Juventus 1 – Barcellona 3, le pagelle: Iniesta illumina, Vidal delude

Berlino – Il Barcellona si conferma imbattibile in finale (4 vittorie in 4 finali negli ultimi 10 anni), alla Juve l’onore delle armi.

JUVENTUS

BUFFON 6,5 – Lievemente colpevole sul tiro di Messi (la velocità di esecuzione dell’argentino è eccezionale), protagonista in almeno 3 occasioni, specie al 24° quando si supera sul tiro di Dani Alves che avrebbe potuto chiudere la gara e dare il via alla goleada. Torna in finale dopo 12 anni, ma stavolta Berlino non gli arride.

LICHTSTEINER 6 – Gara pesante per il napoletano elvetico, che viene spesso puntato (con successo) da Neymar. Sempre inesauribile, entra nel gol di Morata fornendo l’assist per Tevez. Se arriva l’offerta giusta, potrebbe partire.

BARZAGLI 7 – Il migliore del pacchetto difensivo, gioca per la defezione di Chiellini, rientrando dopo l’infortunio (l’ennesimo). Lasciato sul posto da Neymar in occasione del primo gol, cresce col passare dei minuti e sbaglia poco e nulla.

BONUCCI 6,5 – Si sposta a sinistra rispetto alla posizione abituale, ma questo non lo disorienta. Guida la difesa con autorità, sebbene pecchi nei lanci lunghi in più di un’occasione.

EVRA 5,5 – Forse Allegri si aspettava di più dal francese, tra i più esperti della squadra. L’ex Utd non incide, poco propositivo nella metà campo altrui, peccato (COMAN sv).

PIRLO 6 – Forse non al meglio della condizione, non illumina ma si limita a fare il metronomo. Sbaglia qualche passaggio di troppo. Partirà? Lo sapremo a breve.

POGBA 7
– Tutta la squadra parte malissimo e sbanda paurosamente, ma è grazie al francese che sale di livello col passare dei minuti. Si carica i compagni sulle spalle e fa dimenticare a tutti che è la prima finale per lui. Un arbitro mediocre gli nega un rigore solare.

MARCHISIO 7 – Gara di sostanza e qualità per il prodotto del vivaio; anche lui cresce nel corso della gara, con lo zenit del tacco che dà il la all’azione del gol d Morata. Pericolosissimo sui tiri da lontano. Tardelli era un’altra cosa, ma anche Marchisio non è male. Miglioratissimo con Allegri, complimenti.

VIDAL 4,5 – Falloso, mai un fattore, rischia l’espulsione. Poteva fare peggio? Difficile. Pleonastiche litigate coi cugini sudamericani (Dani Alves su tutti) a condire il tutto. Soffre oltremodo il clima da finale e delude tutti i suoi estimatori (sempre di meno, peraltro) (PEREYRA sv).

TEVEZ 6 – Anche lui a disagio nella gara clou della stagione, strappa la sufficienza in virtù del cuore enorme e dell’indomito carattere. Splendido nell’azione del gol (grande copertura del pallone e bel tiro), bravo nell’arretrare per dare varietà alla manovra. Avrebbe forse potuto fare di più.

MORATA 7 – Aveva promesso di segnare agli odiati rivali e lo ha fatto. Si sbatte da matti in fase di pressing, recuperando più di un pallone. E’ maturato esponenzialmente rispetto a 12 mesi fa, stasera lo dimostra una volta di più. Tiene in perenne apprensione Pique e compagni (LLORENTE sv).

BARCELLONA

TER STEGEN 6,5 – Oscura ancora una volta Victor Valdes (peraltro mica Jashin): sicuro sui tiri da fuori, sempre bloccati, bravo sul tiro di Tevez, nulla può su quello di Morata. Dà sicurezza ed è quello che bisogna chiedere ad un portiere.

DANI ALVES 6 – Non manca il consueto apporto del brasiliano in fase offensiva, così come qualche pecca nella propria metà campo. Mezzo voto in meno per l’imbarazzante facilità con cui cade ad ogni contatto, irritante (a dir poco).

MASCHERANO 5
– Perde pesantemente il confronto diretto con Morata, che va sempre dalle sue parti quando vuole avvicinarsi alla porta. Apporto zero in termini di personalità e temperamento, le sue peculiarità. Il peggiore tra i Campioni.

PIQUE 6 – Altro giro, altra finale, altra vittoria; consueta capacità di essere al contempo il migliore tra i difensori e il primo a impostare. Insuperabile di testa, con gli anni è cresciuto non poco in termini di leadership.

JORDI ALBA 6
– Spinge meno dell’omologo brasiliano, ma è più continuo. Meriterebbe almeno il giallo per il fallo su Pogba.

RAKITIC 7 – Un anno fa guidava il Siviglia alla conquista dell’Europa League, oggi è perfettamente inserito nei meccanismi blaugrana. Lo testimoniano il primo gol e i lanci illuminanti dispensati ai compagni nel corso della gara (MATHIEU sv).

BUSQUETS 7
– Il solito randellatore. E’ un pregio, intendiamoci, non un difetto, perchè la “copertura” di cui gode permette ai compagni di godere della sua copertura. Sembra un paradosso, ma lo testimonia la facilità con cui conclude senza cartellini la maggior parte delle gare. E’ il lato oscuro del tiki-taka, quello che permette di recuperare il pallone e iniziare a ricamare.

INIESTA 7,5 – Nei giorni precedenti alla gara, fuga ogni dubbio in merito alla sua partecipazione, dichiarando di star bene. E stasera si vede, perchè distribuisce gioco e qualità in quantità industriali. Presente in ogni azione, suo il merito nel primo gol. Gran giocatore (XAVI sv).

MESSI 7
– Appena al di sotto dei suoi standard, non tanto per qualità, piuttosto per numero di episodi decisivi. Ma quando accelera non lo può fermare nessuno (spesso neanche fallosamente) ed è davvero uno spettacolo. Mezzo voto in meno per un taglio di capelli impresentabile. Taxi Driver.

SUAREZ 7,5
– Come prima impressione, a vederlo camminare non gli daresti due lire. Sgraziato, trotterella come un asinello, se lo guardi in faccia ti ispira imbarazzo. Ma è uno di quei giocatori che ha nel dna il senso del gol e lo vedi quando puntualmente esamini il tabellino e le principali azioni di gara. Un fenomeno, a suo modo (PEDRO sv).

NEYMAR 7 – Fa sparire la palla davanti a Barzagli e c’è del suo nel primo gol. Punta tutti gli avversari (in primis Lichtsteiner) e quasi sempre il semaforo è verde. Insopportabile per le continue e ripetute cadute, frequenti per tutto il tempo (e finora in tutta la sua carriera). Bulimico nell’azione del terzo gol.

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