Forever Aquile: Fabio Gallo, colui che insegnò alle baby aquile a volare

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In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Restando sempre nell’ambito del calcio giocato, stavolta si va a stuzzicare i ricordi degli intenditori, perché si parla di un giocatore che ha speso la sua carriera prevalentemente in provincia, dove, però, si è fatto valere, conquistando, comunque, una sua notorietà, anche grazie alla militanza in serie A, soprattutto con la maglia nerazzurra dell’Atalanta. Un giocatore che nello Spezia ha giocato ancora giovanissimo e poi c’è ritornato, ultimamente, da allenatore delle giovanili, per scrivere una pagina di storia della società bianca. Questa puntata è dedicata a Fabio Gallo.

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GLI INIZI – Fabio Gallo nasce a Bollate, in provincia di Milano, l’11 settembre 1970 e nelle giovanili dell’Inter comincia la sua storia nel mondo del calcio. Fin da subito si segnala per le sue caratteristiche tecniche, che ne fanno un centrocampista dai piedi buoni, con visione di gioco e senso della posizione sia in fase di costruzione che di interdizione. Con i nerazzurri vince un campionato Allievi ed uno Primavera, ma, soprattutto, desta fin da subito l’interesse dell’ambiente della Nazionale, venendo convocato per la Under 16, con cui, da Capitano, conquista un Europeo di categoria e il 4° posto ai mondiali in Canada. Nel 1989 viene mandato a farsi le ossa all’Oltrepò, in C2, dove resta per due stagioni, finché la squadra non retrocede in Interregionale. Nel 1991, invece, va in prestito allo Spezia.

LA STAGIONE DA GIOVANE AQUILOTTO – Gallo, quindi, arriva allo Spezia all’inizio della stagione 91/92, con la squadra che milita in C1. Sono anni di grandi manovre, con imponenti rivoluzioni a livello di rosa, al punto che di quella della stagione precedente si salvano solo in 5, ma affidata nelle mani del confermato tecnico Ferruccio Mazzola. La squadra è costruita per ben figurare, ma è ovvio che simili rivoluzioni possano pagare qualcosa in termini di affiatamento, soprattutto nelle fasi iniziali del campionato. La stagione comincia in agosto con la fase a gironi della Coppa Italia di C. Qui Gallo fa il suo esordio con la maglia bianca, giocando titolare la prima partita, contro l’Alessandria, persa per 4-2. Gioca anche le restanti 3 partite del girone (2 da subentrante e una da titolare, sostituito), tutte vinte per 1-0, risultati che consentono allo Spezia di passare il turno. Intanto comincia il campionato e, anche qui, Gallo fa il suo esordio alla prima giornata, subentrando nel secondo tempo, nella sconfitta interna col Palazzolo per 2-0. Alla seconda va anche meglio, per lui e per la squadra: in trasferta a Pavia gioca titolare e segna il gol vittoria. Nonostante questo la partenza della squadra è pessima, tanto che nelle prime 4 giornate arrivano 3 sconfitte, poi la rotta si stabilizza un po’ di più e le cose cominciano ad andare meglio, anche se l’attacco è piuttosto asfittico. Gallo pian piano diventa un elemento importante del centrocampo aquilotto, utilizzato spesso anche nella fase offensiva. La stagione della squadra procede invece in modo piuttosto deludente: in Coppa Italia arriva l’eliminazione nei sedicesimi ad opera della Massese (sconfitta in trasferta e 0-0 al Picco, Gallo le gioca entrambe) e in campionato i risultati stentano ad arrivare, tanto che alla 21^ giornata, dopo la sconfitta interna col Monza, Mazzola viene esonerato e la squadra è affidata a Savoldi. Col nuovo tecnico le cose sembrano andare un po’ meglio, inanellando 10 risultati utili consecutivi, tra cui anche il pareggio interno col Baracca, in cui Gallo segna il gol del pareggio, ma le 3 sconfitte nelle ultime 3 giornate regalano solo l’8° posto finale, con 33 punti, frutto di 8 vittorie, 17 pareggi e 9 sconfitte, di cui ben 5 al Picco, con 31 gol segnati e 33 subiti. Gallo chiude con 26 presenze sulle 34 partite totali del campionato, così che, sommando le presenze nelle varie competizioni, chiude la stagione, e lascia la maglia bianconera, con 32 presenze e 2 gol segnati.

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Una rara immagine di Gallo allo Spezia

GLI ANNI IN A E LA LUNGA CARRIERA – Nel 1992 è acquistato dal Brescia che, però, lo gira subito in prestito all’Alessandria, con cui gioca una stagione (14 presenze, tra cui quella nella sconfitta al Picco nell’1-2 contro gli ex compagni) in C1. Quindi fa ritorno alla casa madre, nella stagione in cui le rondinelle sono appena retrocesse in B, ma, grazie anche al suo contributo, la permanenza in seconda serie dura solo una stagione e, così, nel 1994, Gallo può fare il suo esordio in serie A. A fine stagione, che si conclude con la nuova retrocessione dei lombardi in B, dopo 67 presenze e 6 gol, lascia il Brescia e si trasferisce all’Atalanta, appena tornata in A, la squadra con cui ha la sua consacrazione. Qui diventa un pilastro fondamentale del centrocampo bergamasco, in coppia con Sgrò, contribuendo alle due salvezze consecutive (con anche il 10° posto nel 96/97) e al raggiungimento della finale di Coppa Italia del 95/96. Nel 97/98 arriva la retrocessione in B, ma, dopo appena due stagioni, i nerazzurri sono nuovamente in A e, nel 2000/01 conquistano anche un ottimo 7° posto finale. A fine stagione, dopo 156 presenze e 1 gol in 6 stagioni con la Dea, passa alla Ternana, in B, ma a gennaio si trasferisce al Como, con cui, a fine stagione, conquista la promozione in A. Non segue, però, i compagni in massima serie, perché all’inizio della stagione 02/03 si trasferisce al Treviso, in C1. Anche qui diventa presto un perno insostituibile del centrocampo, raggiungendo anche i gradi di Capitano, e conquista subito la promozione in B, seguita, dopo 2 stagioni, dalla prima, storica, promozione in A, pur se a seguito di un ripescaggio, nonostante avesse perso i play off col Perugia, dopo la condanna sportiva del Genoa e le non iscrizioni di Torino e dello stesso Perugia. Gallo non sale in A col Treviso, che lascia, quindi, dopo 108 presenze e 17 gol, per accettare la proposta del Torino, impegnato nel campionato di B e, anche in questo caso, non fallisce la promozione e torna in massima serie con la maglia granata, con cui resta un’altra stagione. All’inizio di quella 07/08 passa al Novara, in C1, e qui gioca le ultime due stagioni della sua carriera, mettendo insieme altre 38 presenze e 5 gol prima di appendere definitivamente le scarpette al chiodo nell’estate del 2009.

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LA CARRIERA DA ALLENATORE E L’IMPRESA CON LE BABY AQUILE – Comincia immediatamente la carriera di allenatore, conseguendo il patentino di seconda categoria e parte dal settore giovanile dell’Atalanta, allenando prima gli Allievi Nazionali e poi la Primavera. All’inizio del 2012 intraprende la prima esperienza, come primo allenatore, sulla panchina di una squadra professionistica, la Giacomense, in Lega Pro Seconda Divisione, ma viene esonerato a ottobre. All’inizio della stagione 2013/14 viene scelto da Giampaolo come vice sulla panchina del Brescia, ma l’esperienza praticamente non comincia mai, perché viene fin da subito osteggiato dalla tifoseria, che non ha mai digerito il suo passaggio, da calciatore, dalla maglia del Brescia a quella dei rivali dell’Atalanta, con un corredo di alcune frasi poco gradite agli ultras bresciani, tanto che a luglio Gallo decide di rinunciare all’incarico. All’inizio della stagione appena conclusa è stato chiamato dallo Spezia per allenare la sua formazione Primavera, dove è stato l’artefice di una piccola impresa. Con gli aquilotti baby inseriti nel girone A, quello di Juventus, Torino, Fiorentina, Samp e Genoa, ha condotto la squadra allo storico terzo posto nella fase a gironi, traguardo mai raggiunto, con 55 punti, frutto di 18 vittorie, 1 pareggio e 7 sconfitte, a solo 2 punti dal secondo posto del Torino e a 5 dal primo, occupato dalla Fiorentina, e, soprattutto, con 2 punti sulla Primavera della Juve, giunta quarta (e battuta 1-0 nella gara di ritorno), terminando anche con il capocannoniere del torneo, il nigeriano Umar Sadiq con 26 gol. Questo ha consentito agli uomini di Gallo di essere ammessi al turno di qualificazione per approdare alla Final Eight, dove hanno incontrato prima l’Empoli, battuto per 1-0, e, poi, i Campioni d’Italia uscenti del Chievo, sconfitti per 2-0. Così, per la prima volta nella sua storia, la Primavera aquilotta si è qualificata per la fase finale ad 8 squadre del campionato. Qui, ai quarti, è arrivata, purtroppo, l’eliminazione, dopo la sconfitta per 2-0 ad opera della Roma, una delle candidate alla vittoria finale, andata, invece, al Torino (che ha battuto in finale la Lazio, un’altra squadra che ha dovuto passare per il turno di qualificazione e che, in semifinale, ha eliminato proprio la Roma nel derby), ma dalla tifoseria e dalla società è stata celebrata come un’impresa, che ha fatto schizzare Gallo all’attenzione dell’ambiente, tanto che, adesso, sono diverse le squadre che lo vorrebbero sulla panchina della propria Primavera, Juventus su tutte.

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