Inter: quattro reparti in cerca d’autore

Piero Ausilio

Il ‘casting’ di Ausilio, alla ricerca di grandi nomi per Mancini, potrebbe prendere in considerazione alcuni nomi che già militano nel campionato italiano. Alcuni a parametro zero, altri degli investimenti per il futuro, altri che richiederebbero un sacrificio economico e altri che sono una scommessa: scopriamo chi sono.

Il ‘botto’ Kondogbia, va bene. I succulenti ‘rumors’ du Salah, Perisic e compagnia bella. Ma se è vero che l’Inter non vuol più fare da comprimaria sul mercato, è altrettanto vero che le risorse non sono infinite e che, per costruire la fuoriserie che vuole il Mancio, il buon Ausilio dovrà anche pensare a qualche innesto low-cost ma dalla massima resa, battere piste che poco interessano altri e, inoltre, fare qualche scommessa sperando che paghi gli auspicati dividendi. Reparto per reparto, vediamo chi potrebbero essere gli outsider che puntellerebbero la rosa nerazzurra, in attesa dei prossimi 2-3 acquisti di grido e delle inevitabili cessioni visto che, oramai, gli esuberi costituiscono una sorta di Inter-ombra che, tra FPF ed esigenze di spogliatoio, difficilmente gravoiterà ancora nell’orbita di Appiano Gentile.-

PORTA – In realtà, tra i pali Mancini potrebbe dire “Sto!” e riaffidarsi al ‘rinnovato’ Handanovic e a Carrizo. Tuttavia, la suggestione legata a un nuovo numero 1 non è tramontata al 100% e così, se Handanovic non partirà a meno di offerte clamorose, perché non affidare i guantoni di riserva ad Antonio Mirante, oramai libero dal Parma? La (pare vicina) conferma di Carrizo pare chiudere ogni discorso ma il classe ’83 pare offrire più garanzie dell’argentino che, a fronte di grandi doti, spesso è vittima di amnesie (si vede la gara d’andata col Wolfbsurg). Certo, Mirante come dodicesimo sarebbe quasi un lusso, visto che il portiere potrebbe ambire a difendere la porta di più di metà delle squadre di A: ma la scelta sarebbe intrigante e, appunto, vantaggiosa dal punto di vista economica. Conseggando all’Inter qualcosa in più di una semplice riserva. Un anche per gli equilibri dello spogliatoio. Ma un rischio che blinderebbe a doppia mandata la porta interista per ogni evenienza. Se Mirante fosse d’accordo, questo affare sarebbe da…ffare.

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DIFESA – Puntellata la linea centrale (anche se, a nostro avviso, se ci sarà il repulisti tanto invocato, un altro centrale giovane o comunque in ascesa da affiancare all’emergente Murillo e a Miranda servirebbe: Tonelli dell’Empoli ad esempio?), la priorità di Mancini è un terzino. Anzi, sarebbero due e entrambi di livello europeo ma la ragion di stato ricorda che c’è un bilancio da  tener presente, ci sono quattro terzini in rosa che, se si potesse, sarebbero cambiati tutti (ma un paio tra D’Ambrosio, Nagatomo, Dodò e l’adattato Juan Jesus resteranno, mentre è ai saluti Jonathan) ad eccezione forse solo di Santon. Premesso che Filipe Luis sarebbe un bel colpo e che Montoya del Barça ha i numeri ma pure i dubbi sulla sua adattabilità al campionato italiano e che, forse, si tratta di una oramai ex promessa, noi suggeriamo un altro italiano. In ascesa pure lui, polivalente, discreta confidenza col gol e il solo limite di un cognome che ha poco di esotico e anzi ha pure poco appeal. Davide Zappacosta. Zappa costa: o forse no, forse evoca invece ciò che manca all’Inter dall’addio di Maicon. Il ragazzo ha l’età dalla sua, giostra tranquillamente anche in mediana -vuoi mai che Mancini lo impieghi come ala destra- e ha pure passo. Certo, magari il suo apprendistato a Bergamo non è ancora finito ma prima che qualche altra italiana passi dall’interessamento semplice ai fatti concreti… Una scommessa questa, ma calcolata e nemmeno troppo esosa se Ausilio imbastisse una trattativa creativa. Sempre meglio che un imbolsito trentenne con la canonica “esperienza europea” o il ragazzo straniero iper-valutato e tutto da verificare nel nostro torneo. Non siamo fan degli autocroni a tutti i costi, ma stavolta possiamo dirlo: italiano è (più) bello.

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CENTROCAMPO – Qui andiamo sula fantascienza. Per almeno due motivi. 1) Il giocatore in questione è proprietà di Claudio Lotito che, dopo aver fatto pagare a peso d’oro Hernanes, non si farà remore di chiedere identica somma per il regista argentino. 2) Il giocatore è cardine del progetto di Pioli e difficilmente, nell’annata della conferma e con una Champions’ all’orizzonte, ci si priverà di un elemento per nulla facilmente ssotituibile. Ciò detto, immaginare una copia in cui Lucas Biglia affianca Kondogbia o un centrocampo a tre di cui il regista dell’Albiceleste è il perno intriga molto e potrebbe far compiere all’Inter quel salto di 2-3 caselle in classifca tale da cambiare il volto della stagione. E magari far sembrare più accettabile la cessione di un big in mediana. Impossibile che vada in porto ma l’acquisto di Biglia potrebbe davvero spostare gli equilibri e darebbe a Mancini un giocatore fatto, finito e con la giusta esperienza in Italia per prenderne in mano le redini. E -qui esageriamo forse- farne anche il capitano? Scommessa costosa, costosissima questa: probabilmente l’Inmter volerà basso per cercare un interprete del ruolo,  ma se ci fosse un budget ad hoc, noi lo utilizzeremmo senza remore sul cervello della Lazio di Pioli.

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ATTACCO – Qui le cose paiono già definite ma, al tempo stesso nebulose. Icardi sarà il titolare intoccabile, e palacio il partner-sostituto buono per tutte le stagioni (specie se il fisico lo sosterrà). Ma poi? A nostro avviso servirebbe una riserva vera e propria di Icardi oltre a quegli esterni (Perisic o Salah accanto  Shaqiri) per completare il reaprto. Il baby Puscas forse non è nelle grazie dell’allenatore (purtroppo) e allora perchè non la scommessa low-cost, e che magari farà storcere il naso a qualcuno di bocca buono? Gregoire Defrel, al primo anno di A, ha fatto il botto e punito pure i nerazzurri. Tranquilli, non sarà un Belfodil 2.0 e, ora che non è più legato al Parma, si dovrebbe trattare col Cesena che si è già rassegnato all’idea di cederlo. Ottimo come riserva degli esterni d’attacco di Mancini, noi lo vediamo tranquillamebte come vice-Icardi o anche come suo partner. Ha pure lui dalla sua l’età, quel minomo di apprendistato tra i grandi e anche i colpi se si rivedono le sue 9 realizzazioni nell’anno da esordiente nella massima serie. Scommessa sommessa questa qui. Ma un giocatore che può dare il cambio ad almeno tre ruoli sul fronte d’attacco à -e che ha le doti tecniche, olgtre che fisiche- di Defrel, andrebbe preso in considerazione. E pazienza se viene dal Cesena: come se fosse una colpa. L’inter del 2009 non comprò il regista e il centravanti del Genoa per vincere la Champions’? E qualche anno prima non pescò quello che è stato anche il miglior terzino del mondo da un Monaco molto diverso da quello odierno? Ecco.

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