Pagellone Serie A 2014/2015: Juventus schiacciasassi; Lazio sorpresa; flop Napoli; fallimento milanesi

E anche questo campionato va in archivio. Vittoria netta e senza appello della Juventus. La Roma salva il secondo posto dall’attacco della Lazio che però, nonostante il leggero calo finale, chiude terza ed è la sorpresa del campionato. Delusione Napoli e fallimento milanesi. Ecco il nostro pagellone della Serie A.

JUVENTUS – Schiacciasassi. Vince il quarto scudetto consecutivo con quattro giornate d’anticipo ma il discorso era praticamente chiuso già dal mese di febbraio. Miglior attacco, miglior difesa, vittoria della Coppa Italia e finale di Champions League contro il Barcellona: un’annata a forti tinte bianconere che da storica potrebbe diventate leggendaria in caso di successo contro i blaugrana. Merito anche di Allegri (voto 10), arrivato tra lo scetticismo generale dopo l’addio di Conte, ma dimostratosi allenatore di valore. Impossibile non ricordare il ruolo di assoluto trascinatore di Carlitos Tevez (voto 10): 20 gol e classe cristallina. VOTO 10

ROMA – Una delle più grandi delusioni di questo campionato. Ai nastri di partenza era considerata l’antagonista della Juventus o addirittura la favorita per il tricolore, visto l’addio di Conte. Invece ha chiuso con un distacco di 17 punti e ha rischiato anche di perdere il secondo posto. Ma, nonostante un girone di ritorno imbarazzante, è riuscita a chiudere alle spalle della capolista. La vittoria nel derby salva la faccia, perché il sorpasso della Lazio sarebbe stato un dramma sportivo, ma non la stagione, visto anche quanto speso nel mercato estivo. Ma per vincere serve ben altro. E non bastano i proclami autunnali, capito Garcia (voto 4) ? VOTO 5,5

LAZIO – La grande sorpresa. Un terzo posto e un preliminare di Champions che nessuno avrebbe lontanamente pronosticato e immaginato. Un capolavoro perfettamente diretto da mister Pioli (voto 10) con tanti solisti di alto livello come De Vrij, Parolo, Biglia, Felipe Anderson, Candreva e l’immortale Miroslav Klose (voto 9 a tutti). I biancocelesti hanno giocato il miglior calcio della Serie A. Hanno mostrato però dei limiti ben evidenziati dai 10 minuti di follia a Napoli e da una cattiva gestione nel derby che ha portato alla perdita del secondo posto. Questo non intacca il giudizio positivo ma anzi fa capire che questa squadra ha ampi margini di crescita. VOTO 9

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FIORENTINA – Un quarto posto che lascia l’amaro in bocca. Questa squadra sembra un’eterna incompiuta. Belle prestazioni, belle vittorie, belle parole ma poi al momento importante i viola steccano. Basti pensare agli scontri diretti con Lazio e Napoli. Il terzo posto e la qualificazione alla Champions sembrano sempre là, alla portata ma poi non arrivano. L’assenza per tutta la stagione di Rossi e un Gomez irriconoscibile possono essere una scusante solo in parte. Voto 8 all’acquisto di Salah che ha dato qualità e imprevedibilità ad una manovra che, a volte, è apparsa troppo macchinosa. Dall’egiziano bisognerà ripartire. VOTO 6

NAPOLI – Il rigori sbagliato da Higuain (voto 7, il suo comunque l’ha fatto) contro la Lazio è l’emblema della stagione dei partenopei. La doppia esclusione dalla Champions, in agosto per mano del Bilbao e poi tramite questo campionato, pesa come un macigno. Una squadra che ha buttato caterve di punti e di occasioni con le piccole e che quest’anno, eccetto il successo con la Roma all’andata e con la Fiorentina al ritorno, non ha nemmeno entusiasmato e brillato nelle partite che contano. Il quinto posto è un flop. O forse addirittura un fallimento, Benitez (voto 5) saluta e l’impressione è che non sarà rimpianto più di tanto.  VOTO 4,5

GENOA – Grandissima stagione quella dei Grifoni. Un sesto posto che però potrebbe essere reso inutile da un licenza UEFA che pare non voler arrivare. E sarebbe un peccato perché la squadra di Gasperini (voto 8), ha disputato un campionato di altissimo livello e meriterebbe di disputare l’Europa League. Il 3-4-3 ha esaltato Perotti (voto 8) e Iago Falque (voto 8,5). Bell’annata anche per Bertolacci (voto 8) che ha dimostrato di meritarsi la Nazionale. Bravi davvero. E il terzo posto nel girone di ritorno ne è la testimonianza. VOTO 8

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SAMPDORIA – Un gran girone d’andata chiuso in zona Champions. Poi, nel mercato di gennaio, via Gabbiadini e dentro Muriel ed Eto’o (voto 5 ad entrambi). La squadra cala, non è più totalmente brillante e viene risucchiata nel gruppone chiudendo settima, proprio dietro i rivali cittadini. Per l’Europa, traguardo che sembrava assolutamente alla portata, bisognerà sperare nella mancata licenza UEFA del Genoa. Un po’ di amaro in bocca e di delusione ma la sensazione è che, lo stravagante e un po’ spaccone presidente Ferrero (voto 6,5), abbia gettato le basi per un progetto importante e ambizioso. Pare però che il tutto andrà avanti senza Sinisa Mihajlovic (voto 6). VOTO 6,5

INTER – Da Mazzarri a Mancini (voto 5). Ma è cambiato davvero poco. Il ritorno dell’allenatore ex Manchester City e Galatasaray sulla panchina nerazzurra non ha dato quel qualcosa in più che Thohir (voto 4) e soci si aspettavano. Si è speso tanto ma non si è raccolto niente con un’Europa League inseguita forse con nemmeno tanta voglia e convinzione.Il progetto non è del tutto chiaro e il mercato ora rischia di essere fortemente condizionato dalle regole del fair play finanziario. Il club meneghino deve assolutamente ritrovare la sua identità che non può di certo essere rappresentata da un mediocre ottavo posto. VOTO 4

TORINO – La vittoria nel derby con la Juventus che mancava da ben vent’anni: è stato questo il punto più alto per il Torino di mister Ventura (voto 7). L’importante avventura in Europa League, che ha avuto il suo culmine con la grande impresa di Bilbao, ha sottratto un po’ di energie ma è stata un’esperienza di cui questa squadra può comunque fare tesoro. Darmian (voto 7,5) è la punta di diamante dei granata che hanno in rosa anche altri elementi interessanti come Bruno Peres (voto 7) e Benassi (voto 7). Quagliarella e Maxi Lopez (voto 7) hanno garantito gol ed esperienza. Perché a Torino il calcio non è solo bianconero. VOTO 6,5

Fabio Quagliarella Torino

MILAN – Un’ottima partenza e un buon girone d’andata avevano un po’ illuso tutti.  Ma questo campionato per il Milan è stato il peggiore dell’era Berlusconi. Inzaghi (voto 5) non può e non deve essere l’unico colpevole. 12 sconfitte sono tantissime per una squadra abituata a vincere e ad alzare trofei. Le 13 espulsioni testimoniano una squadra nervosa, irascibile e non all’altezza del blasone e della storia rossonera. Il secondo anno consecutivo fuori dalle competizioni europee testimonia il totale fallimento. Bisogna ripartire da zero. E farlo al più presto. Rivoluzione è la parola d’ordine. Altrimenti questo incubo non avrà mai fine. VOTO 4

PALERMO – Una salvezza tranquilla da neopromossa è un ottimo risultato. Vazquez (voto 8) e Dybala (voto 9) sono stata i fiori all’occhiello di una squadra tosta, compatta, solida e che ha fatto delle ripartenze il suo punto di forza principale. Dopo un avvio difficile, Beppe Iachini (voto 7,5) ha plasmato bene la sua creatura e soprattutto è riuscito a non farsi esonerare. Impresa non facile quando si ha a che fare con Maurizio Zamparini. Il prossimo anno si riparte senza Dybala ma con altri talenti da lanciare verso il calcio che conta. E chissà che l’Europa non diventi un’obiettivo possibile. Palermo sogna e ha ottime ragioni per farlo. VOTO 7

SASSUOLO –Da diciassettesimo  a dodicesimo. Il Sassuolo, al suo secondo anno in Serie A, si è migliorato di ben cinque posizioni in classifica. E l’obiettivo per il prossimo campionato è entrare nella top ten. Gli emiliani sono la squadra più italiana della massima serie. Zaza (voto 7,5) e Berardi (voto 8) hanno dimostrato tutto il loro valore e sembrano essere pronti per il grande salto. Come Di  Francesco (voto 7,5), allenatore a cui piace giocare all’attacco e che ha fatto del Sassuolo una realtà del nostro campionato e del nostro calcio. VOTO 7

Zaza e Berardi

VERONA – Luca Toni (voto 10) capocannoniere a 38 anni. E’ questa la prima cosa che viene in mente se si pensa e si parla del campionato del Verona. L’ex attaccante della Fiorentina ha salvato molto spesso i veneti da sconfitte certe. La squadra è tantissime volte sembrata lontana parente di quella che lo scorso anno ha sfiorato la qualificazione in Europa League. Giocatori come Iturbe e Romulo, l’anno scorso punti fermi, non sono stati sostituiti bene. E questo alla fine si paga.Troppa discontinuità è troppi gol presi (65) sono i principali difetti.Va detto che la salvezza è stata ottenuta senza particolari patemi. Ma è probabile che la piazza si aspettasse qualcosina in più. VOTO 6

CHIEVO – Tutti ogni anno lo danno per spacciato per principale candidato alla retrocessione. Ma ogni anno vengono tutti puntualmente smentiti. Altro giro , altra salvezza. Il Chievo è ormai una certezza della Serie A ed è forse ora di smetterla di stupirsi. Via subito Corini (voto 5) ed ecco Maran (voto 7). L’ex allenatore del Catania ha fatto una lavoro eccezionale e ha dato un’identità e un gioco alla squadra. Buona l’annata di Paloschi (voto 6,5). Quarta miglior difesa del girone di ritorno. Insomma basta parlare di sorpresa. VOTO 7

EMPOLI – Il miracolo di Sarri (voto 8). L’Empoli ha stupito tutti per gioco, adattamento alla categoria e risultati. Una salvezza che non è mai stata in discussione. Merito di un tecnico capace e che fa del lavoro, della fatica e dell’umiltà il suo credo principale. Complimenti anche ad una società che spende poco ma lo fa in maniera intelligente e lungimirante investendo sui giovani di talento come il difensore Rugani (voto 7,5). Tutto ha funzionato alla grande. L’anno prossimo si dovrà fare la cosa più difficile: confermarsi. VOTO 8

Maurizio Sarri

UDINESE – Di Natale (voto 9) è l’Udinese. C’è una velata ironia ma anche una profonda verità in questa parole. 14 gol per l’attaccante bianconero che ha tolto in moltissime occasioni le castagne dal fuoco ai friulani. Per il resto la squadra di Stramaccioni (voto 5,5), dopo una buona partenza, si è un po’ persa conquistando solo 17 punti nel girone di ritorno e vivacchiando a metà classifica. Per chi negli scorsi anni si è qualificato in Europa e ha centrato per ben due volte i preliminari di Champions, il risultato è abbastanza mediocre. Stagione di transizione o inizio di una discesa? VOTO 5

ATALANTA – Stagione opaca per i bergamaschi. Alla fine la salvezza è arrivata ma forse più per demeriti altrui che per meriti propri. Dopo cinque anni, Colantuono (voto 5) ha salutato Bergamo. Al suo posto è arrivato Reja (voto 6) che ha conquistato ben 8 pareggi in 12 partite. Con giocatori come Gomez, Denis, Pinilla, Maxi Moralez, Cigarini era lecito aspettarsi molto di più. VOTO 5

CAGLIARI – Il progetto targato Giulini-Zeman (voto 4) era partito con grande entusiasmo e fiducia. Ma la stagione del Cagliari è stato un vero e proprio disastro e la retrocessione, dopo ben 11 anni di permanenza in Serie A, non è altro che la naturale conseguenza. Il boemo che viene cacciato e poi richiamato, è la dimostrazione di una società con le idee confuse. Zola (voto 5) si è dimostrato non all’altezza della situazione. Ma forse il primo a non esserlo è stato il presidente. Festa (voto 6,5) oramai poteva fare poco. Ora tocca ripartire dalla Serie B sperando in un’immediata risalita. VOTO 3,5

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CESENA – Una rosa non all’altezza della categoria: può essere spiegata così la retrocessione del Cesena. Ai romagnoli va però riconosciuto l’onore della armi. Di Carlo (voto 5,5), chiamato a sostituire Bisoli (voto 5), e i suoi ragazzi hanno comunque combattuto e lottato con onore sino alla fine  togliendosi anche la soddisfazione di risultati di prestigio come il punto a Milano contro l’Inter, il pareggio casalingo contro la Juventus e la vittoria in casa contro la Lazio. E se forse l’allenatore ex Chievo ci fosse stato da inizio stagione, le cose sarebbero potute andare diversamente. Unica nota positiva l’esplosione di Defrel (voto 7), giocatore davvero molto interessante. VOTO 4

PARMA – Difficile dare un voto al Parma. Le cose da dire sarebbero tante. A Ghirardi e alla dirigenza responsabile di questo sfascio il voto non può che essere uno zero e di quelli belli pesanti. La squadra merita un applauso per essere scesa in campo con onore, correttezza, grinta, determinazione, impegno e professionalità dando un esempio a tutti. La vittoria con la Juventus e i pareggi con Roma e Inter sono comunque una bella immagine di sport. Peccato che la fine sembra oramai segnata. Il Parma rischia di ripartire dalla Serie D. Una triste e  brutta storia. Si spera di non doverne commentare mai più. VOTO 6

Gianpiero Farina

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