbagliamo e il muretto Mercedes, peraltro non nuovo a scelte discutibili, non fa eccezione. Niki Lauda ha definito inaccettabile ed incomprensibile la folle decisione del muretto, e si tratta qui di capire se la scelta di richiamare il campione del mondo per un cambio gomme del tutto inutile, in regime di Safety Car a soli 10 giri dal termine, sia dovuta ad un semplice errore di valutazione dei dati e dei distacchi, o a superficialità indotta dalla convinzione che, comunque, si sarebbe arrivati davanti; in una parola, ad arroganza. Sta di fatto che Hamilton è stato scippato dal suo muretto di una vittoria certa, con  il compagno che si riavvicina in classifica, un evento che potrebbe non avere ripercussioni sul mondiale ma che lascerà certamente degli strascichi all’interno del team. Sul piano strettamente tecnico, anche qui, nella pista più atipica, ed affascinante, del mondiale, la superiorità della Mercedes era evidente, anche se non cosi netta come a Barcellona, non essendo molto importanti motore ed aerodinamica. Resta difficile pensare che il mondiale possa essere davvero rimesso in discussione, anche se i caldi estivi e gli aggiornamenti motoristici della Ferrari potrebbero cambiare un pò la situazione

FERRARI- Come sottolineato in varie occasioni, se si è vicini le occasioni possono capitare, e se si mette pressione gli avversari possono sbagliare. Sebastian Vettel, forse, con le supersoft era persino più veloce di Rosberg, ma a Montecarlo non solo superare è quasi impossibile, ma stando tanti giri dietro a un’altra vettura si rovinano le gomme, quindi Seb doveva star vicino e sperare nell’episodio favorevole, che alla fine si è verificato col muretto Mercedes che gli ha di fatto regalato il secondo posto. La rossa qui, con temperature non altissime ed una pista poco abrasiva e non molto esigente con gli pneumatici per l’assenza di curve ad alta velocità, ha manifestato difficoltà a scaldarli, specie la mescola più dura, ma Vettel, grandioso anche in qualifica che a Monaco vale mezza gara, era comunque, prima dell’ingresso della safety car, a 12 secondi da Hamilton e quasi in scia a Rosberg; la macchina, sul piano della pura aderenza meccanica, è molto competitiva, anche se ha ancora qualche problema di trazione, come si è visto anche qui nel terzo settore, quello più lento; si attendono gli aggiornamenti motoristici dal Canada, su una pista ben più veloce ed esigente di questa per cavalli ed aerodinamica. Deludente, invece, la prestazione di Raikkonen, prima lento in qualifica, e poi troppo passivo in gara, senza mai avvicinarsi seriamente alle Red Bull. Anche se probabilmente la manovra di Ricciardo per superarlo era da sanzionare, resta l’impressione di un Ice man mai davvero a suo agio sulle stradine del principato e troppo rinunciatario.

RED BULL- qui il motore contava poco, mentre è molto importante il carico aerodinamico e il grip; e puntualmente, si sono riviste davanti le Red Bull e le sorelle Toro Rosso, mentre hanno deluso profondamente le Williams. Grande gara di Ricciardo, al di là della manovra al limite su Raikkonen, ma riteniamo che si tratti di un episodio fine a se stesso, e che già dal Canada le ritroveremo lontane dal podio e dietro anche alle Williams, per le carenze del motore francese. Chi di certo continuerà a battagliare è il giovane Verstappen, autore di una gran gara, sicuramente troppo irruento nell’occasione dell’incidente con Grosjean ma anche sfortunato per la frenata anticipata del francese. Se avrà pazienza può essere il nuovo Schumacher. Ottimo settimo Perez con la Force India, che a Monaco va sempre forte e che ha sicuramente ottenuto di più del valore del mezzo, col compagno Hulkemberg fuori dai punti. Qui la Lotus era poco aiutata dal motore Mercedes e si sono viste tutte le carenze telaistiche; Maldonado ha collezionato il quinto ritiro in sei gare, se non è record poco ci manca. Primi punti iridati per la McLaren Honda, e non si sa se sia una buona notizia, perché significa che, se ottenuti nella pista meno esigente col motore, la parte peggiore di questa vettura pare essere proprio la PU giapponese, al di là dell’ennesimo problema di affidabilità che ha escluso dalla gara un sempre più frastornato Alonso, anche penalizzato per una manovra iniziale sicuramente non più grave di quella di Ricciardo. Comunque, entrambe le macchine hanno superato la Q1 e i progressi si vedono, anche se le dichiarazioni iniziali di Alonso “a maggio saremo da podio” appaiono oggi un po’ esagerate. Infine, una considerazione; è proprio necessario avere in griglia due macchine, le Manor, che a metà gara hanno già 3 giri di distacco?

 

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