A tutta B: il Pagellone della stagione

CESENA, ITALY - JUNE 15: Official ball of the Serie B playoff final match between AC Cesena and US Latina at Dino Manuzzi Stadium on June 15, 2014 in Cesena, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

L’ultima puntata stagionale della rubrica dedicata alla Serie B propone un pagellone di fatti e personaggi della stagione appena conclusa.

10 CASTORI – Era uno dei tecnici più esperti della serie cadetta, esperto in promozioni, anche se, finora, erano avvenute tutte nelle serie inferiori ed il massimo che aveva ottenuto era stata la promozione in B con il Cesena. Quest’anno ha compiuto un autentico capolavoro, perché ha preso in mano una piccola squadra di provincia, fatta di tanti onesti pedatori, più o meno conosciuti e più o meno giovani, chi alla ricerca di riscatto (vedi Romagnoli, Lollo e Porcari), chi di una conferma (vedi Mbakogu), chi della ribalta (vedi Lasagna), una squadra assemblata per ben figurare dopo la salvezza dell’anno precedente, il primo in serie B, ma neanche lontanamente costruita con l’intento di dominare il campionato, e l’ha portata dove neppure il massimo esperto di calcio avrebbe potuto preventivare ad inizio stagione. E non lo ha fatto vivacchiando o arrivando sul filo di lana, ma imponendosi e guidando in modo “dittatoriale” la classifica fin dalla 12^ giornata, arrivando a conquistare la A con alcune giornate d’anticipo. Ora anche per lui arriva l’esordio in serie A, dove, come i suoi uomini, non vorrà, sicuramente, essere una meteora.

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9 STELLONE – Anche in questo caso si vuol premiare un piccolo capolavoro sportivo, sotto diversi aspetti. Innanzi tutto perché la squadra che Stellone ha condotto alla prima storica promozione in A era una neopromossa ed anch’essa era stata costruita con il principale obiettivo di conquistare una tranquilla salvezza e ben figurare e a nessuno, anche in questo caso, sarebbe parso realistico preventivare una sua promozione ad inizio campionato. E poi perché Stellone è un allenatore giovanissimo, che siede in panchina solo dal 2011, sempre su quella dei laziali, cominciando dalla formazione Beretti, per prendere la prima squadra l’anno successivo e condurla, nel giro di tre stagioni, prima alla promozione in Lega Pro e, poi, quella successiva, allo storico salto in massima serie. Per un bomber di razza come lui, con pochi allori nel palmares personale, questo rappresenta, di sicuro, il “gol” migliore della carriera. Ed è solo all’inizio.

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8 MARINO – E completiamo il trittico di alta classifica ancora con un allenatore. Marino è la dimostrazione che, a volte, i cambi d’allenatore possono portare dei risultati rivoluzionari. Ha preso in mano una squadra che, di per sé, poteva già considerarsi partente ad handicap, perché ripescata all’ultimo momento dalla Lega Pro, costretta ad usufruire di un’appendice di mercato per allestire una squadra in tutta fretta, con quelli che erano gli scarti delle altre squadre. Una squadra che, poi, nelle mani di Lopez era arrivata sul fondo della classifica. Lui l’ha presa e l’ha rivoluzionata, trasformandola in una terribile armata che ha, ben presto, scalato la classifica, imponendosi come una delle migliori compagini della categoria, con un gioco spumeggiante ed efficace. E che, per qualche settimana, ha sognato la serie A. trovandosi a lottare, in modo concreto, per il secondo posto. Ha rallentato solo nelle ultime giornate, qualificandosi, comunque, per le semifinali play off. Dove, probabilmente, ha pagato l’immaturità o forse la fatica di una stagione giocata a livelli altissimi.

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7 LE NEOPROMOSSE – Per la seconda stagione consecutiva, le squadre neopromosse sono state, quasi tutte, tra le assolute protagoniste di questa stagione e stavolta in modo ancor più proficuo della scorsa, dove, al massimo, raggiunsero i play off, sfiorando la A. Ben 5 le squadre salite dalla serie inferiore, compreso il Vicenza ripescato per il fallimento del Siena, e, con l’esclusione dell’Entella, l’unica che, purtroppo, ha fatto ritorno immediato in terza serie, pur lasciando un bel segno sulla B di questa stagione, tutte hanno archiviato una stagione nettamente positiva. Il Frosinone, ovviamente, ha disputato la migliore di tutte, compiendo il doppio salto, mentre il Vicenza c’è andato vicinissimo, fermandosi in semifinale play off. Ma anche il Perugia ha disputato una stagione da protagonista, dominando la prima parte del campionato, conquistando la testa solitaria della classifica fino alla 7^ giornata, a suon di vittorie e riuscendo, poi, a conquistare i play off a fine stagione, dove si è fermata al preliminare. E, infine, anche la Pro Vercelli non ha disputato una stagione da buttare, conquistando un salvezza finale, ma, soprattutto, attestandosi nelle posizioni di alta classifica per la prima parte del campionato, prima che la sfortuna si accanisse falcidiandola di infortuni, primo fra tutti, quello del suo bomber Marchi in piena corsa per la classifica cannonieri.

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6 LA B GIOVANE E LA B SOLIDALE – Anche quest’anno la B non è stata meramente il serbatoio da cui attingere le nuove squadre per sostituire le retrocesse dalla massima serie, ma si è segnalata, ancora una volta, per contenuti e iniziative. A parte il bel gioco espresso da alcune squadre e le emozioni, protratte, praticamente, fino all’ultima giornata, quando ancora tanti verdetti dovevano essere espressi, la B, anche in questa stagione, ha rappresentato la vetrina per tanti giovani di valore. E’ stato un piacevole tormentone di quasi tutte le giornate, la segnalazione di un gol marcato da un Under 21, al gol d’esordio o, comunque, alle prime realizzazioni personali della carriera. Basti pensare a Cerri del Lanciano, goleador del primo scorcio di stagione, a Paganini del Frosinone, realizzatore di reti importantissime o a Torregrossa del Crotone, che ha chiuso il campionato nelle zone alte della classifica cannonieri, solo per fare alcuni nomi. Ma della B di quest’anno non va dimenticato neppure il tanto impegno nel sociale, come iniziativa delle singole squadre, che ha portato a donare fondi a realtà in difficoltà, a sostenere associazioni di volontariato, a ricostruire strutture danneggiate dai recenti allagamenti, ma anche come Serie B nel suo intero, al punto da decidere, a fine stagione, la creazione di una fondazione, la Serie B solidale onlus, con lo scopo di aiutare ad organizzare, indirizzare e gestire questo tipo di iniziative. Ancora una volta la B non è stata la sorella minore.

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5 LE ILLUSTRI DECADUTE – Chi, invece, ha disputato una stagione al di sotto delle aspettative è stato, sicuramente, il blocco delle squadre cadute dalla Serie A. Si sa che il campionato di serie B è difficile e non sempre una caduta assicura una rapida risalita, ma, almeno, ci si aspettava di vedere qualcosa di diverso, soprattutto alla luce di rose costruite per vincere. Il Bologna alla fine ha ottenuto la promozione, ma ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie, ha disputato un campionato sotto tono, toccando anche la parte bassa della classifica, non dando mai l’impressione di avere il pieno controllo della situazione, inanellando risultati spesso deludenti, soprattutto in casa, dove i pareggi sono stati numerosi e. più di una volta, il pubblico ha perso la pazienza, e che sono costati la panchina a Lopez. Ha costruito una rosa molto forte in estate e l’ha addirittura rafforzata a gennaio, ma alla fine non ha ottenuto la promozione diretta e nei play off ha sofferto in modo indicibile. Il Livorno puntava almeno alla qualificazione per i play off, ma ha disputato una stagione fatta di alti e bassi, caratterizzata anche da due cambi di allenatore, parsi eccessivi nei tempi e nelle modalità, fino all’arrivo di Panucci che ha fallito anche l’aggancio agli spareggi, perdendo proprio la partita decisiva. Il Catania è stata una vera e propria catastrofe: alla zona play off non ci si è mai neppure avvicinata ed, anzi, pur cambiando ben 3 allenatori, ha latitato spesso nelle zone bassissime della classifica, conquistando una soffertissima salvezza all’ultima giornata.

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4 CONCAS – Ogni medaglia, anche la più bella, ha il suo rovescio e anche il meccanismo più perfetto ed oliato può nascondere un ingranaggio che non lavora in modo corretto. Così è successo che anche il perfetto Carpi di questa stagione avesse in sé qualcosa che non andava, nello specifico, uno dei suoi giocatori più rappresentativi, quel Concas, bandiera della società e pedina importante del modulo di Castori, trovato positivo, in un controllo di dicembre, ad un metabolita della cocaina. Con il giocatore, che al momento della notifica era comunque fermo per infortunio, e che è stato subito sospeso in via cautelativa dal Tribunale Nazionale Antidoping, il Carpi ha immediatamente risolto il contratto. A maggio è arrivata la conferma delle controanalisi e, quindi, la squalifica per due anni.

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3 LA FARSA DIONIGI – Come Marino, poco sopra, è stata l’esemplificazione del cambio di allenatore appropriato e azzeccato, quello che è accaduto a Varese è stato il simbolo di come, a volte, le decisioni riguardanti la conduzione tecnica di una squadra siano legate ad avventatezza e poca lucidità, con il risultato di non ottenere nessun contributo valido per la propria società ed anche di ledere la dignità e la professionalità di un allenatore. Dopo più di metà del campionato sotto la guida di Bettinelli, visti i pessimi risultati che relegavano la società alle ultime posizioni, la dirigenza ha deciso per un cambio di allenatore, esonerando il tecnico titolare e chiamando Davide Dionigi. Di fronte al nuovo tecnico un doppio turno ravvicinato, visto che la 28^ e la 29^ giornata si sono giocate nel giro di 3 giorni. Quindi l’ex attaccante ha avuto a disposizione pochissimi giorni in cui non ha potuto allenare la squadra, potendo fare solo della rifinitura di preparazione al doppio incontro, non avendo, quindi, la possibilità di trasmettere un proprio metodo lavorativo ai giocatori. Nonostante questo la dirigenza ha deciso che i non positivi risultati ottenuti (due sconfitte in altrettanti scontri diretti, in casa col Brescia e in trasferta a Cittadella) fossero sufficienti a poter dare una valutazione negativa del lavoro del tecnico, e, così, dopo appena due giornate, giocate nello spazio di 3 giorni, è arrivato il nuovo esonero e il riaffido della squadra a Bettinelli.

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2 GLI EPISODI DI AVELLINO-BARI – Lo abbiamo detto a più riprese: di episodi poco edificanti nel calcio, purtroppo ce ne sono fin troppi e, proprio per questo motivo, i calciatori dovrebbero essere i primi a rappresentare un esempio per i propri tifosi, non diventando la causa scatenante di animi infuocati e scontri. Così, quando, invece, gli atleti sono i primi a fomentare gli animi con i propri atteggiamenti, la cosa diventa ancor più grave. E’ quello che è successo alla 30^ giornata, in Avellino-Bari: partita calda per vecchie ruggini dovute a partite passate, massima allerta per le poche simpatie tra le due tifoserie, che si esplicano con qualche disordine, già all’arrivo di quella ospite; in mezzo a tutto questo, Zito, all’entrata in campo per il giro di ricognizione, getta dell’acqua addosso a Sabelli, peraltro infortunato, per un conto in sospeso che avevano dalla scorsa stagione, scatenando subito una rissa, poi i giocatori dell’Avellino al momento del gol hanno imitato il trenino barese e lo stesso Zito ha riproposto il verso sbeffeggiate di un galletto, fino alla fine dell’incontro, conclusosi sul 2-0, quando, sempre i giocatori dell’Avellino, hanno preso la lavagna luminosa ed hanno esposto al pubblico il 2 e lo 0 del risultato, scatenando, ovviamente, le ire degli ospiti. Una pagina di cui sarebbe fatto volentieri a meno.

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1 LA DEVASTAZIONE DEL CAMPO DI VARESE – Altro episodio da dimenticare sia per la Serie B in generale, che per la disastrosa stagione del Varese, è stata la devastazione del campo ad opera di vandali a ridosso della partita Varese-Avellino della 36^ giornata, che si sarebbe dovuta giocare di sabato: porte segate, buche scavate in tutto il campo, panchina della squadra di casa distrutta e scritte ingiuriose per giocatori e società ovunque. Ovviamente la partita ha dovuto essere rimandata, ma grazie al lavoro solerte degli addetti al campo, ha potuto essere disputata già alla domenica, anche per la sportività dell’Avellino che ha accettato il rinvio, con grande disagio per i tanti tifosi irpini che si erano sobbarcati la trasferta. I responsabili, difficilmente chiamabili “tifosi”, hanno meritato in pieno la retrocessione.

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-10 IL LOTITO AFFAIRE – Il pagellone della stagione non poteva concludersi che col più negativo dei voti, tutto da dedicare al Lotito affaire. Ma non sono state solo per le parole del Presidente, che peraltro si è dimostrato poco conoscitore della storia del Calcio Italiano e delle belle pagine della serie A scritte da tante provinciali, ad aver lasciato interdetti, quanto la reazione dello stesso Gotha del calcio che conta, con pochissime condanne e, invece, un prodigarsi di possibili “soluzioni” al problema con fantomatici requisiti da possedere per essere ammessi alla massima serie, come se già aver dominato e vinto la serie cadetta non fosse sufficiente. Come già avuto modo di dire in altre rubriche, se il prodotto Italia non vende nel mondo non è certo per la presenza di Carpi e Frosinone, che, a completo spregio delle parole di Lotito, sono state promosse entrambe in Serie A. Chissà cosa avrà pensato il Presidente della Lazio, quando, nel tanto celebrato calcio inglese, qualche settimana fa, ha ottenuto, per la prima volta nella sua storia, la promozione in Premier League il Bounemouth, squadra di una città di meno di 200.000 abitanti a sud ovest di Londra…..

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