Forever Aquile: Roberto Maltagliati, da bandiera granata allo storico ritorno in B con lo Spezia

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In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Restando nell’ambito del calcio giocato, stavolta tocca ad un atleta piuttosto conosciuto, che ha calcato i campi per tutti gli anni ’90 e il primo decennio del 2000, inanellando tante stagioni in A, soprattutto con la maglia del Toro, ed è giunto a Spezia verso il termine della carriera per dare il suo, comunque, importante contributo in termini di esperienza. La puntata di oggi è dedicata, infatti, a Roberto Maltagliati.

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BANDIERA GRANATA – Maltagliati nasce a Cuggiono, in provincia di Milano, il 7 aprile 1969. La sua carriera calcistica comincia con i dilettanti del Corsico, tra Promozione lombarda e Interregionale, con cui gioca fino al 1992, quando passa alla Solbiatese, in C2, con cui gioca una stagione da titolare. Qui, affermandosi come difensore centrale forte fisicamente e dotato di buone qualità aeree, lo nota il Parma, che lo preleva per farlo giocare in A, dove, in una stagione, la 93/94, mette insieme 10 presenze e inserisce nel proprio palmares personale la Supercoppa Europea del ’93. Nell’estate del 1994 avviene il passaggio che cambierà la sua carriera: viene ingaggiato dal Toro, dove, in una squadra giovane, diviene subito titolare, prima di diventare un’autentica bandiera granata, che rimarrà nella città della Mole per 7 stagioni, sia in A, che nelle 3 stagioni, tra il 96 e il 99, in cui il Torino scenderà in serie cadetta. Al termine della stagione 99/00, dopo l’ulteriore retrocessione in B, per contrasti con la società, dopo 173 presenze e 1 gol, Maltagliati lascia il capoluogo piemontese e si trasferisce al Piacenza, in B, dove, con 26 presenze e 1 gol, contribuisce alla promozione in A. Resta per altre 6 partite del campionato successivo, ma a gennaio passa all’Ancona, nuovamente in B e, ancora una volta, nella stagione 02/03, conquista la promozione in A. Di nuovo, comincia il campionato di massima serie con la squadra con cui ha conquistato la promozione, ma, poi, a gennaio, passa al Cagliari, ancora in B e, anche stavolta, sale nuovamente in A, per la sua quarta promozione personale. Stavolta, però, si ferma e disputa un’intera stagione, la 04/05, da titolare in A con il Cagliari. Da qui, al termine della stagione, lo preleva lo Spezia.

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Un giovane Maltagliati in azione contro il Parma

ALLO SPEZIA NEL MOMENTO MIGLIORE – Maltagliati arriva, quindi, allo Spezia all’inizio della stagione 2005/06. E’ una stagione che parte con grandi ambizioni, perché la società è solida (o almeno così sembra, ma questa è un’altra storia…) ed ha dimostrato di voler fare le cose sul serio, e, a conferma, allestisce una rosa di tutto rispetto, estremamente competitiva per la categoria, con un giusto mix di giovani di belle speranze e giocatori d’esperienza. Maltagliati è uno di questi: a lui si chiede di cementare la difesa, assumendo quel ruolo di leader lasciato vacante da Bordin, che ha appena lasciato la squadra, guidando un reparto che, nelle stagioni precedenti ha subito, forse, un po’ troppi gol. E lui non si tira indietro: nonostante i 36 anni, dimostra di poter fornire prestazioni ancora elevatissime, sfruttando un fisico ancora prestante e colmando le eventuali lacune atletiche con l’esperienza e la freddezza. L’uomo giusto al posto giusto, un professionista esemplare che, fin da subito prende in mano la difesa, o meglio tutta la squadra, assumendo anche i gradi di capitano. Lo scoglio stagionale potrebbe essere rappresentato dall’essere stati inseriti nello stesso girone con il Genoa, fresco retrocesso per illecito sportivo dopo aver conquistato, invece, la promozione in A la stagione precedente, quindi non solo accreditato come sicuro dominatore del campionato, vista la caratura della rosa schierata, ma anche con un dente molto avvelenato, senza negare l’ovvio occhio di riguardo che può vantare una simile compagine in un campionato di questo livello. Con queste premesse comincia la stagione. Il primo passo per lo Spezia è il preliminare di Coppa Italia, che rappresenta l’esordio ufficiale di Maltagliati in maglia bianca, ma che termina con l’eliminazione ad opera del Cesena (0-1 ai supplementari). Poi parte il campionato che sarà un’autentica ed esaltante cavalcata: lo Spezia comincia inanellando 11 risultati utili consecutivi, andando a perdere proprio lo scontro diretto, alla 12^, a Genova per 1-0, senza però abbattersi, ma, anzi, ripartendo alla grande, tanto da restituire, con gli interessi, il favore al Grifone nella partita di ritorno al Picco, chiusa sul 2-0. Maltagliati esordisce subito alla prima, l’1-1 in trasferta con la Pro Patria e poi mette insieme altre 31 presenze stagionali nelle restanti 33 partite, in cui guida la difesa come un orologio, al punto che, a fine torneo, la rete sarà stata bucata solo 22 volte, miglior difesa in assoluto del campionato (il Genoa ne subirà 27). Ma la sfida con i più quotati avversari è vinta sotto tutti i punti di vista: gli aquilotti conquistano la promozione vincendo il torneo con una giornata d’anticipo, grazie ai 63 punti finali, dati da 17 vittorie, di cui 14 al Picco, 12 pareggi, quasi tutti esterni, e 5 sconfitte, di cui nessuna tra le mura amiche, con 42 gol fatti (come il Genoa, secondo miglior attacco, dietro ai 44 del Pavia) e, appunto, 22 subiti, con 7 punti di distacco dalla seconda, la squadra rossoblù (che partiva penalizzata di 3 punti), che poi, comunque, sarà promossa attraverso i play off. Gli altri impegni stagionali vedono l’eliminazione ai sedicesimi di Coppa Italia di C ad opera della Lucchese (1-1 al Picco, 3-2 per i rossoneri al ritorno), ma Maltagliati non gioca nessuna delle due, e, soprattutto, la partecipazione alla Supercoppa di Serie C1, la sfida con la vincente del girone B, che, in questo caso, è un altro nome eccellente, trattandosi del Napoli, vinta grazie ad un doppio pareggio (0-0 al Picco, 1-1 al San Paolo). Maltagliati chiude, quindi, la stagione perfetta, giocando entrambe le sfide ed alzando la coppa, da Capitano, al centro dello Stadio partenopeo. Lo Spezia, quindi, torna in B dopo 55 anni e Maltagliati ne è stato uno dei principali protagonisti.

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LA STAGIONE IN B IN MAGLIA BIANCA – Ovviamente Maltagliati è confermato anche per la stagione successiva, ma, appare evidente fin da subito, che non rientra più negli schemi di mister Soda, che gli preferisce il nuovo acquisto Scarlato. Come già detto in diverse occasioni, è una stagione particolare questa di B, perché è quella della Juve retrocessa post Calciopoli, quindi i riflettori sono tutti puntati sul campionato cadetto. Nessuno ci sta a far brutta figura e anche lo Spezia cerca di attrezzarsi con una rosa che le permetta di non sfigurare e le consenta di fare un campionato tranquillo. Le consegne vengono rispettate solo per metà del tempo, visto che gli aquilotti disputano un buon girone d’andata, in cui vivacchiano a metà classifica, togliendosi anche le soddisfazioni della vittoria a Marassi col Genoa e il pareggio casalingo con la Juve (ma con Nedved che agguanta il pareggio a pochi istanti dalla fine), mentre disputano un opaco girone di ritorno in cui, lentamente, scivolano in classifica, fino a raggiungere le zone più basse. Dalla retrocessione diretta li salva la storica vittoria in trasferta, all’ultima giornata, all’Olimpico di Torino, con la Juve, per 3-2, mentre saranno i play out col Verona (2-1 al Picco, 0-0 al Bentegodi) a sancire la definitiva permanenza in B per un altro anno. Come detto, Maltagliati in questa stagione trova molto meno spazio, al punto che, a fine torneo, delle 42 partite totali, lui ne avrà giocate solo 9. A queste si aggiunge la presenza nell’unico incontro disputato in Coppa Italia, nel primo turno, quando gli aquilotti perdono l’ennesima sfida di questi anni con il Genoa, per 3-2 a Marassi. A fine stagione quindi, dopo 45 presenze totali nelle varie competizioni, con nessun gol segnato, Maltagliati lascia lo Spezia.

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LA FINE DELLA CARRIERA SUL CAMPO E L’INIZIO DI QUELLA IN PANCHINA, CON UN RITORNO ALLO SPEZIA – Lasciato lo Spezia, Maltagliati si trasferisce, per una stagione, alla Canavese, in Lega Pro Seconda Divisione, con cui disputa 13 partite in stagione, prima di passare al Marano, in Promozione piemontese, dove al termine della stagione, a 40 anni, decide di appendere le scarpette al chiodo. Comincia la carriera di allenatore a luglio del 2012, quando è chiamato a dirigere l’Equipe Lombardia, una formazione che raccoglie, permettendo loro di tenersi in forma, calciatori disoccupati. Resta, però, solo un mese, perché è subito ingaggiato dal Varese per affiancare Ganz alla guida della Berretti per la stagione 12/13. Quindi comincia una collaborazione tecnica nuovamente con lo Spezia e, in questo contesto, a febbraio 2014 assume la guida della Primavera aquilotta, dove subentra all’allenatore esonerato. A fine stagione torna per qualche mese ad affiancare Mondonico alla guida dell’Equipe Lombardia, prima di venire ingaggiato, nella stagione appena conclusa, a campionato in corso, dal Flamurtari Valona, squadra della massima serie del campionato albanese, come vice del tecnico ceco Stanislav Levy, ruolo che dovrebbe rivestire anche nella prossima stagione.

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Maltagliati sulla panchina dell’Equipe Lombardia

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