ESUBER-INTER: CHI, COME E PERCHé VENDERE

Milano – Continua la marcia di avvicinamento alla prossima stagione dell’Inter. La società nerazzurra, grande protagonista di questo primo scorcio di calciomercato, si mette in moto anche sul fronte cessioni. Dopo il riscatto del cartellino di Ricky Alvarez da parte del Sunderland, Ausilio e Fassone lavorano alla cessione di giocatori non in linea col progetto-Mancini. Obiettivi principali: sfoltire la rosa ed assicurarsi introiti utili al risanamento per quel che riguarda la gestione economico-finanziaria. Ma chi vendere? Occorre (come si mormora) sacrificare qualche “pezzo da 90” per rispettare le norme del Financial Fair Play? Oppure si può agire in maniera più “soft”?

GRANDI AMBIZIONI, GRANDI SPESE – Insieme alla Juventus, è sicuramente l’Inter la protagonista di questo Giugno che ha sancito l’inizio di un calciomercato estivo che si preannuncia sempre più scoppiettante.
Gli acquisti di Miranda e Zukanovic (ufficiosi), Murillo e Kondogbia (quest’ultimi due ufficiali) hanno scatenato l’entusiasmo in casa nerazzurra, soprattutto nei tifosi, letteralmente in visibilio alla vista del centrocampista francese proveniente dal Principato di Monaco.
E questi sono solo i primi innesti apportati dal rivoluzionario mercato della società meneghina, con già altri due “colpi in canna” pronti da sparare: Giannelli Imbula del Marsiglia e Martin Montoya del Barça sono pronti a dire di sì a Mancini. Senza dimenticare la seconda punta (o anche ala) tanto desiderata dal tecnico di Jesi, con Jovetic, Salah, Perisic, Cuadrado, Aubameyang, Lavezzi che compongono la “rosa” dei papabili sul taccuino di Fassone ed Ausilio.
Ma, come detto in Corso Vittorio Emanuele si comincia, doverosamente, a pensare al mercato in uscita.

L’OSSESSIONE FINANCIAL FAIR PLAY – Erick Thohir lo ha ribadito più volte: investirà per riportare l’Inter ai vertici ma con un occhio sempre vigile al FFP. Va bene comprare, ma bisogna pure vendere. I conti al magnate indonesiano non tornano ancora: i ricavi stentano ad aumentare, anche a causa della mancata qualificazione in Champions’ degli ultimi anni. Questo sembra essere veramente l’anno decisivo per i nerazzurri: all-in, come direbbero i pokeristi. Dentro o fuori. Rinascita o declino. Champions’ League o ennesima rivoluzione. Il tempo dei proclami è finito: non si può più sbagliare.

LA STRATEGIA “PAGHERÒ” – In molti si domandano come siano possibili spese di tale portata ( 15 milioni di € Miranda, 36 Kondogbia, 8 Murillo più i ricchi ingaggi pluriennali) per una società sempre in deficit negli ultimi anni e costretta dall’UEFA a far quadrare i conti. La strategia societaria sembra chiara: spendere tanto per rafforzare in maniera importante la squadra ma dilazionando i pagamenti in più esercizi. Lo scopo è quello di incidere poco sui bilanci annuali, attendendo i ricavi futuri derivanti dalla partecipazione alla massima competizione europea, oltre che da altre fonti da cui ci si aspetta un rilancio definitivo (stadio e merchandising in primis). Ma poiché il calcio non è una scienza esatta, non sempre comprare tanto (o meglio a tanto..) si traduce in risultati sportivi di grande rilevanza. Ciò vuol dire che nel caso in cui anche quest’anno il progetto fallisse, il sacrificio di un grande top player (su tutti bomber Icardi) diventerebbe inevitabile.

SUPERMARKET INTER – Analizzando i vari reparti della Rosa interista alcune cessioni sembrano scontate, altre meno. Con un’attenta riflessione sul vero valore di alcuni calciatori e la loro utilità all’interno della compagine nerazzurra, probabilmente non occorrono sacrifici dolorosi, anzi. Le scelte più difficili si prospettano nel reparto di centrocampo. Ma una cosa è certa: l’Inter deve cominciare a vendere. Troppi giocatori per due sole competizioni. Un lusso (se lo si può chiamare così..) che Thohir e soci non si possono permettere.

 IL CEDIBILE J.J. – Tralasciando il discorso portieri e attaccanti, in cui tutto sembra confermato, già nel reparto difensivo si possono fare i primi calcoli: l’arrivo di Murillo e Miranda comporta un sovraffollamento in zona centrale, con Andreolli già pronto a fare le valigie. Restano “Capitan” (?) Ranocchia, Vidic e Juan Jesus (traduzione: due posti da titolare per cinque). Qualcuno è di troppo. E se al difensore azzurro è stato appena rinnovato il contratto fino al 2019, diverso il discorso per i restanti due. Viste le prestazioni dell’anno scorso, nessuno dei due meriterebbe la conferma, ma sicuramente dalla cessione del brasiliano, che ha mostrato di non essere da Inter (troppe chiacchiere e pochi fatti), si ricaverebbe un gruzzoletto non inferiore ai 10 milioni di € (valore di mercato pari 13 milioni secondo www.transfermarkt.it). Niente male. Anche sulle fasce c’è molto da fare con i vari Nagatomo, Dodò, D’Ambrosio e Santon che compongono la base dell’anno passato a cui, come detto, si aggiungeranno Montoya e Zukanovic. Sei (dico sei) terzini sembrano realmente un pò troppi. In due sicuramente saluteranno (oltre al pupillo di Mazzarri, Campagnaro).

REBUS CENTROCAMPO – Discorso più complesso per quel che riguarda la linea mediana, in cui, a parte Kuzmanovic e Obi, è difficile individuare chi cedere. Gli arrivi di Kondogbia e Imbula (ancora non definito e tutt’altro che certo), sono dovuti alla voglia del Mancio di aggiungere forza, centrimetri e tecnica ad un reparto che è sembrato troppo debole fisicamente. E, anche quì, qualcuno è di troppo e dev’essere sacrificato. Ma chi? Medel ha sorpreso il tecnico; a Brozovic e Shaqiri è giusto far completare il periodo di ambientamento e, quindi, dare un’altra chance; Hernanes sembra tornato ad essere il “Profeta”. E allora ecco le “spine”: Fredy Guarin e Mateo Kovacic.

#SAVEKOVACIC O #SAVEGUARO ? – Partiamo dal croato: come privarsi di un talento del genere? “Perchè proprio lui?” si domandano i tifosi (o almeno la maggior parte di essi). Difficile dar loro torto.  Vale la pena sacrificare un classe ’94 su cui si è investito ben 15 milioni di euro a 19 anni, per una plusvalenza di 10 milioni circa? E poi proprio al Liverpool di quel Coutinho visto come uno dei grandi rimpianti degli ultimi tempi in casa nerazzurra? Una cessione lascerebbe molto perplessi. Errare è umano, ma perseverare… Potrebbe allora essere proprio il centrocampista colombiano l’indiziato alla cessione. Il Fenerbahce si è mosso, ma il primo approccio è stato troppo timido. L’Inter, se proprio deve sacrificare il “cafeteros”, vuole incassare bene. 12 i milioni richiesti. Forse pochi, forse no. Chissà.

I GIOVANI: UNA RISORSA…ECONOMICA –  Le operazioni alla “Bonazzoli-Samp” (4,5 milioni più bonus, ma con diritto di “recompra” a 9) potrebbero essere la soluzione per “tappare” qualche buco di bilancio. I vari Gnoukouri, Puscas, Camara potrebbero rientrare in operazioni simili. Incassare subito denaro “fresco”, senza perdere del tutto i propri talenti. Ausilio, Fassone e anche Mancini forse ci stanno pensando.

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