Fiorentina, quarto posto e futuro incerto. Cosa farà Montella?

FIRENZE – Per il terzo anno consecutivo la Fiorentina chiude il campionato al quarto posto. La vittoria per 3-0 contro il Chievo, sommata al tonfo casalingo del Napoli, ha garantito ai viola il sorpasso al fotofinish che premia una stagione tutto sommato positiva, con qualche amarezza di troppo, come ad esempio le eliminazioni nelle Coppe, e molte imprese da ricordare.

Il risultato finale non riflette in pieno l’andamento di una gara che il Chievo ha giocato alla pari con la Fiorentina per oltre un’ora. Dopo il vantaggio iniziale di Ilicic (grande finale di stagione il suo), in almeno tre occasioni Pellissier ha sfiorato il pareggio (clamoroso palo interno a metà ripresa). L’espulsione di Cofie per doppia ammonizione ha spezzato l’equilibrio e ha permesso alla Fiorentina di dilagare grazie alle prime reti in campionato di Bernardeschi e Badelj. Finisce con gli applausi del Franchi e con i dubbi di Montella che si è preso ancora qualche giorno per decidere il suo futuro. La sensazione è che il tecnico se ne andrà ma non è ancora detta l’ultima parola. Lo scoglio più duro da superare è la distanza tra le ambizioni di Montella e il realismo della proprietà, la cui strategia finanziaria non impone spese folli. Montella è stato chiaro: questo gruppo ha ottenuto il massimo, forse è andato anche oltre le sue reali potenzialità. Ma per confermarsi su alti livelli e per provare a alzare un trofeo che manca ormai da quindici anni, la Fiorentina ha bisogno di importanti investimenti. Un nuovo ciclo, insomma, basato sulla conferma dei giocatori più rappresentativi , sullo svecchiamento della rosa e su un nuovo progetto tattico più concreto.

CIAO GOMEZ- In attesa di capire il futuro di Montella, partiamo dalle certezze: chi saluterà sicuramente Firenze è Mario Gomez, relegato tristemente in panchina dopo un’altra stagione deludente. Il panzer tedesco è stato l’acquisto più costoso dell’era Della Valle ma anche il più grande flop. Le attenuanti ci sono, inutile negare, come ad esempio i continui infortuni e un’impostazione di gioco poco consona alle sue caratteristiche, ma il giocatore ha deluso ed è veramente dura immaginare la nuova Fiorentina costruita attorno a lui e al suo ingombrante stipendio. Sulla lista di partenza ci sono anche Aquilani, Vargas, Richards, Lazzari, Diamanti, Neto, Kurtic mentre è ancora da decidere  il futuro di Pizarro. Un capitolo a parte merita Ilicic: a gennaio la Fiorentina ha tentato in tutti i modi di venderlo nessuno lo ha voluto, a parte il Bologna in serie B. Montella è riuscito nell’impresa di rilanciare lo sloveno, straordinario protagonista nella rincorsa al quarto posto. Ora il dubbio è: approfittare del buon momento per mettere il giocatore sul mercato o provare a trattanerlo con un ruolo più centrale? La risposta la darà il prossimo allenatore. Perché Montella o no, la Fiorentina ha le basi per confermare quanto di buono fatto in questi anni.

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