Inter: euforia per Kondogbia, ma i conti quadrano davvero?

MILANO – Per tutti oggi è il Kondogbia day, l’arrivo del giocatore a Milano, le visite mediche e il suo ingresso nel mondo nerazzurro offusca un po’ tutto, ma i problemi restano e prima o poi sarà necessario farci i conti, o per meglio dire, fare i conti.

IDOLO DELLE GENTI – Nessuno sapeva chi era fino a quando non è divenuto l’oggetto del contendere tra Inter e Milan, ora che ha “indossato” la maglia nerazzurra sembra essere il giocatore che risolverà tutti i problemi. Ma lo sarà veramente? Per quanto riguarda il campo sarà la prossima stagione a dirlo. Per ora ci limitiamo a rendere conto delle visite mediche che ha svolto oggi e della scelta del numero, quel numero 7 che dopo l’era Figo non sempre è stato di portafortuna per chi lo ha indossato. Vedremo se il centrocampista francese, primo (ce ne saranno altri?) colpo di Thohir per la nuova Inter, sfaterà il mito.

I CONTI TORNANO? – Una domanda alla quale è difficile rispondere. L’Inter non può sbagliare vista la recente sanzione dell’Uefa (Fiar Play finanziario, ndr). E allora i circa 36 milioni di euro sborsati per al Monaco per la sua stella come saranno ammortizzati, e in caso di altri acquisti come sarà possibile far quadrare i conti? Si potrebbe parlare di cessioni di lusso, ma ne varrebbe veramente la pena. L’Inter ha un bisogno assoluto di qualificarsi alla prossima Champions League non solo per il prestigio ma anche per i guadagni che ne derivano. Ma cedere i pezzi da 90 potrebbe mettere seriamente a rischio questo obiettivo, specie se si tratta di Kovacic e Icardi, praticamente i due perni sui quali si sta costruendo la squadra del prossimo futuro. Mettere nuovamente in discussione il progetto, perché di questo alla fine si tratterebbe, può essere la scelta giusta? Sulla carta non sembrerebbe ma è anche vero che Thohir non può permettersi di pagare la multa “congelata” (14 milioni con la condizionale) né di farsi ritrovare con i conti in disordine dall’Uefa. E allora far quadrare le esigenze finanziarie con quelle calcistiche diventa sempre più difficile, un problema che forse il Presidente non aveva ben calcolato prima di imbarcarsi nell’avventura nerazzurra.

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