Inter, al centro del mirino

Che l’Inter sia al centro dei pensieri dei suoi tifosi, soprattutto in questo periodo di intenso mercato e di inizio del ritiro estivo, pare ovvio e scontato. Un po’ meno è che lo sia di chi, invece, neppure lontanamente lo è. Eppure, sembra che in questi ultimi giorni la squadra nerazzurra abbia agitato la digestione di diversi personaggi sparsi per l’Europa, per nulla accomunati tra loro da un qualche legame, se non la veemenza e, forse, la sproporzione della reazione verso la squadra di Thohir.

QUI FIRENZE – Da una parte la Fiorentina, o, meglio, un suo dirigente, Panerai. Tutto comincia con i problemi interni alla società viola riguardo ai rapporti con il giocatore Salah, autentica rivelazione del mercato invernale, in prestito dal Chelsea. L’egiziano non ha intenzione di rinnovare la propria esperienza con il club toscano, seppur molto positiva, che considera chiusa al 30 giugno, allettato da prospettive che giudica più interessanti per la propria carriera professionale. A corredo di questa decisione, cita l’esistenza di una scrittura privata con la società, secondo la quale il giocatore possiede diritto di veto, potendo esprimere la propria volontà di non proseguire il lavoro con i viola. Dall’altra parte, invece, il club dei Dalla Valle fa muro, sostenendo che la scrittura privata esiste, ma che il diritto andava esercitato entro il 30 giugno, per cui, non essendo successo ciò, l’egiziano è ancora un giocatore della Fiorentina, al cui ritiro è stato convocato. Lo strappo pare, ormai, non più ricucibile, ma la Viola non ci sta e minaccia il ricorso alle vie legali. Ovvio che, vista la forza del giocatore, più di una squadra stia alla finestra a vedere cosa succede, tra queste, appunto l’Inter, che ha già manifestato il suo interesse direttamente all’egiziano. Questo ha indispettito non poco la società toscana e, in particolare, un suo dirigente, Paolo Panerai, consigliere d’amministrazione, che, nella calura di una domenica di luglio, ha pensato bene di riversarsi come un fiume in piena su twitter, scagliandosi in modo decisamente sopra le righe contro la società nerazzurra: partendo dal discorso riguardante Salah, “avvertito” che la Fiorentina sa far rispettare le firme, citando i casi di Toni e Mutu, ma tirando in mezzo anche Galliani e Montella, poi deborda in direzione Milano, affermando che se valessero le leggi della trasparenza l’Inter sarebbe da B, ponendo forti dubbi sulla provenienza dei tanti soldi che la squadra di Thohir sta mettendo in campo in questo periodo per rinforzare la squadra, e chiamando, quindi, in causa anche Platini, affinché, in merito di fair play finanziario, venga presa una decisione esemplare. La prima reazione è stata della Fiorentina stessa, che ha preso le distanze, definendo le parole del dirigente un parere espresso a carattere personale, senza concordare con la società. Poi è arrivata, ovviamente, quella dell’Inter, definitasi esterrefatta per parole molto offensive, dette a sproposito. Le parole del dirigente sono definite prive di fondamento e, dato che la società nerazzurra ritiene di essere stata tirata dentro ad una vicenda che riguarda solo i Viola e Salah, è pronta ad agire in ogni sede per tutelare la propria immagine e onorabilità.

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QUI FRANCIA – La stessa calura di luglio, che, evidentemente, è poco sopportabile anche in Francia, ha guastato la domenica anche a Willy Ndangi, padre e procuratore del centrocampista francese Giannelli Imbula, dato per sicuro acquisto nerazzurro nelle prima fasi del mercato, accasatosi, poi, invece, al Porto. In un’intervista al giornale francese Journal du Dimanche, ha definito, senza mezze misure, il modo di agire della società nerazzurra, in merito al trasferimento del figlio/assistito, “da vomito”, perché, nonostante da parte dell’entourage del ragazzo la possibilità di un trasferimento a Milano fosse vista di buon occhio, vista la grandezza del club e il progetto ambizioso, gli emissari nerazzurri non si sono fatti vivi per 4 giorni, salvo svegliarsi dopo l’interessamento del Porto, a dire dell’uomo, anche con sms minacciosi. A queste accuse la società nerazzurra non si è neppure impegnata a rispondere. Forse invierà un antiemetico e un amaro al signor Ndangi per aiutarlo nel difficile processo digestivo.

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I tifosi dell’Inter, intanto sogghignano, non più di tanto toccati da sfoghi estivi “bucolici”, tra ricerche di “capri espiatori” e scenette da “volpe e l’uva”. Si godono la squadra che sta nascendo, anche al netto degli ultimi rallentamenti, con l’operazione Perisic frenata dalle resistenze del Wolfsburg e Mario Suarez tentato dalla Premier. Solo su una linea di pensiero, forse, sono, in parte, sulla stessa lunghezza d’onda del caro Panerai: ma se tutti ‘sto soldi c’erano e si potevano tirar fuori, perché aver buttato un anno e mezzo con una rosa ai limiti della decenza, per poi dover fare la “rivoluzione” a colpi di cannone? Poi è ovvio che alla gente si blocca la digestione…

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