Le belle del Bentegodi, il pagellone di Verona tra Hellas e Chievo

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Bentegodi – Le due belle di Verona (Hellas e Chievo) si piazzano rispettivamente al 13° e 14° posto, salvandosi con un discreto anticipo. Ottimo il lavoro di Maran e Mandorlini, tecnici capaci di ottimizzare le prestazioni di rose non sempre ottimali da un punto di vista qualitativo.

 

Hellas Verona (6) – Una sufficienza ampia per la squadra capitanata da Luca Toni. Tra alti e bassi l’Hellas cerca una riconferma dall’anno passato, senza però ripetere la straordinaria performance del 2013/14 (colpa anche del pesante mercato in uscita). Si salva meritatamente qualche giornata prima della fine del campionato grazie all’opera di Mandorlini, il quale blinda la panchina veronese con un rinnovo di contratto con scadenza 2017.

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La difesa (5,5) – Il reparto con più lacune tecniche probabilmente. Moras (5,5) eccessivamente opaco, alterna con troppa frequenza gol e autogol; il suo compagno di reparto Marquez (5,5), non sempre magistrale nel condurre la linea difensiva all’ordine (colpa anche della sua veneranda età). La nota positiva si chiama Jacopo Sala (6,5), nasce terzino ma è stato impiegato anche in mezzo al campo all’occorrenza. Il ragazzo ha tecnica e velocità, mica male per essere nato nel 1991.

Il centrocampo (6) – La duttilità tattica dei centrocampisti dell’Hellas è il grande asso nella manica di Mandorlini. Il passaggio dal 4-3-3 dell’anno precedente al blindatissimo 3-5-2, diviene all’occorrenza l’arma perfetta per innescare il contropiede veronese, grazie ad i vari Tachtsidis (6,5), Halfredsson (6) e Obbadi (6).

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L’attacco (6,5) – La sezione offensiva veronese è il pezzo forte dei ragazzi di Mandorlini, Toni permettendo. Il bomber campione del Mondo colleziona infatti la stupenda doppia cifra (22 reti stagionali), eguagliando al primo posto nella classifica marcatori Icardi. La sua brama di segnare (ancora) a 38 anni, trascina letteralmente il Verona alla salvezza. Accanto a Luca Toni (8), pregevoli le giocate di Gomez (6), Nico Lopez (5,5) e Jankovic (5).

 

 

Chievo Verona (6) – La sufficienza del Chievo fa tutta rima con Maran. E’ lui il vero uomo salvezza, capace di trasformare una stagione ormai destinata a spendersi sul filo della retrocessione, ad un campionato dignitosamente concluso al 14° posto (proprio dietro ai cugini veronesi). Ben fatto.

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La difesa (6,5) – Il capolavoro di Maran è proprio il reparto difensivo. Linee strette, diagonali precise. La quadratura tattica del suo semplice, quanto funzionale, 4-4-2 è da manuale del calcio. Schelotto (6), è bravo ad adattarsi a terzino, contenendo le offensive avversarie. Non sempre preciso Dainelli (5,5), bilanciato da un costante Cesar (6).

Il centrocampo (5,5) – Sulla doppia linea del 4-4-2 si dispongono i centrocampisti di Maran, bravi a ripartire in contropiede, ottimi in fase di copertura. Hetemaj (6,5) su tutti, corre e lotta per l’intero campionato, con Izco (5,5) e Birsa(5,5) un po’ più indecisi, soprattutto in fase offensiva. La tenacia c’è, manca forse l’inventiva.

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L’attacco (6) – La tecnica individuale del reparto offensivo è molto più che rispettabile: accanto a Paloschi (6,5) gioca un ritrovato Meggiorini (6), sempre letale sotto porta, e uno sporadico quanto infinito Pellissier (6), bravo a farsi trovare pronto nei momenti di difficoltà. I 3 là davanti, soprattutto Paloschi, sono più che bravi a capitalizzare le azioni di ripartenza dei compagni.

 

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