Milan 2014/15, il pagellone: Bonaventura e Menez i migliori, De Sciglio e Cerci i flop, Inzaghi disastroso

Milan: 4 – Stagione fallimentare. Non c’è bisogno di usare grandi giri di parole per definire la disastrosa stagione rossonera. Bastano i numeri per capire le dimensioni della disgraziata annata del Milan: solo 13 vittorie in 38 partite (con ben 12 sconfitte), 50 gol subiti (persino il Chievo ha fatto meglio), solo 4 successi esterni (tanti quanti il Cagliari retrocesso). Ora bisogna rifondare, una semplice ricostruzione non basterebbe.

Diego Lopez: 6.5 – Lo spagnolo si è dimostrato un portiere di spessore. Non a caso aveva persino tolto il posto a Casillas nell’ultima stagione al Bernabeu. Ha fatto qualche errore (Parma e Sassuolo), ma in tanti match ha salvato numerose palle gol.

Abate: 6 – Si è confermato un terzino dai due volti: bravo in fase di spinta (anche se i cross non sono il suo punto forte), rivedibile in fase difensiva. Ha disputato una stagione discreta, anche se ha dovuto far i conti con i soliti infortuni.

De Sciglio 3.5 – Il nuovo Maldini? Il futuro top player della nostra nazionale? Sì, erano queste le definizioni attribuite a De Sciglio fino a qualche mese fa. Andando avanti di questo passo, rischia di perdere persino la serie A. Il tempo per riscattarsi c’è e il talento pure, ma deve ritrovare al più presto sicurezza e carattere.

Alex 5.5 – Visto il livello della serie A, il brasiliano sarebbe tra i top difensori nonostante l’età avanzata. Ma gli infortuni sono davvero troppi e ciò finisce per incidere sulle sue prestazioni e su quelle della difesa, che vede troppo spesso interpreti diversi davanti a Diego Lopez.

Mexes 5.5 – L’emblema della confusione che ha regnato in casa Milan. Parte da separato in casa, poi ritrova il campo e diventa persino capitano. Ci mette tanta voglia, trova anche un paio di gol, ma la sua avventura in rossonero sembra essere giunta al capolinea.

Paletta 5.5 – Arrivato a Gennaio dal Parma, è stato spesso utilizzato da Inzaghi. È un buon difensore, ma probabilmente nel grande Milan del passato non avrebbe trovato spazio nemmeno in panchina.

Bonera 4 – Gioca poche partite e le gioca quasi tutte male. Come regalo di fine anno gli arriva il rinnovo del contratto! È un giocatore che da equilibrio allo spogliatoio? Bene, però che se ne stia lì, perché il Bonera vistosi quest’anno non può giocare nemmeno in un Milan così modesto.

Bonera Milan

Antonelli 6.5 – Questo sì che è da considerare un ottimo acquisto tra quelli effettuati a Gennaio. Gioca bene, fa anche gol a Torino contro la Juve e dà l’anima in campo: è uno dei pochi giocatori su cui si può rifondare la squadra.

De Jong 6.5 – L’idolo dei tifosi. Grintoso, voglioso, guerriero: regala ottime prestazioni e mette a segno persino tre gol. Purtroppo per i fan rossoneri, la sua avventura al Milan dovrebbe interrompersi qui.

Poli 6 – L’ex Inter ha disputato una discreta stagione. Duttile e volenteroso, è stato uno dei punti fermi di Inzaghi: ha disputato 33 partite, risultando così uno dei più impiegati nella rosa rossonera.

Bonaventura 7.5 – Va a lui il titolo di MVP tra i rossoneri. Arrivato all’ultimo momento dall’Atalanta (e strappato all’Inter), inizialmente doveva essere un panchinaro di lusso. Ben presto Inzaghi lo promuove a titolare inamovibile e lui lo ha ripagato con prestazioni eccellenti, coronate da ben 7 gol e numerosi assist, dimostrandosi tra l’altro molto duttile e sempre pronto a sacrificarsi per la squadra.

Honda 6 – Stagione dai due volti per il giapponese: nella prima metà trascina la squadra a suon di gol e assist, poi a Gennaio parte per la coppa d’Asia e non “ritorna”più. Fatta eccezione per la partita contro la Roma, il girone di ritorno dell’ex CSKA è stata un mezzo disastro.

honda_1042507sportal_news

Muntari 4 – Il ghanese gioca poco, gioca quasi sempre male, si conferma troppo falloso e conclude la stagione autoescludendosi dalla rosa: nient’altro da aggiungere.

Van Ginkel 6 – Un Honda al contrario. Arriva dal Chelsea in prestito con la speranza che in rossonero possa tornare quel bel giocatore vistosi in maglia Vitesse, ma nei primi mesi non lo si vede quasi mai. Poi pian piano inizia a fornire buone prestazioni e nell’ultima parte di stagione trova il posto da titolare ed anche il primo gol.

El Shaarawy 5 – Non bastano i due gol di fine stagione e nemmeno la scusante degli infortuni per non definire deludente la stagione del faraone. Da lui ci si aspetta sempre la giocata decisiva, ma i lampi di genio regalati dal numero 92 sono troppo pochi in proporzione al suo talento. La prossima stagione deve essere quella del riscatto, altrimenti rischia di essere un eterno incompiuto.

Cerci 3 – Va all’Atletico per giocare nel calcio che conta e fa solo panchina. Rientra nel calcio che non conta e fa quasi solo panchina: deve parlare molto meno e lavorare molto di più.

Torres 4 – Arriva al Milan per esserne il salvatore della patria, ma dopo pochissimi mesi viene spedito all’Atletico dove peraltro gioca alcune buone partite. Ha le sue colpe, ma si ha l’impressione che il modulo di Inzaghi lo abbia penalizzato e non poco: forse si sarebbe dovuta dare una chance in più al centravanti spagnolo.

Destro 4.5 – Doveva essere il simbolo della ripartenza rossonera, ma finisce per emulare il sopraccitato Torres. Segna solo tre gol: dunque o qualsiasi “nove” che finisca al Milan diventa scarso oppure la colpa è da ricercarsi altrove. È un vero paradosso: Inzaghi, considerato uno dei più forti centravanti dell’era moderna rossonera, non è riuscito a far rendere al meglio uno dei suoi possibili eredi.

Destro-Inzaghi-Milan-1260x710

Menez 7 – 33 partite, 16 gol: grandissima stagione? Nì. Certamente è stato il giocatore più prolifico e più pericoloso della rosa rossonera, ma ha avuto tante battute a vuoto e in alcune partite ha, con la sua superficialità, causato danni ai suoi favorendo le ripartenze in contropiede degli avversari. Tra l’altro incentra troppo il gioco su di sé, mettendo fuori ritmo i suoi compagni di reparto. Ripartire da Menez considerandolo il proprio punto di forza potrebbe rivelarsi un grosso errore.

Pazzini 5.5 –  Gioca quasi sempre spezzoni di partita, trova pochi gol e risultato quasi sempre avulso dalla manovra. Ci mette tanto carattere ma non basta.

Inzaghi 3 – In alcune partite (Lazio, Napoli, Roma) il suo Milan ha fatto intravedere un gioco abbastanza divertente, ha saputo rilanciare Menez e ha dato fiducia a Bonaventura permettendone l’esplosione. Però i suoi meriti finiscono qui. Per quasi tutta la stagione il Milan si è dimostrato confuso con una difesa vulnerabile e un attacco a volte soporifero, non ha saputo gestire e far rendere al meglio i centravanti in rosa, spesso in conferenza stampa ha dato versioni allucinanti su quanto visto in campo e soprattutto non è riuscito a trasmettere carattere e cattiveria alla sua squadra. L’esonero di fine stagione è ovviamente la giusta conclusione del suo percorso sulla panchina rossonera. I tifosi ricorderanno di lui le grandi giocate e i trofei vinti da giocatore, ma forse le colpe non sono nemmeno del tutto sue: forse con un po’ di gavetta, avrebbe potuto dare molto di più. In bocca al lupo Pippo!

Altri voti: Abbiati 6, Armero 4, Rami 5, Zaccardo 5.5, Zapata 5, Bocchetti 4, Essien 4, Montolivo 5, Suso 5.5).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *