F1, tante emozioni a Silverstone ma alla fine è sempre Mercedes

Mercedes-AMG's British driver Lewis Hamilton celebrates with fans at the Silverstone circuit in Silverstone on July 6, 2014 after the British Formula One Grand Prix. AFP PHOTO / DIMITAR DILKOFF (Photo credit should read DIMITAR DILKOFF/AFP/Getty Images)

EMOZIONI– la quinta vittoria stagionale di Lewis Hamilton, nel gran premio di casa di fronte a 140.000 spettatori entusiasti,  e l’ennesima doppietta Mercedes, stavolta non arrivano dopo un monologo argentato.  Gran parte della gara ha visto davanti le Williams, grazie al formidabile motore tedesco (capace anche di variazioni nella mappatura a gara in corso, nonché durante le qualifiche; perché solo loro?), e ad una partenza in cui Massa e Bottas sono schizzati come proiettili davanti al duo Mercedes.  Pur essendo più veloci, Hamilton e Rosberg hanno dovuto attendere l’arrivo della pioggia per sopravanzare le Williams, velocissime in rettilineo, ed approfittare delle loro carenze di carico aerodinamico. Hamilton ha poi vinto la gara come l’aveva persa a Montecarlo, cioè decidendo di montare le gomme intermedie all’ultimo istante prima dell’entrata ai box, quando la pioggia cominciava a cadere copiosa, costringendo cosi il compagno a percorrere un giro intero con le slick su pista bagnata. L’inglese, come si è visto poi nei giri finali, ha confermato di essere insuperabile con condizioni estreme, mentre Rosberg stranamente ha dimostrato poca grinta, prima standosene per due terzi di gara dietro a Bottas senza mai tentare un attacco, poi non  riuscendo ad impensierire il compagno sul bagnato. Al di là degli episodi, l’analisi tecnica per la concorrenza è sconfortante; le frecce d’argento, in qualifica come nei giri in gara con pista libera,  avevano un secondo al giro di vantaggio su tutti, su una delle piste più tecniche, con curve ad alta velocità, due lunghi rettilinei ed un tratto misto con tornanti e curve lente.

FERRARI- purtroppo la rossa è in piena involuzione tecnica, o comunque gli sviluppi sono più lenti di quelli degli avversari. Il podio di Vettel è arrivato unicamente grazie al momento azzeccato del cambio gomme per la pioggia e all’ottima guida del tedesco sul bagnato, oltre che agli errori del muretto Williams. Qui si sono visti problemi vecchi, come la difficoltà a mandare in temperatura le gomme e la mancanza di trazione nelle curve lente, e nuovi, come la partenza sbagliata di entrambe le vetture, che sembra legata ad un problema di aderenza (pneumatici troppo usurati in qualifica?), mentre in generale il distacco dalla Mercedes è aumentato, anziché diminuire, e la Williams si è (eufemismo) avvicinata. Il dubbio che rimane è capire, in caso di partenza normale, cioè mantenendo le posizioni in griglia, se le rosse potevano tenere il passo almeno di Massa e Bottas (con le gomme hard, a pista libera, Raikkonen e Vettel non andavano male), ma è quasi certo che, partendo dietro, non le avrebbero potute passare, visto che non ci riuscivano nemmeno con Hulkemberg e Kyviat  nei primi giri per carenza velocistica sul dritto. A metà stagione, pur avendo ottenuto 6 podi in otto gare, con una vittoria, contro il disastro dello scorso anno, il dilemma tecnico è simile a quello del 2014; proseguire con lo sviluppo per l’immediato, o pensare già al 2016? Infine, è significativo l’atteggiamento di Arrivabene sulla fermata, poi rivelatasi prematura, di Raikkonen per mettere le gomme intermedie; il finlandese potrà aver sbagliato, probabilmente impermalito dal sorpasso appena subito dal compagno di squadra, ma se si vuole fargli capire che non sarà riconfermato, questo non è il modo giusto, oltre che essere sbagliato nel merito (la decisione di una sosta, la prendono pilota e muretto all’unisono). Raikkonen, dal venerdi fino all’arrivo della pioggia, è sempre stato più veloce di Vettel, e non era proprio questa la gara dove gettargli la croce addosso. Se poi lo si vuole sostituire, in giro c’è sicuramente di meglio di Bottas, il più gettonato dai rumours del paddock, che oggi, nella terza curva ha spalancato la porta ad Hamilton come un principiante, e poi ha chiesto  via radio il “permesso” di superare Massa (un pilota vero supera e poi si vedrà..), mentre il solo fatto di non stargli sempre abbondantemente davanti dovrebbe far riflettere…un nome su tutti, Nico Hulkemberg

RESTO- ottima gara delle Force India, entrambe nei punti, grazie alla loro efficienza aerodinamica, migliorata da un muso completamente nuovo, oltre che naturalmente al fenomenale motore Mercedes. Discreta anche la prestazione delle Red Bull, in particolare di Kivyat che ha ben impressionato anche sul bagnato, e che se avesse avuto ancora un giro superava anche Bottas per il quinto posto. Peccato per le Toro Rosso, entrambe ritirate nei primi giri, cosi come le Lotus, comunque le peggiori macchine con motore tedesco; una grossa delusione per questo glorioso team, che andava meglio gli anni scorsi con un motore meno potente. Primo punto stagionale per la Mc Laren, grazie alla determinazione di Fernando Alonso, ma arrivato dopo ben 7 ritiri, di cui 5 nei primi 4 giri, e dopo un week end ancora una volta disastroso; partenza in penultima fila, Button centrato proprio da Alonso al primo giro, e nel finale addirittura la Manor di Stevens che sta quasi per raggiungere il due volte campione del mondo; quanta pazienza avranno, ancora, piloti e tecnici Mc Laren?

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