Genoa – Inter 3-2, le pagelle: Pavoletti lotta, Icardi mai domo

Mauro Icardi

Genova – In una gara ricca di gol, spiccano ovviamente gli attacchi, con le difese a demeritare. Bene Perin, tremenda la papera di Handanovic.

GENOA

PERIN 6,5 – Non è brillante sul gol di Icardi, ma si rifa con una gara di grande attenzione. Gran parata su Icardi e su Hernanes nel finale.

RONCAGLIA 5 – Grande temperamento, ma tante amnesie e la tendenza ad entrare duro, deciso. Forse troppo.

BURDISSO 5 – Dovrebbe guidare i compagni, ma si lascia prendere dalla foga; l’Inter nel primo tempo ha 2-3 occasioni per fare il tris, anche per i suoi errori. Rischia il rigore per un tocco di mano. Battibecca con Medel in più di una occasione. Lui e De Maio perdono Icardi sul finire, in un contropiede all’ultmo secondo. Gara da dimenticare.

DE MAIO 5,5 – Anche il francese (citato più volte come uomo-mercato: stiamo freschi…) sbanda paurosamente, pur riprendendosi nel corso dei minuti. Da rivedere.

RINCON 6,5 – Sempre in movimento, è fondamentale negli schemi di Gasperini per creare il soprannumero sulle fasce. Gioca sulla destra (è mancino), ma non demerita.

BERTOLACCI 7,5 – Grande prova del giocatore in comproprietà tra Roma e Genoa. Imposta, cuce, si presenta al tiro ed è smpre nel mezzo del gioco. Gasperini lo ha trasformato da mezzapunta a regista completo, per la gioia di Preziosi (e di Pallotta) che lo venderà al miglior offerente. Si dice sia già promesso al Milan, staremo a vedere.

KUCKA 7 – Gran gol nel finale per questo gladiatore che non perde mai l’animus pugnandi. Fa a sportellate con tutti gli avversari, pur perdendo qualche pallone di troppo. Il saldo “calci dati vs. calci ricevuti” si presenta in netto attivo, ma quello che conta è il risultato finale.

EDENILSON 6 – E’ inesauribile, va sempre avanti e indietro, ma sbaglia quasi tutti gli appoggi, pur fornendo a Kucka l’assist per il gol decisivo.

IAGO FALQUE 5 – Non sbrilla come nelle ultime gare, sembra stanco. Pochi spunti e tutti prevedibili (IZZO sv).

PAVOLETTI 8 – Timbra anche stasera e supera sistematicamente gli avversari con cui si trova a battagliare. Incredibile metamorfosi per un giocatore che sembrava completamente fuori luogo a Genova, soltanto pochi mesi fa, mentre oggi ha dimostrato ancora una volta di meritare una magla anche per la prossima stagione.

LESTIENNE 7 – Finalmente una prova convincente per il talentino belga, troppo spesso in ombra in questa stagione. Oltre al gol, sul quale non ha particolari meriti, spiccano le continue accelerazioni sull’out di competenza, che lo rendono un pericolo costante per Ranocchia e compagni. Non sarà riscattato, ma il suo reale valore resterà un dubbio per i tifosi genoani (LAXALT sv).


INTER

HANDANOVIC 5 – Molte grandi parate anche stasera, ma la brutta uscita (che denota mancanza di personalità) sullo svarione che in coppia con Ranocchia regala il gol a Lestienne ne pregiudica la valutazione. Probabilmente partirà, di lui si ricorderanno tanti miracoli ma anche qualche papera.

D’AMBROSIO 4,5 – Lestienne lo punta in continuazione e lui non lo prende mai. Mai. Mai. Mai.

RANOCCHIA 4 – PRovate a pensare a uno dei 40 titolari di uno dei due posti al centro della difesa interista negli ultimi 20 anni. Sicuramente farete fatica a ricordare Antonio Paganin, Massimo Paganin, Taribo West, Fabio Galante. Persino Salvatore Fresi. Bene: il capitano nerazzurro li fa rimpiangere tutti. E tutti assieme. La personalità viene fuori solo nelle baruffe con gli avversari, mai per capactà di anticipare o di impostare. Fa commuovere la tragicommedia che va in scena in collaborazione col suo portiere nell’azione del secondo pareggio rossoblu. E dire che crediamo che la metta tutta. Ma proprio non ci riesce.

JUAN JESUS 4,5 – Stasera è lui che vince la gara “chi è il meno mediocre” col gemello Ranocchia. Ma c’è poco da ridere. Perchè il brasiliano tanto amato da Mazzarri & Mancini si perde sistematicamente Pavoletti ed è lui che fa saltare indisturbato Kucka per il 3-2.

NAGATOMO 5,5 – Si rivede dal primo minuto dopo tanto tempo (cosa avrà fatto di male a Mancini per farsi preferire J.J. come esterno?!?) e, complice la giornata di scarsa vena di Iago Falque, deve svolgere un compito tutto sommato poco difficile. Prestazione sotto la sufficienza per l’incapacità di spingere.

BROZOVIC 6
– Gran corridore, dotato anche di sufficiente temperamento; certo non per velleità di vertice, a dirla tutta. Prende una traversa che grida ancora vendetta, ma in quel caso non devi cercare il gol a giro: devi segnare, punto (SHAQIRI sv).

MEDEL 4,5
– Grande agonista, grande carattere. Stop. Il Medel giocatore si ferma qui. Perchè è solamente un atleta battagliero, come ce ne sono a migliaia su tutti i campi da gioco (sia professionisti che amatoriali) del globo. Il cileno sbaglia quasi tutti i passaggi ad un tasso di difficoltà superiore al “banale passaggio al compagno più vicino a non più di 3 metri”, la sua capacità di proteggere la difesa è nulla, il suo tiro da fuori ha una pericolosità inesistente, la sua perdurante voglia di polemizzare con l’arbitro e tutti gli avversari sudamericani serve solo – alla resa dei conti – a buttar via tempo prezioso. Riscattarlo sarebbe un grave errore.

KOVACIC 6
– Il migliore in avvio, poi si spegne a causa del ritmo tambureggiante degli avversari. Scommettiamo che scambiando Medel con Bertolacci, questa sera, ne avrebbe giovato anche lui. Anche stasera ci sembra un tantino fuori ruolo come centrale di sinistra nel centrocampo a tre. Ma qual è il suo ruolo? Domanda da un milione di dollari.

HERNANES 6,5
– E’ in un buon momento di forma, ma lo stop per squalifica non l’ha aiutato, perchè stasera è più intermittente del solito. Ma è l’unico che sa far emergere le qualità dei compagni, con cross precisi e interessanti verticalizzazioni.

PALACIO 7,5
– L’aria di Genova gli è familiare e lui se ne giova, con una bellissima prestazione. Assist e gol, non festeggia ma lo possiamo capire. Almeno stavolta (BONAZZOLI sv).

ICARDI 7
– Un grandissimo primo tempo, in cui trova un bel gol e si rende pericoloso, a cui non corrisponde una ripresa all’altezza: si mangia il gol del 3-2 e poi si fa recuperare nell’occasione last second che potrebbe dare il 3-3.

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