Forever Aquile: Paolo Sammarco, dalla A sotto la Lanterna all’impresa di Frosinone

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

La puntata di questa settimana è dedicata, nuovamente, ad un calciatore, in particolare ad un giocatore ancora in attività, con una discreta carriera alle spalle, mai particolarmente sotto i riflettori, ma che ne ha fatto, comunque, un giocatore noto, con diverse presenze in A, in particolare con le maglie di Chievo e Samp. Un calciatore che nello Spezia ci ha giocato recentissimamente e che, l’anno prossimo, tornerà a calcare i campi della massima serie, avendo preso parte ad una storica promozione. La puntata di oggi è dedicata a Paolo Sammarco.

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UNA CARRIERA CON TANTA SERIE A – Paolo Sammarco nasce a Como il 17 marzo 1983. Le prime esperienze nel mondo del calcio avvengono nelle giovanili di U.S. Sagnino, Cantù e, soprattutto, Milan, con cui conquista un Torneo di Viareggio nel 2001. Dai rossoneri, nel 2002, viene mandato a farsi le ossa nella Viterbese, in C1, con cui mette insieme 24 presenze. La stagione successiva viene acquistato in compartecipazione dal Chievo, che prima lo manda una stagione in C1, nel Prato, occasione in cui segna anche il suo primo gol tra i professionisti, e, poi, lo integra in prima squadra dalla stagione 04/05. Sammarco è un centrocampista molto fisico, ma dotato di grande senso tattico e visione di gioco, che va maturando man mano che passano gli anni, dotato di piedi buoni, con cui impostare il gioco, senza disdegnare la realizzazione personale. Così, dopo un anno giocato prevalentemente da riserva (15 presenze), conquista sempre più la fiducia del tecnico, divenendo un titolare fisso, con il culmine della stagione 06/07 a cui, alle 32 presenze in campionato, somma anche l’esordio nei preliminari di Champions League e in Coppa Uefa. Nonostante questo non riesce ad evitare la retrocessione in B della sua squadra. A questo punto il Milan lo riscatta dal Chievo e lo cede, in comproprietà alla Samp, dove esordisce, alla grande, nella stagione 07/08, mettendo insieme 30 presenze e ben 5 gol, tanto da guadagnarsi il riscatto da parte dei blucerchiati. Gioca un’altra stagione da titolare a Genova, poi passa in prestito all’Udinese, dove, però si infortuna gravemente, perdendo parte della stagione, così che i friulani non lo riscattano. All’inizio della stagione 09/10 torna a far parte, quindi della rosa della Samp, ma non rientra nei piani tecnici di Di Carlo e, a gennaio, viene ceduto, in prestito, al Cesena, sempre in massima serie, dove chiude la stagione con 15 presenze e 1 gol. A fine stagione torna nuovamente alla Samp, che nel frattempo è retrocessa in B, ma prima dell’inizio della stagione viene raggiunto l’accordo per passare in prestito, di nuovo, al Chievo, in A, con cui gioca tutta la stagione 11/12, mettendo insieme 28 presenze e 2 marcature. A fine stagione si ritrova tra gli svincolati e, mentre è ad allenarsi con gli altri colleghi senza squadra, arriva la chiamata dello Spezia.

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LA PRIMA STAGIONE IN MAGLIA BIANCA – Lo Spezia della stagione 2012/13 è una squadra appena ritornata in serie B, quasi a sorpresa, visto che la stagione precedente, in Lega Pro, è stata un po’ travagliata, non senza tensioni per risultati arrivati con tanta fatica, ed un gioco di certo non esaltante, ma che, nonostante tutto, è terminata con la promozione diretta e, addirittura, la conquista di uno storico Triplete, con la Coppa Italia di Lega Pro e la Supercoppa. Alla guida della squadra, un po’ a sorpresa anche questo, visto il non perfetto appeal con tifosi e società, viene confermato Serena, ma, a conferma della non completa soddisfazione per quanto prodotto, la rosa viene letteralmente rivoluzionata: della promozione si salva soltanto Madonna, mentre il resto del gruppo viene smantellato, sostituito con una serie di giocatori di categoria, sia giovani che di maggior esperienza. Sammarco è uno di questi, ma quello che arriva sul Golfo è un giocatore che non ha più la freschezza atletica della prima parte della carriera, più macchinoso nei movimenti, anche se conserva un’ottima visione di gioco. A suo sfavore giocano anche le condizioni fisiche non perfette che lo terranno talvolta lontano dal campo di gioco. Un così grande assembramento di giocatori nuovi che non hanno mai giocato assieme, nonostante ad inizio campionato gli esperti accreditino gli aquilotti come una delle favorite alla promozione, si dimostra ben presto il limite principale della squadra: gioco involuto, risultati non esaltanti e Serena che, in più occasioni, finisce sulla graticola e rischia l’esonero. La squadra latita a metà classifica, ma l’allenatore riesce almeno ad arrivare al giro di boa. Poi, dopo la prima giornata del girone di ritorno, peraltro in corrispondenza con un’importante vittoria in trasferta a Vicenza, quando il posto di Serena sembra essere tornato in cassaforte, durante la lunga pausa invernale, viene sostituito da Atzori, che, però durerà sole altre 5 partite (1 vittoria, 1 pareggio e 3 sconfitte, tra cui lo 0-6 casalingo col Novara che gli sarà fatale), prima di cedere la panchina a Cagni che la traghetterà fino a fine stagione, raggiungendo una sudata salvezza. Sammarco, che esordisce alla prima giornata, nel 2-1 casalingo al Vicenza, al netto degli acciacchi fisici, gioca quasi tutto il torneo, 27 presenze totali, condite dal gol del vantaggio nel 2-0 in trasferta al Crotone. Alle presenze stagionali se ne aggiunge anche una in Coppa Italia, competizione in cui lo Spezia si ferma al terzo turno, quando, dopo aver eliminato il Sorrento con un secco 4-1 si deve fermare ad opera del Cagliari (2-1 il finale).

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IL RESTO DELL’ESPERIENZA DA AQUILOTTO – Sammarco è uno dei pochi confermati nell’ennesima rivoluzione, che stavolta colpisce anche i piani societari, che caratterizza il mercato estivo della squadra aquilotta. Memori del recente passato, si cerca di non far proclami e di lavorare in sordina, ma il parco giocatori è ancora di primo livello e anche stavolta non passa inosservato. La barca è affidata a Stroppa, emergente nel ruolo di allenatore, esordiente in B, anche se reduce dall’esonero dell’anno prima a Pescara in A. Purtroppo neppure stavolta le cose vanno come preventivato, e la squadra fatica a trovare un’identità precisa, nonostante qualche buon risultato, come le vittorie casalinghe con Palermo e Cesena, poi promosse. Così stavolta il tecnico non riesce neppure a finire il girone d’andata e, complice ancora una goleada, il 4-0 a Varese, alla 18^ giornata arriva l’esonero e il passaggio di consegne a Mangia, che, dopo la nuova rivoluzione nel mercato invernale, guida la squadra fino a fine stagione. Nonostante anche sotto la guida dell’ex tecnico dell’Under 21 il gioco non sia esaltante e i risultati siano altalenanti, arriva l’8° posto finale e il conseguente accesso al preliminare dei Play off, dove lo Spezia incontra il Modena, venendo eliminato dallo 0-1 finale. Sammarco in questa stagione, nonostante non sia una delle sue migliori, colleziona più presenze della precedente: esordisce alla seconda, subentrando nella partita di Castellammare, vinta per 2-1 sulla Juve Stabia, e, poi, mette insieme 29 presenze totali, più quella nel play off, senza, però, segnare reti. Alle presenze del campionato, anche stavolta, aggiunge quelle della Coppa Italia, competizione in cui lo Spezia si toglie tante soddisfazioni, approdando, addirittura, per la prima volta nella sua storia, ai quarti di finale, dopo aver eliminato Pro Patria (4-2), Genoa (5-4 ai rigori), Pescara (3-0), dove incontra il Milan a San Siro, con 6000 tifosi al seguito che trasformano la curva del Meazza in un Picco in miniatura, incitando la squadra fino all’ultimo, nonostante il 3-1 finale per i rossoneri. Sammarco gioca la prima e la terza partita, senza segnare gol. Viene confermato anche all’inizio della stagione successiva, quella appena conclusa, un po’ a sorpresa, essendo dato più volte per partente nella “rivoluzione balcanica” portata dal nuovo tecnico Bjelica e dalla società, nuovamente rinnovata nei suoi organici. Ma che non rientri nei piani del nuovo allenatore pare chiaro fin dall’inizio, visto che, complici anche i soliti acciacchi fisici, alla fine colleziona solo 8 presenze, prima di venire ceduto nel mercato invernale, lasciando la squadra aquilotta dopo un totale di 70 presenze e 1 gol nelle varie competizioni.

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COMPLICE NELLA RECENTE IMPRESA DEL FROSINONE – Durante il mercato invernale dell’ultima stagione giocata, Sammarco accetta di lasciare la squadra aquilotta, dove capisce di avere poco spazio, e accetta la proposta del Frosinone, neopromosso, in corsa per ben figurare nel torneo di B. In realtà le cose per i colori gialloblu vanno meglio delle più rosee aspettative fin da subito, con la squadra che raggiunge la testa della classifica nelle prime giornate e lotta nelle posizioni alte per tutto il torneo, fino all’accelerata finale, quando, dopo la vittoria nello scontro diretto con il Bologna, aggancia il secondo posto, da cui nessuno la scalza più, conquistando, così, la storica promozione in A. Sammarco mette insieme, fino al termine della stagione, 15 presenze, segnando anche un gol, guadagnandosi anche le cittadinanza onoraria assieme al resto dei compagni. Allo stato attuale del mercato, la sua riconferma per il prossimo campionato di A, il suo decimo personale, pare confermata.

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