Inter, le gioie del passato, la delusione del presente la paura del futuro

MILANO – “Il passato è storia, il futuro è mistero, ma oggi è un dono per questo si chiama presente”. Diceva così il saggio di un celebre cartone animato citando un vecchio detto popolare. Ma siamo sicuri che sia per tutti così. In generale lo dovrebbe essere ma in casa Inter i sentimenti che aleggiano appaiono diversi, almeno in parte.

PASSATO – Già qui è necessario fare una distinzione tra il “passato remoto” e il “passato prossimo”. Sì perché per gli interisti è meglio guardare un po’ più lontano se vogliono trovare qualcosa per cui sorridere. E nei momenti bui si sa che cercare un appiglio che accenda la speranza è l’unico modo per “sopravvivere”. Ecco che allora l’Inter del Triplete, tornata agli onori della cronaca per il mancato terzo sigillo juventino, torna alla mente per ricordare a tutti che un’Inter vincente è esistita, ma appunto è storia. Come è, per fortuna, storia quella della stagione appena conclusa, quella delle sconfitte divenute sistematiche, quella degli errori in difesa da squadra dell’oratorio, quella delle tante, troppe delusioni. E la speranza di ogni buon tifoso nerazzurro è che quella storia non si ripeta, che diventi un ricordo così ininfluente da cadere nell’oblio.

FUTURO – L’incertezza di cosa ci sarà domani, o meglio di chi ci sarà domani. Il timore di una nuova stagione fatta di alti e bassi, più bassi che alti. Il terrore di vedere nuovamente un’Inter senza anima prima che senza gioco, incapace di vincere ma soprattutto di convincere, lontana dai primi posti. Ecco quello che provano i tifosi nerazzurri in questa estate 2015. Le voci di mercato che si susseguono tutti i giorni e che non sempre sembrano accontentarli. La mancanza di certezza con i top player che sembrano chiusi in cassaforte e poi si ritrovano al centro delle trattative (vedi Kovacic e Icardi, ndr) porta sconforto e fa vedere più nero che azzurro per il futuro. E allora le parole del saggio appaiono in questo caso azzeccate perché non c’è mistero più grande di come sarà l’Inter che scenderà in campo la prossima stagione.

PRESENTE – Ecco parlare di dono sembra davvero impossibile, sempre se non si tratta di quei doni orribili che spesso si trovano sotto l’albero di Natale e al Natale successivo cerchiamo di riciclare cambiando carta e fiocco e rischiando d restituirli “mittente”. Sì perché una stagione deludente, che segue altre stagioni non proprio esaltanti e un mercato praticamente bloccato, vuoi anche per  le sanzioni ricevute, tenuto vivo solo da trattative aperte e chiuse e poi riaperte con la velocità di un errore dei fumetti, non possono considerarsi un dono ma piuttosto uno scherzo, e pure di cattivo gusto. Ecco che, come un cane che si morde la coda (giusto per non lasciare la saggezza popolare), si cerca conforto nel passato. Torna così una maglia che ricorda la vera Inter e non quella degli sponsor e si torna a Brunico per il ritiro estivo, fosse mai che l’aria dell’Alto Adige portasse risultati migliori rispetto a quella del Trentino. Ma a questo punto sorge un dubbio, non è che al primo appuntamento ufficiale in campo ritroveremo le vecchie glorie lasciando ed in tribuna i campioni di oggi?

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