F1, in Canada la Ferrari pasticcia e la Mercedes passeggia; vince Hamilton

MONTREAL- Nel giorno dell’ennesima doppietta Mercedes, e dalla prima discesa dal podio della Ferrari in questa stagione, si possono fare alcune considerazioni. Cosa sarebbe successo se Sebastian Vettel fosse partito in seconda fila, senza i problemi alla centralina in qualifica? Poteva mettere pressione alle frecce d’argento, alle prese con qualche problema di consumi e di freni? Poteva far meglio di Raikkonen, che in seconda fila c’era, e che non è alla fine nemmeno riuscito a difendere il terzo posto? Domande che resteranno senza risposta. La superiorità del motore tedesco, su una pista come quella canadese, molto esigente per potenza ed impianto frenante, è sembrata schiacciante, con 7 motori nei primi 10 (è mancato l’ottavo solo per la penalizzazione di Grosjean), nonostante gli aggiornamenti della PU Ferrari. Il duo Hamilton-Rosberg alla fine ha passeggiato, per risparmiare benzina e freni, grazie al largo vantaggio che aveva su Bottas, una volta che Raikkonen aveva effettuato la seconda sosta; scelta, quest’ultima, poco comprensibile, almeno nel momento, con le gomme soft del finlandese con soli 13 giri compiuti, ma qui diamo per scontato che le avesse rovinate nel testacoda, e soprattutto nel merito, montando le supersoft a quasi 30 giri dal termine, quando con le soft Vettel andava fortissimo e, ovviamente, c’era meno rischio di degrado. Il finlandese ha indubbiamente deluso, non solo per l’errore commesso che era rimediabile, ma per la scarsa grinta dimostrata e il passo troppo lento tenuto con le supersoft, ma è un fatto che Maurizio Arrivabene a nostro parere ha sbagliato accollando al pilota l’intera responsabilità di non avere centrato il podio. Sebastian invece ha fatto una gran gara, con tanti sorpassi, una strategia perfetta, e non si poteva proprio, salvo ritiri o Safety Car (sempre possibili in Canada), fare di più. In conclusione, tra errori di muretto e piloti, e problemi tecnici, non si è potuto capire quale fosse il vero passo gara della Ferrari, come lo stesso Hamilton ha sottolineato a fine corsa. Intanto, comunque, le frecce d’argento continuano a vincere, e il mondiale si allontana, con Lewis che torna alla vittoria dopo lo “scippo” di Monaco e dopo vari triboli al venerdi e al sabato. Rosberg è sembrato poco aggressivo, ma probabilmente la non vicinanza di almeno una Ferrari ha condizionato anche la sua gara.

INVERSIONE DI RUOLI– come era prevedibile, passando da Montecarlo a Montreal, sono tornate in auge le Williams grazie al motore Mercedes, con una bella rimonta di Massa (ma quando parte più avanti perché non guida cosi?), e sono tornate nella polvere le Red Bull, a lungo in difficoltà anche con le sorelle povere Toro Rosso. Al di là dell’evidente mediocrità del motore francese, con sempre più ricorrenti voci di un ingresso in F1 dell’Audi, fa notizia l’involuzione agonistica di Ricciardo, anche ieri dietro al compagno di squadra e fuori dai punti, sempre in affanno e poco veloce. Lotus e Force India, entrambe a punti, sono migliorate essenzialmente per la potenza del motore Mercedes, che su questa pista era essenziale, ma con il ritorno di circuiti più tecnici, con maggiori esigenze di grip aerodinamico e meccanico, il loro divario dai primi, come per le Williams, tornerà ad allargarsi. Sprofondo totale invece per la Mc Laren-Honda, con Button che nemmeno ha partecipato alle qualifiche, e Alonso che si aggrappava disperatamente alle sue capacità di guida ma veniva regolarmente saltato sui rettilinei. Tutto questo, senza nemmeno l’affidabilità; entrambi i piloti ritirati, unici del lotto insieme ad una delle derelitte Manor. Gli ingegneri Mc Laren lavorano alacremente, portando sempre nuovi aggiornamenti, ma il motore Honda non ha potenza e, almeno per quest’anno, sarà difficile invertire un po’ questa tendenza. Alonso può consolarsi col suo ricco stipendio di oltre 30 milioni di Euro annui, ma conoscendolo, non crediamo che sia troppo felice…

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